
Il Varese non ha vinto il campionato. 4 in pagella a tutti? Per alcuni l’equazione sarebbe già fatta visto che è inconcepibile e inaccettabile l’idea di una piazza del genere che ancora non riesce a staccarsi dall’anonimato della Serie D per tornare nel professionismo, ma il calcio non è una scienza esatta e la stagione 2025/26 ha confermato quanto ribadito fin dal principio: questo Varese non poteva vincere il campionato.
Ciò, però, non implica automaticamente il “fallimento”. Se fin dal principio abbiamo descritto i biancorossi come una squadra da terzo/sesto posto: chiudere quarti e arrivare in finale playoff (perdendo, meritatamente, contro un avversario di livello decisamente superiore) certifica la dimensione dei ragazzi di mister Ciceri autori, tra alti e bassi, di una stagione di crescita che (questa volta per davvero, almeno si spera) può e deve porre le basi per qualcosa di davvero importante.
Alti e bassi che, non troppo paradossalmente, convergono in un incredibile equilibrio: 16 vittorie, otto pareggi e 10 sconfitte per 56 punti (28 fatti in casa, 28 in trasferta), 43 gol fatti e 43 reti subite (ai playoff una vittoria e una sconfitta, 5 gol all’attivo e 6 al passivo). Tuttavia, ciò che resta nello sguardo dei tifosi è il -22 dal Vado e l’evidente inferiorità nei confronti del Ligorna dopo la finale playoff persa (i rossoazzurri hanno dominato i tre confronti stagionali con un totale di 12-4). Archiviata la stagione, però, è doveroso concentrarsi sui singoli protagonisti (in campo e non) attraverso il nostro consueto Pagellone di fine stagione. Iniziamo quest’oggi da portieri e difensori. Domani sarà la volta di centrocampisti e attaccanti, mentre lunedì chiuderemo con staff e dirigenza.
PORTIERI

Gabriel Bugli 6.5
31 presenze (30 da titolare). L’errore clamoroso contro il Sestri Levante poteva mettere in croce chiunque, ma il classe ’07 ha saputo essere paziente e si è ripreso i pali biancorossi dimostrando il proprio valore. Crescita costante nel corso della stagione, ma i passi in avanti da compiere sono ancora tanti: tra i pali nulla da dire, evidenti miglioramenti nelle uscite (anche se serve più sicurezza) mentre sul gioco con i piedi c’è ancora tanto lavoro da fare. Può rappresentare il futuro del Varese? A naso difficile darlo per certo, ma il talento c’è. Reattivo

Leonardo Taina 5.5
6 presenze (6 da titolare). Debutto con due clean sheet, tra cui uno assolutamente non banale contro il Vado. In totale, su sei presenze, porta a casa tre porte inviolate, ma nelle altre sfide ha palesato lacune non trascurabili. Più di qualche responsabilità nel 2-2 contro il Gozzano e la debacle contro il Celle Varazze con tanto di espulsione ha rappresentato la pietra tombale sulla sua stagione. Altalenante

Ignazio Mandracchia NG
1 presenza (0 da titolare). Lanciato in campo “a tradimento” dopo l’erroraccio di Bugli contro il Sestri Levante: 45’ contro una squadra di prima fascia in cui tutto sommato si è comportato bene. Impossibile, però, dare un giudizio su di lui. Certo, la stagione con la Juniores (chiusa troppo presto) ha detto che le qualità (importanti) ci sono. Pecca in altezza, ma compensa con ben altre qualità; il futuro è dalla sua. Promettente

Omar Rugginenti NG
0 presenze. Si è visto solo nella batteria di rigori in Coppa Italia a inizio stagione: evidentemente non ha convinto fino in fondo lo staff e il mister a puntare su di lui e nel mercato invernale ha preso una strada diversa. Marginale
DIFENSORI

Matteo Bruzzone 7
31 presenze (30 da titolare – Un gol). Fedelissimo di mister Ciceri, ma soprattutto leader carismatico che dimostra di valere la fascia che porta al braccio. La difesa non è certo stata esente da responsabilità, ma la voglia di lottare non è mai mancata e in certi interventi individuali (vedere la scivolata da dietro su Naamad nella semifinale playoff) si è esaltato riuscendo al tempo stesso ad esaltare. Paradossalmente, fino ad un certo punto, la sua importanza si è percepita nelle poche partite che ha saltato. Trascinatore

