La stagione dell’Universal Solaro prosegue spedita tra prestazioni convincenti e risultati altalenanti, in un Girone B di Promozione totalmente rocambolesco ed imprevedibile. I milanesi sono infatti momentaneamente in zona playout con nove punti raccolti in otto giornate, con solo due vittorie all’attivo: un bottino di certo non in linea con le stagioni passate, eppure, visto lo stravagante andamento di tutto il raggruppamento, la formazione di Solaro si trova a sole tre distanze dalla zona playoff e addirittura a -6 dalla vetta. Insomma, passare dal paradiso all’inferno è decisamente un attimo, motivo per il quale la fiducia e le speranze non mancano in casa giallorossa, soprattutto dopo il convincente successo per 4-0 del fine settimana appena trascorso sul Ceriano Laghetto, che ha permesso loro di lasciarsi alle spalle i ko con Accademia BMV e Gallarate e di tornare a vincere dopo due giornate. Parallelamente, il percorso in Coppa Italia è stato ancora più convincente, con i ragazzi di Broccanello che hanno dominato il proprio girone con due vittorie contro SC United e Base 96 Seveso, strappando così l’accesso per i sedicesimi di finale, dove saranno impegnati proprio questa sera in una sfida dall’alto potenziale pirotecnico contro la chiaccherata Cob 91.

A delineare il momento dell’Universal Solaro ci ha pensato Andrea Romanò, centrocampista classe 1993 dall’encomiabile esperienza e qualità che lo hanno elevato a leader indiscusso della squadra. Il suo nome potrebbe essere familiare a qualche tifoso interista, dato che, dopo essere cresciuto nel vivaio nerazzurro, ha centrato l’esordio da titolare con la Prima Squadra nella trasferta di Europa League del 22 novembre 2012 contro il Rubin Kazan (vinta 1-0 dai russi), per una giornata indimenticabile. Dopodiché, si è plasmato nel professionismo con le maglie di Prato, Renate, Reggina, Monza, Cuneo e Südtirol, per poi approdare in Eccellenza nella stagione 2020/2021 con l’Ardor Lazzate. Seguiranno delle parentesi a Pavia e Rhodense, per sposare infine la causa giallorossa nell’annata 22/23, diventando fin da subito un punto fermo nello scacchiere di mister Simone Broccanello.

Ripartiamo da domenica, in un turno che vi ha visto vincere e convincere davanti ai vostri tifosi: quanto aspettavate questa vittoria?
“Abbiamo approcciato la partita in maniera più che positiva. Dopo l’ultima partita in casa con il Gallarate che non è andata decisamente bene, abbiamo avuto subito un approccio positivo, aggressivo, contro una squadra che era davanti a noi. E’ stata una partita disputata bene, con intensità e trovando subito il gol su punizione, complice un intervento non impeccabile del loro portiere, però poi dopo abbiamo continuato bene sotto tutti i punti di vista, sia a livello di occasioni create, di squadra e in entrambe le fasi. Era la partita che ci aveva chiesto di fare il mister dopo un periodo di risultati non molto positivo”.

E’ un successo che vi rilancia dopo settimane difficili, in cui siete ancora alla ricerca di una prima continuità in un girone dalla classifica decisamente corta: ti aspettavi un avvio di campionato simile?
“Rispetto agli anni scorsi, la differenza che noto in questa prima parte di campionato è che non c’è la squadra che ammazza il campionato, ma al tempo stesso non c’è neanche una “squadra cuscinetto”. C’è abbastanza equilibrio tra chi sta davanti e chi sta dietro, è un campionato molto più bilanciato rispetto agli anni scorsi. Questo fattore si nota principalmente in questa prima parte di stagione, poi bisogna vedere a febbraio dove si è posizionati in classifica e capire quale possa essere l’obiettivo concreto. Ogni domenica le partite sono equilibrate e tutt’altro che scontate, gli episodi fanno sempre la differenza”.

Sei giunto alla tua quinta stagione con l’Universal Solaro, squadra con la quale hai trascorso più annate in carriera: che legame hai con questo club?
“Sì, dopo l’Inter è la società nella quale sono rimasti più anni. Ci sono tanti aspetti che mi hanno convinto, in primis parliamo di un ambiente dove ti fanno star bene, non ti manca mai niente e condito da persone con le quali puoi interagire senza problemi. E’ un ambiente sano, rispetto a tanti altri dove sono stato e dove non mi sono trovato benissimo. Qui ho trovato una certa serenità con persone competenti come il direttore, il mister che sanno fare molto bene il loro lavoro. Sono persone con le quali vado molto d’accordo. Io sto bene a Solaro, qui alleno anche i ragazzi, faccio Scuola Calcio Inter, quindi sotto tutti gli aspetti mi trovo davvero bene. Fin quando non mi cacciano (ride, ndr), la mia priorità è Solaro”.

