Il sipario cala sul Girone Z di Seconda Categoria e lascia dietro di sé verdetti insindacabili e storie da raccontare. È stata la stagione del Samarate, capace di trasformarsi in una vera e propria leggenda, e del Cistellum, che ha dominato l’attacco ma deve ancora sudarsi il salto di categoria. Un’annata in cui non sono mancate le sorprese, come le splendide cavalcate di Jeraghese e Mercallo, e i rimpianti, visti i playoff sfiorati da San Marco e Sommese. Fino ad arrivare alle note dolenti della retrocessione, con il Lonate Pozzolo condannato dai numeri e le Azalee Gallarate beffate sul più bello dall’Ardor. Attraverso numeri, statistiche e il racconto del campo, andiamo ad analizzare il cammino di ogni singola protagonista. Ecco promossi, rimandati e bocciati nel nostro tradizionale pagellone di fine anno.

SAMARATE 9

C’è un confine sottilissimo tra le squadre che hanno semplicemente il potenziale per essere grandi e quelle che lo diventano per davvero. Il Samarate partiva con ottime qualità, ma in un girone così equilibrato e fitto di corazzate costruite per il titolo, in pochi avrebbero scommesso su un ruolo da attore protagonista assoluto. Mister Squizzato e i suoi ragazzi, invece, hanno preso quel confine e lo hanno oltrepassato con l’audacia di chi voleva trasformare una stagione in leggenda. Il testa a testa serrato con il Cistellum ha infiammato l’anno, ma è nel girone di ritorno che il Samarate ha svoltato, recitando la parte della lepre e respingendo ogni assalto dei cacciatori. Emblematico lo scontro diretto contro i biancoviola, dove il pareggio strappato con i denti ha permesso di blindare il primato. I numeri certificano un cammino stratosferico: secondo miglior attacco (52 gol fatti), seconda miglior difesa (26 subiti) e un autentico fortino casalingo condiviso a quota 39 punti con il Cistellum, ma con la straordinaria particolarità di essere l’unica squadra imbattuta tra le mura amiche. Immensi. LEGGENDARI.

JERAGHESE 8.5

Se a inizio stagione si fossero guardate le griglie di partenza, nessuno avrebbe osato pronosticare la Jeraghese al terzo posto finale. Eppure la formazione di mister Checchi, facendo leva su una solidità e un’organizzazione granitiche, è uscita alla distanza dimostrando quanto il lavoro e la tenacia paghino sempre. A parlare sono i risultati, specialmente contro le big del campionato: i rossoblù hanno strappato 4 punti al Cistellum, 2 al Mercallo e ben 6 alla Sommese, blindando il podio grazie alla terza miglior difesa del torneo (32 gol subiti) e a un girone di ritorno da urlo con 27 punti conquistati (terzo miglior rendimento). Nei playoff si sono tolti lo sfizio di battere il Mercallo in semifinale, cedendo solo in finale a un Cistellum più in forma. Per essere il primo anno di un progetto totalmente nuovo, il bilancio è esaltante. RIVELAZIONE.

MERCALLO 8.5

Esattamente come per la Jeraghese, erano davvero in pochissimi a immaginare il Mercallo nei piani altissimi della classifica. I ragazzi di mister Di Cesare hanno chiuso al quarto posto solo per la differenza reti (a pari punti con il terzo gradino del podio), capaci di sovvertire lo status quo della vigilia. Da “buona squadra”, il Mercallo si è elevato a formazione autoritaria, capace di giocarsela a viso aperto su ogni campo e di cullare, per qualche settimana, persino il sogno di un assalto alla vetta. L’equilibrio tra i reparti è stato il vero segreto, supportato da un attacco prolifico da 48 gol fatti a fronte di una retroguardia solida che ha incassato solo 34 reti. Nonostante l’amaro verdetto della semifinale playoff, resta una stagione da incorniciare. AUTORITARI.

CISTELLUM 8 (+1?)

I biancoviola partivano con l’unico obiettivo di vincere e ci hanno provato fino all’ultimo secondo dell’ultima giornata, dando vita a un duello rusticano con il Samarate. Il voto per il campionato è un 8 pieno, che ricalca però in modo quasi identico il copione della scorsa stagione: secondo posto, vittoria dei playoff del girone ma successiva amarezza agli spareggi regionali, che hanno precluso l’accesso a quella Prima Categoria che la società di Cislago brama da tempo. La squadra ha espresso un potenziale offensivo devastante, timbrando il miglior attacco del torneo per distacco con 72 gol fatti e trascinata dai suoi gemelli del gol: Mattia Geron capocannoniere con 20 reti e Orazio Iacovelli vice-bomber a quota 14. Quel “+1” tra parentesi è il jolly che può trasformare un’annata esaltante nell’apoteosi o in una nuova, tremenda beffa: tutto dipenderà dalle due decisive sfide del playoff regionale. SOSPESI.