Lorenzo Berbenni 6.5
35 presenze (33 da titolare). Nel girone di ritorno ha alzato il livello dimostrandosi più a suo agio sia nel ruolo sia nell’indossare la maglia del Varese. I margini di miglioramento restano importanti (starà a lui farlo), ma il rinnovo già firmato dimostra che il Varese crede in lui; ora bisognerà ripagare la fiducia. Spesso si è “limitato” a prestazioni sufficienti ed essenziali, che di per sé non è mai un male; chiaro che in una piazza come Varese bisogna imparare a osare di più in entrambe le fasi. Crescente

Pietro Marangon 6.5
30 presenze (20 da titolare – Un gol). Nel girone di ritorno ha trovato meno spazio, ma “il figlio di Varese” ha sempre saputo incidere e il suo gol contro il Saluzzo, a conti fatti, vale i playoff. Grinta e dedizione alla maglia rossa difficilmente ravvisabili altrove, sarebbe un delitto non riconfermarlo. Peccato che l’ultimo ricordo sia quello sciagurato retropassaggio che ha involato Vuthaj per il gol del 5-2 (che di fatto ha messo fine alla finale playoff); il popolo di Varese, però, preferisce ricordare quanto c’è stato prima perché il classe ’06 (giusto per sottolinearlo, sarà under anche l’anno prossimo) gioca ormai da veterano. Identitario

Federico Bertoni 6
22 presenze (16 da titolare – Un gol). Sentimentalismi? Forse sì, ma la sua esultanza sotto la tribuna di Biella dopo il 2-1 nella semifinale playoff la dice lunga: una rete che ha coronato una stagione per certi versi nera, costellata da infortuni e da una condizione forse mai realmente trovata. Il suo valore, però, è indiscutibile e l’ha dimostrato nel corso della stagione: gli errori non sono mancati, così come la voglia di dare il proprio contributo nonostante tutto e tutti. Tormentato

Manuel Costante 6
31 presenze (39 da titolare – Un gol). Alti e bassi, con eguali meriti e demeriti: prestanza fisica non indifferente e peso specifico nell’area avversaria che mette sempre una certa apprensione alle difese avversarie. Come per tanti altri suoi compagni, ovviamente, i margini di miglioramento non mancano e la prossima stagione avrà modo di colmarli visto che il Varese ha già scelto di investire su di lui. Irruento

Umberto Agnelli 5.5
20 presenze (16 da titolare). Impatto devastante con un paio di prestazioni sopra le righe; poi, però, si è “adagiato” su un livello medio che non riflette le qualità di un giocatore del suo calibro. Se da altri ci si può aspettare il semplice “compitino”, il classe ’00 (anche solo per il suo curriculum) può e deve incidere in ben altro modo. Insufficienza che dovrà essere da stimolo per il prossimo anno perché, lo ribadiamo, le potenzialità sono ben altre (e ci sono). Spetterà a lui dimostrarle. Inespresso

Filippo Donarini 5.5
6 presenze (1 da titolare). Corsa e gamba per poter essere un rinforzo sulla corsia sinistra: dopo aver raggranellato cinque gettoni subentrando negli ultimi minuti, l’occasione è arrivata con la titolarità contro l’Asti. Il match (45’ davvero difficili) ha però dato un responso amaro: il classe ’05 non è ancora pronto per questo palcoscenico. Da lì è sparito dai radar fino alla scelta, condivisa, di tornare al Codogno. Prematuro

Vittorio Salera 5.5
4 presenze (1 da titolare). Sulla carta sembrava dover essere il titolare della corsia destra e le prime apparizioni della scora estate avevano lasciato ben sperare. Poi, però, un infortunio dopo l’altro l’hanno messo fuori dai giochi e, complice un Marangon in rampa di lancio, ha faticato tantissimo a ritagliarsi spazio. Titolare contro la Biellese, non ha evidentemente convinto a puntare su di lui e gli ultimi minuti giocati da subentrato a Gozzano sono stati gli ultimi in maglia biancorossa. Sfortunato
Andrea Sassudelli NG
1 presenza (0 da titolare). In campo un paio di minuti a Valenza: senza dubbio una bella soddisfazione personale, in attesa di vederlo protagonista più a lungo. Per il classe ’06 questa è comunque stata una stagione di crescita passata anche e soprattutto dagli allenamenti in settimana. Prospettico
Giuseppe Secondo NG
3 presenze (2 da titolare). Titolare alla prima e a Gozzano (giornata nera per tutta la squadra), poi una manciata di minuti con la Sanremese. Il giudizio di campo sarebbe un “rimandato”: sicuramente le qualità ci sono, ma la sensazione è rimasta quella di metà stagione, ovvero che non sia ancora pronto per essere davvero protagonista in questo palcoscenico. Crescerà senz’altro. Rimandato
Matteo Carraro