Immagino dunque che per te essere una vera e propria figura di riferimento per i tuoi compagni, vista la tua grande esperienza maturata soprattutto nei tuoi tanti anni trascorsi nel professionismo, sia una grande emozione e responsabilità.
“Assolutamente. Essere lì da tanto tempo mi porta una certa responsabilità, soprattutto per i più giovani che ti vedono come un esempio”

Parlando di passato, immagino che il momento più alto della tua carriera sia stato il debutto in Europa League da titolare con la maglia dell’Inter: che memoria hai di questo episodio e soprattutto che cosa ti ha lasciato per il resto della tua carriera?
“Sono stati momenti che fai fatica a dimenticare. Il mio rammarico più grande è che purtroppo ho avuto qualche mese prima un problema pesante con la pubalgia e quindi non sono riuscito a sfruttare al massimo quell’occasione. Però il ricordo è sempre emozionante, il fatto di esordire con la Prima Squadra in Russia e di giocare qualche settimana dopo a San Siro tutta la partita, sono emozioni che ti rimangono. Ci tengo a mandare un ringraziamento doveroso a chi mi ha dato questa possibilità”.

C’è un compagno che ti è rimasto più impresso dall’esperienza all’Inter?
“Sono un po’ quelle domande a cui fai fatica a rispondere (ride, ndr), perché comunque in quegli anni ho avuto la fortuna, anche quando giocavo in Primavera, di salire in Prima ed allenarmi nell’anno del triplete e in quello successivo con giocatori come Zanetti, Cambiasso, Milito, Snejider, Eto’o, poi l’anno dopo è arrivato Cassano…Fare un nome sinceramente è complicato, però il livello di quei giocatori è talmente alto che è difficile dimenticarli. Come esempio, come professionalità e come aiuto da giocatore più grande ed esperto nei confronti di un calciatore giovane, penso appunto a Zanetti, Cambiasso e Cordoba. Parliamo poi soprattutto di persone umilissime, di un livello inarrivabile. Loro hanno tutto, eppure sono di un’umiltà da elogiare. Ad ogni modo, sono tutti ricordi bellissimi. Ho iniziato a 13 anni in nerazzurro, vivendo alcuni degli anni più belli della mia carriera, su tutti i due anni in Primavera dove ho vinto il Torneo di Viareggio, la Youth League e lo Scudetto. Sono stati anni in cui sono stato trattato sempre bene, in un ambiente sanissimo e dove ti facevano star bene. Poi la fortuna di arrivare in Prima Squadra e confrontarmi con giocatori di questo calibro è stato un qualcosa di unico. Purtroppo il rammarico di non aver giocato bene le mie carte rimane, avendo avuto quel problema fisico. Non sono riuscito, però coi se e con i ma alla fine non ci si fa nulla. E’ diventato un percorso abbastanza complicato, ma ad ogni modo non mi posso lamentare. Si poteva far meglio, ma poteva andare anche peggio”.

Tornando sul presente, questa sera avrete un impegno importante, con la sfida alla Cob 91 valida per i sedicesimi di finale di Coppa Italia: che gara ti aspetti e fino a dove vi piacerebbe arrivare nella competizione?
“L’obiettivo è sempre stato quello di arrivare più in alto possibile. Da quando sono qui, soprattutto dal secondo anno, il livello della squadra è sempre cresciuto e l’obiettivo è sempre stato quello di arrivare fino in fondo e cercare di vincere la Coppa, anche perché è una competizione dove vincere ti porta entusiasmo e carica per puntare all’Eccellenza. E’ una competizione da dentro o fuori, dunque ancora di più gli episodi faranno la differenza, anche stasera contro una delle squadre più forti della categoria a livello regionale, quindi sarà sicuramente una partita complicata. Noi ce la metteremo tutta per cercare di ottenere il risultato. Anche in Coppa, c’è un grande equilibrio, le partite bisogna giocarsele tutte, quindi speriamo bene per stasera. Per il proseguo del campionato invece, guardiamo partita per partita e cercare di mettere mattoncino dopo mattoncino per arrivare alla fine del girone d’andata più in alto possibile, perché poi il girone di ritorno è sempre un altro campionato e dunque bisognerà vedere a metà febbraio dove siamo messi”.

Francesco Marcassa

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