In un Girone H di Prima Categoria dall’elevato tasso di competitività, l’Ispra si sta ritagliando sottotraccia un ruolo da protagonista, . Ripartire dopo le ultime due complicate annate non era di certo semplice, eppure il club nerazzurro sta ampiamente dimostrando il proprio valore nella categoria, giocandosela con tutti domenica dopo domenica. E domenica è arrivato un altro chiaro e forte segnale, con gli uomini di Albertoli capaci di non arrendersi mai nonostante la doppia rimonta subita, strappando così un successo chiave contro il Samarate (3-2) che permette loro di consolidare il quarto posto, in piena zona playoff, a soli cinque punti dalla vetta. Un ottimo traguardo per una squadra costruita con il giusto mix di (tanti) giovani di qualità e calciatori più esperti, pronta ora ad approcciare al meglio la fase centrale della prima parte di stagione dove non mancheranno di certo le insidie e le sfide spigolose, motivo per il quale sarà necessario mantenere questo rendimento per continuare a contendersi le zone alte di classifica.

Tra i protagonisti di questo ottimo avvio dei nerazzurri, spicca senza dubbio l’esperienza e la qualità di Lamine Gningue, attaccante classe 1991 alla sua prima stagione a Ispra. Arrivato in estate, dopo aver trionfato nel Girone X di Seconda Categoria con la Valcuviana, Gningue ha avuto subito un impatto deciso e convincente, facendo valere i frutti dei tanti anni trascorsi sui campi della divisione, dove ha per diverse stagioni lottato per le prime posizioni, conquistando il salto di categoria con le maglie di Gallarate (due volte), Luino e Castellettese, e rivelandosi una figura di riferimento soprattutto per i tanti giovani del gruppo, tant’è che il club non ha esitato due volte ad affidargli il ruolo di vice capitano. Un compito che il classe ’91 ha intrapreso fin da subito con grande impegno e dedizione, con l’obiettivo di continuare a lasciare il segno e riportare l’Ispra in palcoscenici più abituali.

Domenica avete centrato un altro importante successo in una gara tutt’altro che semplice contro il Samarate: ci racconti le emozioni della sfida?
“Vincere domenica per noi è stato importante, soprattutto dopo il risultato con il Laveno, dove vincevamo 2-0 dopo aver dominato nel primo tempo, per farci poi rimontare nel secondo tempo, perdendo anche un uomo…E’ stata dura. Questa domenica ci tenevamo dunque a portare a casa i tre punti e visto come si era messa la partita, dove siamo andati in vantaggio, poi ci siamo fatti recuperare, poi di nuovo vantaggio, di nuovo recuperati e ancora una volta con un uomo in meno, vincerla alla fine è stata una bella carica per noi”.

Un successo che vi proietta saldamente al quarto posto a -5 dalla vetta, per una prima parte di stagione decisamente sorprendente: ti aspettavi una partenza simile?
“All’inizio, quando sono andato a parlare con il direttore, che conosco da tempo e che mi cercava ormai da diversi anni, e con il mister, con il quale avevo già vinto insieme a Gallarate, mi sono sentito di andare sul sicuro. Sinceramente non mi aspettavo una partenza del genere, visto che comunque la maggior parte della rosa nuova, era importante creare gruppo subito, ci siamo riusciti, ma sinceramente per adesso non ci poniamo un obiettivo, vogliamo essere una squadra che dà fastidio a tutte. Ragioniamo domenica dopo domenica, ora puntiamo a portare a casa più risultati positivi possibili, poi tireremo le somme verso la fine”.

Inoltre quello di domenica è stato il terzo trionfo tra le mura amiche su quattro partite, rendendo il campo di Ispra un vero e proprio “fortino”.
“Sì, diciamo che ad oggi giocare in casa o fuori conta poco, però quando giochiamo a Ispra, c’è quel qualcosa in più che portiamo in campo e finora ci ha portato bene. Speriamo che continui così fino a fine anno”.

