Dalle parole ai fatti. Se Giancarlo Travagin pensava (o si auspicava), che il comitato di accoglienza si sarebbe limitato al virtuale del web, beh, ha dovuto ahilui prendere atto di ben altra realtà. In tarda mattinata il neo insediato Presidente della Pro Patria è stato aggredito da un folto gruppo di contestatori (30/40), che gli hanno impedito di fare ingresso allo “Speroni”. L’auto dell’imprenditore verbanese sarebbe stata circondata e fatta oggetto di diverse forme di ostilità dovendo così ripiegare in un Bar del vicino quartiere del Buon Gesù. Dove è stato raggiunto da un cronista de Il Bustese che ne ha raccolto lo sfogo. A rischio l’iscrizione alla prossima Serie D? Anche la semplice minaccia non pare una strategia lungimirante.            

Tornando alla baruffa, episodio censurabile. Quantomeno nei toni che hanno necessitato l’intervento delle forze dell’ordine. Ma comunque indice di un clima intossicato dalle polemiche e dal perpetuarsi del dualismo tra maggioranza e minoranza societarie. Status di cui Travagin è in minima parte causa ed in larga effetto. Forse, sarebbe il caso da parte sua di prenderne atto.
Così non si può andare avanti. Purtroppo anche in senso stretto. Pensando all’iscrizione.                                                                           

Giovanni Castiglioni

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