Ci sono persone che non fanno semplicemente parte di una storia: contribuiscono a raccontarla. Nel caso del Varese, una di queste è senza dubbio Ezio Macchi, fotografo e cuore biancorosso che per 17 anni ha seguito la squadra praticamente ovunque e in qualsiasi categoria, trasformando emozioni, vittorie, sconfitte e momenti difficili in immagini destinate a rimanere. Con qualsiasi tempo su qualsiasi campo. Ezio c’era. La macchina fotografica al collo, sorriso genuino e la passione nel cuore, sempre pronto a immortalare un gol, un’esultanza, un abbraccio, uno sguardo di delusione o semplicemente un dettaglio capace di raccontare un pezzo di Varese.

Poche ore fa, attraverso i suoi profili social, ha comunicato la decisione di fermarsi: motivi personali lo porteranno a prendersi una pausa, dedicando più tempo a sé stesso dopo quasi due decenni vissuti al seguito dei biancorossi. Una scelta difficile, ma accompagnata dalla consapevolezza di aver dato tutto quello che poteva a quei colori che ha sempre amato profondamente. “Dopo 17 anni di presenza costante, su tutti i campi dove giocava il Varese, quest’anno non ripartirò – ha scritto Ezio nel suo messaggio rivolto alla grande famiglia biancorossa –, per motivi personali sono costretto a fermarmi, per pensare di più a me stesso. Ringrazio di cuore tutti i tifosi, che mi hanno sempre supportato, le varie dirigenze che si sono susseguite negli anni, in particolare quella di Rosati con gli anni della serie B, stagioni bellissime difficili da scordare. Continuerò a seguire col cuore tutto quello che è Biancorosso, auspicando che il calcio a Varese ci dia ancora grandi soddisfazioni che ci meritiamo. Un abbraccio a tutti ma proprio a tutti quelli che mi hanno voluto bene e stimato, avendo fatto tutto ma proprio tutto, solo per passione, senza scopo di lucro. Auspicando un futuro luminoso ai nostri bellissimi colori. Un abbraccio a tutti i biancorossi, sempre e comunque FORZA VARESE“.

Nel suo saluto c’è tutto il senso di un percorso vissuto con passione autentica: i ringraziamenti ai tifosi che lo hanno sempre sostenuto, alle società che si sono succedute e, in particolare, agli anni della Serie B vissuti con la gestione Rosati, una parentesi indimenticabile per il popolo biancorosso. Ma il valore del lavoro di Ezio va oltre le categorie e i risultati. Perché il suo obiettivo ha raccontato tanto la festa della Serie B quanto la fatica dei campi dilettantistici, tanto le giornate di gloria quanto quelle più complicate. Ha raccolto la memoria di un popolo calcistico, dando un volto e un’immagine a emozioni che altrimenti sarebbero rimaste soltanto nei ricordi.

Dietro ogni fotografia c’è sempre stato qualcosa in più della semplice cronaca: c’era il punto di vista di un tifoso, di una persona che ha seguito il Varese per amore e non per obbligo. Un impegno portato avanti senza secondi fini, soltanto per il piacere di esserci e condividere una passione. Il Franco Ossola e i campi che hanno ospitato il Varese continueranno a vivere nuove storie, ma mancherà sicuramente una presenza diventata familiare. Perché in questi 17 anni Ezio non si è limitato a fotografare il Varese: ne ha conservato la memoria.

Ora è il momento di pensare a sé stesso, come lui stesso ha scritto. Ma una cosa è certa: tra gli spalti, nelle immagini e nei ricordi di chi ha vissuto questi anni, resterà sempre una traccia del suo lavoro e della sua passione. Perché certi cuori biancorossi non smettono mai davvero di esserci. Grazie Ezio. Ti aspettiamo.

Matteo Carraro

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