In un competitivo ed imprevedibile Girone H di Prima Categoria, la Valcuviana si è resa subito protagonista sorprendente e convincente avvio di stagione. Il club biancoviola, neopromosso dalla Seconda Categoria dopo aver trionfato nello scorso Girone X, ha infatti raccolto ben 10 punti in cinque partite, centrando ben tre successi consecutivi nelle ultime tre giornate di campionato: ultimo quello contro la Cedratese (imbattuta prima di domenica), in un entusiasmante 2-4. Una scia di risultati positivi che vede al momento i ragazzi di Rasini appaiati con Cantello Belfortese e l’altrettanto sorprendente Ispra al primo posto dopo cinque partite, confermando lo stato di forma di un gruppo volenteroso di dire la sua in questa nuova avventura nella divisione.

A raccontare i “segreti” dietro l’ottima partenza dei biancoviola ci ha pensato Federico Crini, capitano e leader della Valcuviana. Arrivato a Cuvio nella scorsa stagione, il difensore classe ’93 si è fin da subito instaurato come un vero e proprio pilastro della squadra, mettendo in campo tutta la sua esperienza maturata negli anni tra Promozione e Prima Categoria con le maglie, tra le altre, di Gallarate, Turbighese e Cantello Belfortese, e trascinando i suoi fino alla vittoria del campionato di Seconda Categoria. Ora la nuova avventura con grande consapevolezza e voglia di lottare domenica dopo domenica, giocandosela contro chiunque per poter porre delle basi solide in vista del futuro. Ma soprattutto, l’obiettivo più grande di Crini e di tutta la Valcuviana è quello di regalare, ogni volta che si scende in campo, un sorriso a una persona speciale, ovvero Francesca Testa, figlia del Presidente Gianluca Testa, la quale sta combattendo contro un’importante malattia, con tutto l’ambiente biancoviola stretto intorno a lei per dimostrarle affetto e regalarle grandi soddisfazioni.

Domenica avete ottenuto una vittoria illustre, superando una squadra in forma e imbattuta come la Cedratese: ci racconti le emozioni della gara?
“Sicuramente è una vittoria che porta morale. Siam partiti nel primo tempo con qualche difficoltà, poi siamo riusciti a ribaltarla e portarci a casa il risultato. Ne siamo contentissimi, mettiamo un po’ di punti in cascina. Abbiamo cambiato tanto quest’anno, quindi dobbiamo ancora trovare l’amalgama giusta però nelle ultime partite stiamo trovando i tre punti, dunque siamo sulla strada giusta”.

Una vittoria di grande spessore che vi proietta a 10 punti in classifica dopo cinque giornate e soprattutto alla terza vittoria consecutiva: ti aspettavi una partenza simile?
“Partivamo già da una base forte dell’anno scorso, nonostante fossimo in una categoria sottostante. Avevamo una rosa forte, con tanti giocatori di valore, in più la squadra è stata rinforzata prendendo calciatori di spessore. Sicuramente quando cambi parecchio, non è facile partire bene, perché bisogna conoscersi e ritrovare la quadra giusta, quindi piano piano secondo me, con il passare del tempo, miglioreremo sempre. Qualche difficoltà iniziale la abbiamo avuta perché non ci conoscevamo e in campo si vedeva, adesso un passo alla volta, stiamo crescendo, come dimostrato dai risultati”.

Immagino che anche la conferma del mister sia stato un fattore importante per questo avvio di stagione: com’è stato lavorare con lui sin dall’inizio?
“Certamente. Non sto a parlarne io dell’allenatore, il suo curriculum lo fa già per sé, ma è una persona splendida. Lo scorso anno è arrivato in corsa, capace di costruire subito il gruppo. Le competenze parlano da sole. Abbiamo avuto modo di lavorare dal primo giorno con lui e avendo tanti giocatori nuovi, lui sta cercando di conoscere la squadra e la squadra sta cercando di conoscere lui. Qualche piccolo inciampo è giusto che ci sia, ma speriamo di averne il meno possibile. E’ un fattore che inciderà e porterà risultati”.

Quanto spessore date nell’affrontare questo campionato da neopromossa?
“Lo scorso anno eravamo partiti con l’obiettivo di vincere, non è stato facile ma lo abbiamo fatto. Quest’anno affrontiamo un campionato come gli altri, non cambia nulla. La categoria è solo un numero, non diamo troppo peso al fatto che l’anno scorso fossimo in Seconda. Sicuramente sembra essere un campionato molto equilibrato, non abbiamo ancora visto tutte le squadre ma lo osserviamo dai risultati di ogni domenica. Tutti possono vincere e tutti possono perdere, quest’anno arriverà in fondo chi sbaglierà di meno. Non c’è nessuna corazzata, son tantissime squadre equilibrate con buoni giocatori. Si è alzato molto il livello”.

Ad oggi, dove pensi possa arrivare la Valcuviana?
“Noi cercheremo di dare il massimo per ripagare la fiducia che ci è stata data. Tutte le persone che lavorano in società sono persone di sport, che ci tengono e che vogliono sempre il massimo da tutto. Non sarà facile ripeterci, ma cercheremo sempre di dare il massimo ed arrivare il più in alto possibile. Non so dire una posizione precisa, non conoscendo a pieno il livello delle altre squadre, semplicemente sarebbe meglio arrivare il più in alto possibile. Viviamo partita dopo partita, poi al giro di boa vediamo dove siamo e capiremo quale potrà essere il reale obiettivo. Partiamo da un’altra categoria, anche se i giocatori che ne hanno fatto parte l’anno scorso centravano poco, quindi si cercherà di dare il massimo e poi tireremo una conclusione. L’obiettivo è quello di gettare delle basi per continuare a fare bene”.

Sei uno dei calciatori più esperti del gruppo, testimoniato dal curriculum che hai alle spalle e soprattutto da quella fascia da capitano che porti al braccio: quanto ti senti onorato ad indossarla domenica dopo domenica e soprattutto quanta responsabilità ti senti addosso?
“La Valcuviana è composta da persone vere, forti, in primis il Presidente: una persona eccezionale, difficile da trovare in un campo da calcio. Anche il direttore, che mi voleva da parecchi anni e la scorsa stagione siamo riusciti a trovarci. Un’altra figura importante, che a volte rimane nell’ombra ma fa tantissimo, è Caretti, il direttore generale ed è una persona vera. Il senso di responsabilità della fascia è quello di dare l’esempio a tutti. C’è una storia un po’ particolare, perché dall’anno scorso Francesca, la figlia del Presidente sta combattendo con una malattia importante, quindi il fardello nostro è quello di cercare di vincere anche per lei. Lei sta giocando il campionato più importante, noi cerchiamo di darle un sorriso ogni volta che scendiamo in campo. E’ uno dei motivi per il quale ho deciso di rimanere, sperando di regalare sempre sorrisi e soddisfazioni specialmente a lei, perché avendo a comando un Presidente così, sempre sorridente, è magnifico. Qualche offerta c’è stata, ma la sua presenza è stata fondamentale per la mia permanenza. Non c’è possibilità che perda, sono sicuro che vincerà questa battaglia”.

Francesco Marcassa

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