BUSTO81 7

In un campionato ricco di incertezze e pronti cambiamenti, il Busto 81 si è dimostrato l’unica squadra capace di mantenere fede alle ambizioni della vigilia, spingendosi persino oltre. I 48 punti finali rappresentano un bottino di assoluto rispetto che in molte altre annate sarebbe valso un pass per i playoff. Questo dato fotografa alla perfezione la fantastica stagione dei biancorossi, capaci di togliersi lussi enormi come i trionfi su Jeraghese e Mercallo all’andata, il pareggio con la San Marco e la vittoria nel ritorno contro la Sommese. A trascinare la squadra è stato un rendimento da viaggio strepitoso, certificato dal miglior rendimento esterno del campionato con 26 punti conquistati lontano da casa, supportato dal quarto miglior parziale nel solo girone di ritorno (26 punti). CORAGGIOSI.

SAN MARCO 6.5

La sufficienza piena è ampiamente meritata per una squadra che è rimasta in corsa per i playoff fino all’ultimo respiro. Resta tuttavia la netta sensazione che l’accesso alla post-season sia stato letteralmente gettato alle ortiche dai biancoblù nel momento clou: dopo l’esaltante vittoria contro la capolista Samarate, la squadra è incappata in un vistoso calo, raccogliendo appena 4 punti nelle successive 5 partite. Un’anomalia che trova riscontro nei numeri, evidenziando una sproporzione evidente tra la miglior difesa del campionato (solo 21 gol subiti) – impreziosita dallo straordinario record del portiere Ferni, rimasto imbattuto fino alla 10^ giornata – e un attacco decisamente asfittico, che con 37 gol totali (peggior dato casalingo con sole 16 reti) si attesta come terzo peggior reparto del girone al pari dell’Ardor. A METÀ OPERA.

SOMMESE 6.5

Discorso molto simile a quello fatto per la San Marco. Anche la formazione di mister Peloso ha accarezzato l’obiettivo playoff fino alle battute conclusive del campionato, ma anche a Somma Lombardo ci si morde le mani per un traguardo che, per gran parte dell’anno, è apparso ampiamente alla portata. A pesare come un macigno sul bilancio finale è il blackout totale registrato tra febbraio e marzo: 5 sconfitte consecutive contro CAS, Borsanese, Cistellum, Jeraghese e Mercallo che hanno spento l’entusiasmo proprio nel momento cruciale del torneo, dopo un girone d’andata d’alta scuola chiuso al quarto posto. Non basta il terzo miglior attacco del girone (51 gol fatti) a cancellare il rimpianto per un treno perso sul più bello. INTERMITTENTI.

CALCIO OLGIATE 6.5

Nota di merito per l’Olgiate, che si laurea come la migliore tra le formazioni neopromosse del girone. I verdeviola si prendono una salvezza tutt’altro che scontata alla vigilia, ma assolutamente meritata sul campo. Le armi vincenti sono state la costanza e la cultura del lavoro, come dimostra l’incredibile equilibrio tra i due gironi (20 punti all’andata e 19 al ritorno), specchio di una squadra sempre sul pezzo e mentalizzata sull’obiettivo. Curioso il trend che li ha visti decisamente più cinici ed efficaci in trasferta (23 punti) rispetto alle gare casalinghe (16 punti). Tutti mattoncini preziosi che compongono i 39 punti totali con cui la società può godersi un’altra meritata e ambiziosa annata nella categoria. SOLIDI.

ARDOR 6.5

La tenacia di chi non si arrende mai e il cinismo feroce di farsi trovare pronti nel doppio appuntamento più importante dell’anno. Passa interamente da questi due fattori la salvezza dell’Ardor, bravissima a rimanere aggrappata al treno playout anche quando la situazione di classifica sembrava disperata. Il capolavoro si è consumato nel doppio scontro con le Azalee, azzannato con un clamoroso 4-0 nella gara d’andata che ha messo in mostra un carattere e un cuore d’acciaio. Mettendo da parte i freddi numeri – che parlano del quinto peggior attacco (46 gol fatti) e di ben 16 sconfitte stagionali (solo Borsanese e Lonate hanno fatto peggio) – la sufficienza abbondante premia il raggiungimento di un miracolo sportivo non scontato. CUORE E ARTIGLI.

ARSAGHESE 6

Una salvezza conquistata con relativo anticipo e l’ottavo posto finale rappresentano il minimo sindacale per una formazione che ai nastri di partenza si presentava con dichiarate ambizioni da titolo. I biancorossi hanno dovuto cambiare rapidamente i propri obiettivi per evitare di essere risucchiati nel disastro della lotta per non retrocedere. A raddrizzare la barca dopo un girone d’andata ampiamente insufficiente è stato un ritorno di spessore da ben 24 punti, utile a risalire la china e navigare in acque tranquille. Tuttavia, se l’ambizione della società resta quella di ritornare in lidi più prestigiosi, ci sarà parecchio da lavorare in estate. RIDIMENSIONATI.