E il campo di Ispra ha portato bene anche a te, dato che proprio lì ti sei sbloccato con il tuo primo gol in stagione: ti piacerebbe raggiungere una determinata cifra a livello personale?
“A livello personale, non mi sono mai posto obiettivi, ho sempre guardato più la squadra che me stesso, infatti ho quasi sempre fatto più assist che gol. Adesso con l’età che va un po’ più in là, riesco a fare meno sgroppate, mi viene meglio mettere davanti alla porta il mio compagno, quindi cerco di essere un po’ più vicino alla porta. Speriamo che porti bene, ma ad ogni modo di obiettivi personali non me ne pongo mai, l’importante è che la squadra faccia bene, poi quello che arriva, arriva”.

Parlando di gruppo, sei uno dei calciatori con tanta esperienza alle spalle, soprattutto nella categoria, in un gruppo molto giovane: come ti senti ad essere uno dei leader della squadra e una figura di riferimento per i tanti giovani del club?
“A livello personale, ho un po’ di campionati alle spalle e negli ultimi quattro anni, ho centrato quattro promozioni consecutive con quattro squadre diverse ed è un po’ un vanto personale. Poi se quest’anno non andrà, peccato. Riguardo alla squadra, sono ahimè il più vecchio (ride, ndr), quindi a livello di dire la parola giusta, di esperienza e di creare gruppo, cerco di portare il mio. Poi c’è comunque Truzzi, che è il capitano e ci dà una grossa mano sotto questo punto di vista. Insieme a lui, Soragni e Martinoia, siamo un po’ i “vecchietti” della squadra, però siam fortunati perché abbiamo dei giovani che ascoltano e cercano di mettere in pratica quello che si dice, dunque diciamo che l’unione tra più esperti e giovani sta andando bene, l’intesa c’è”.

A proposito di promozioni, sei arrivato a Ispra quest’estate dopo aver festeggiato con la maglia della Valcuviana: che emozioni ti ha lasciato quest’avventura e soprattutto che effetto ti farà ritrovarli da avversario?
“Alla Valcuviana sono arrivato grazie ai direttori Cracas e Caretti, che conoscevo dato che abbiamo vinto insieme la Coppa Lombardia a Luino. L’anno prima di arrivare alla Valcuviana, avevo vinto il campionato a Gallarate ma nell’ultimo mese mi ero infortunato al tendine d’Achille, dunque avevo bisogno di un posto più tranquillo e familiare per riprendermi. Loro mi hanno dato questa opportunità ed è stato emozionante per il gruppo che eravamo. Non conoscevo il presidente e la sua famiglia, li ho conosciuti quell’anno e volevo approfittarne per ringraziarlo e fargli i complimenti per la persona che è. Posso solo parlare bene della proprietà, perché ci siamo divisi ma con grande serenità e tutt’ora sono molto grato. Sarà bello ritrovarli, abbiamo già giocato contro in Coppa, ma in campionato sarà un’altra cosa. Loro hanno fatto la squadra per vincere il campionato, sono una delle pretendenti. Noi cercheremo di dargli fastidio come cerchiamo di fare tutte le domeniche”.

Pensi che questa squadra abbia le potenzialità per poter lottare fino all’ultimo per le zone alte di classifica?
“Fino ad adesso, non abbiamo ancora incontrato squadre come la Valcuviana, Accademia Verbano Caravate o Valceresio, squadre partite per fare bene, piuttosto che squadre che ci abbiano schiacciato o con le quali ci fosse la sensazione che non ce la si potesse giocare, quindi secondo me ogni domenica è a sé e vediamo come va. Non ci poniamo obiettivi, cerchiamo di portare a casa più punti possibile, se poi ci sarà da dare quel qualcosa in più per raggiungere l’obiettivo, son sicuro che sia io, che i compagni e la società lo faremo”.

Francesco Marcassa

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