ANGERESE 6

Anche in questo caso, il mantenimento della categoria senza eccessivi patemi d’animo è il minimo traguardo per una formazione da cui ci si attendeva un salto di qualità che, nei fatti, non si è mai concretizzato. I rossoblù hanno mostrato una fragilità difensiva troppo accentuata per poter sognare i playoff, chiudendo come la 11esima difesa del torneo con 46 gol subiti; un dato pesante, che ha vanificato un reparto offensivo decisamente prolifico e capace di produrre 49 reti. Il cambio di girone ha probabilmente rimescolato le carte e proposto insidie nuove a mister Cau e alla sua ciurma, che non sono mai riusciti a inserirsi con audacia nella lotta per la post-season. COMPITI A CASA.

TORINO CLUB 6

Inutile nascondersi: a livello di risultati ci si aspettava qualcosa di più da questo Torino Club, specie dopo il terzo posto della passata stagione e le ambizioni societarie dichiarate in estate. Il decimo posto a quota 42 punti rappresenta il bottino minimo per una squadra che aveva le carte in regola per fare meglio, penalizzata da un rendimento esterno deficitario (appena 11 punti conquistati in trasferta). Di contro, tra le mura amiche i granata si sono trasformati, timbrando il secondo miglior rendimento casalingo con ben 31 punti e mostrando un’ottima qualità di gioco. L’età media giovanissima della rosa (22,8 anni) racconta però di ampi margini di crescita: il futuro è dalla loro parte, basterà abbinare al gioco il cinismo necessario. PROMETTENTI.

CAS SACCONAGO 6

I biancoblu chiudono la stagione con il muso lungo e pochissima voglia di festeggiare. Alla fine, la salvezza strappata con i denti all’ultima giornata evita il baratro e, soprattutto, interrompe una drammatica caduta libera che rischiava di concretizzare la terza retrocessione consecutiva in tre anni. Resta però il fatto che per una piazza abituata a ben altri palcoscenici c’è tantissimo da lavorare se si vuole tornare grandi. A pesare sul cammino è stato un clamoroso e preoccupante squilibrio di rendimento: a fronte dei 26 punti conquistati in casa, i biancoblu hanno raccolto la miseria di 7 punti in trasferta, con una sola vittoria esterna in tutto il campionato. SALVI PER IL ROTTO DELLA CUFFIA.

AZALEE GALLARATE 5.5

Un finale drammatico e una retrocessione che pesa come un macigno sui rossoblù, usciti clamorosamente beffati dal doppio scontro playout contro l’Ardor. Eppure il verdetto stride fortemente con la straordinaria rincorsa del girone di ritorno: dopo i soli 12 punti dell’andata, la squadra aveva cambiato marcia conquistando 20 punti nel ritorno, di cui 19 nelle ultime 10 giornate, subendo una sola sconfitta contro la Jeraghese e imponendo il pari a corazzate come Cistellum e Mercallo. Una sveglia d’orgoglio che però è suonata troppo tardi per evitare i playout, dove le Azalee sono cadute sotto i colpi di un doppio confronto in cui si presentava con tutti i favori del pronostico. BEFFATI.

BORSANESE 5

Da una squadra esperta, abituata alle dinamiche della categoria e reduce da due salvezze consecutive, ci si aspettava che in un modo o nell’altro la zampata decisiva arrivasse anche quest’anno. E invece per la Borsanese la stagione si è rivelata un calvario a cui non ha posto rimedio nemmeno il cambio della guardia in panchina, con l’avvicendamento a febbraio tra De Stefanis e Bellotta. I numeri del girone di ritorno sono lo specchio fedele della crisi: appena 6 punti conquistati, il peggior attacco del torneo (27 gol fatti) e la seconda peggior difesa (65 subiti). L’annata resta ricca di anomalie inspiegabili: la Borsanese ha imposto il pareggio sia all’andata che al ritorno a big come Samarate e San Marco, centrando addirittura due vittorie su due contro la Sommese. Flash di luce nel buio della retrocessione. INVOLUTI.

LONATE POZZOLO 4.5

I numeri di fine anno sono purtroppo impietosi e fotografano una squadra che non ha mai dato la reale impressione di poter lottare per la salvezza. Il Lonate Pozzolo chiude all’ultimo posto con statistiche pesantissime: secondo peggior attacco (28 gol), peggior difesa con 93 reti subite (una media horror di oltre 3 gol incassati a partita), peggior rendimento casalingo (7 punti) e peggior rendimento esterno (4 punti). Va detto, a parziale scusante, che la promozione figlia di un ripescaggio estivo estremamente tardivo ha compromesso e complicato tutta la fase di programmazione e costruzione della rosa. Ora si riparte dalla Terza Categoria, con il tempo necessario per programmare il riscatto. GAVETTA AMARA.

Francesco Vasco

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