È stata letteralmente una stagione da montagne russe per l’Ardor Lazzate, che iniziava il proprio percorso tra inciampi e difficoltà, chiudendo il girone di andata in ultima posizione, con un magro bottino di dieci punti. Quattro mesi più tardi, festeggiava la salvezza diretta in nona posizione, a quota quarantuno. A segnare la svolta, a gennaio, l’arrivo di Mavillo Gheller, fino a poche settimane prima vice allenatore in D alla Varesina. L’intesa con la squadra si è creata immediatamente: esordio vincente con l’Altabrianza, che ha dato il là a una serie di risultati da prima della classe, ovvero altre otto vittorie, quattro pareggi e solo quattro sconfitte.

Il campionato si è concluso da poco, ma al “Gianni Brera” non si vuole perdere tempo: sono fresche di queste settimane le riconferme dei difensori Alessandro Mauri e Gabriele Soldi e dell’attaccante Gioele Cazzaniga, che hanno seguito a stretto giro la prima grande mossa gialloblù: il rinnovo del loro allenatore.

Mister, che clima avevi trovato al tuo arrivo e come sei riuscito a traghettare la squadra verso il traguardo?
“L’ambiente era abbastanza demoralizzato, com’è comprensibile che fosse, perché dieci punti in diciassette partite sarebbero stati molto pochi per chiunque, a maggior ragione per una squadra che era stata costruita per altre zone di classifica. Quando giri intorno ai quei numeri, in genere hai il novanta o novantacinque per cento di probabilità di non farcela o, nella migliore delle ipotesi, di puntare ai playout. Infatti, quando sono arrivato io, l’obiettivo era quello; passare da quella prospettiva alla salvezza diretta è stata davvero un’impresa. Per renderla possibile, sono stati toccati tanti tasti, soprattutto a livello mentale, che è sempre la parte più difficile. Questo perché quando non si sta bene fisicamente, si può valutare il problema e lavorare in modo specifico per risolverlo; ma se non si sta bene mentalmente, anche per il corpo diventa difficile fare quello che sa. Gestire questa situazione con venticinque ragazzi, ognuno con la propria testa, non è stato per niente semplice, e a questo proposito ci tengo a ringraziare la dirigenza, Lino (D’Onofrio, ndr) e Marangoni, così come Giulio (Lo Pane, ndr), Ricky (Dell’Oca, ndr) e Augusto (Rasori, ndr) che sono stati un fantastico staff”.

Nel girone di ritorno si è vista tutta un’Ardor Lazzate che ha conquistato esattamente gli stessi punti delle prime due classificate, Arconatese e Solbiatese. È stato un orgoglio per tutto l’ambiente? Anche il mercato invernale ha aiutato?
“Sicuramente. La svolta è avvenuta nelle prime tre giornate, inanellando due vittorie e un pareggio con l’Arconatese. La squadra ha preso consapevolezza delle proprie potenzialità e tutto è diventato relativamente più facile, perlomeno rispetto alle insidie che poteva riservare il girone di ritorno. Riguardo al mercato, a dicembre sono andati via giocatori importanti e sono arrivati Bovi, Torraca e Fogal. Torraca ha avuto qualche piccolo problema e ha potuto giocare solo sette partite su diciassette, riuscendo comunque a siglare sette gol che sono stati fondamentali. Fogal ha segnato una doppietta all’Arconatese appena arrivato, poi ha avuto un andamento altalenante ma anche lui ha dato un apporto molto prezioso. Stesso discorso per Bovi, che ci ha permesso di riempire la casella del giovane, anche se mi è spiaciuto tenere fuori Ferrara che è davvero un ottimo portiere. Questo per dire che il mercato è stato fatto, ma alla fine la squadra che scendeva in campo era quasi la stessa dell’andata”.

Il campionato è finito il 26 aprile, la tua conferma è arrivata il 6 maggio. Quando le intenzioni sono comuni, non c’è bisogno di pensarci troppo…
“Dal mio punto di vista conveniva sicuramente aspettare un po’ per guardarmi in giro (ride, ndr). Lazzate è una bella piazza in cui si può fare un determinato calcio. Mi piace come lavorano e ho voluto rimettermi in gioco con loro, poi vedremo come andrà”.

Al momento ci sono stati anche i “sì” di tre giocatori. Quanto è importante programmare in anticipo? Potremo aspettarci altre riconferme?
“Una volta scongiurato il rischio dei playout, la società si è mossa con largo anticipo cercando di confermare le pedine che secondo noi potevano essere importanti. In questi giorni stiamo parlando anche con il resto della rosa per capire come organizzarci. La mia richiesta sarebbe di tenere tutti per quello che hanno fatto, ma chiaramente dall’altra parte c’è una società che deve far quadrare i conti. La priorità sarà attrezzarci dal punto di vista degli under, che l’anno prossimo saranno 2006 e 2007. Fatto quello, inseriremo anche dei nuovi elementi per aumentare ancor di più il livello”.

Lazzate è una piazza abituata a navigare nella left side. Dopo un’annata particolare come questa, la voglia di riscatto è ancora più forte?
“Certo, se ho deciso di rimanere è proprio per quello. Diciamo che sono un allenatore ambizioso e anche abbastanza pazzerello, altrimenti non avrei accettato questa sfida a dicembre. Sono convinto, come la stessa società mi sta dimostrando, che la volontà sia di provare a fare bene. Vero che tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, e lo abbiamo visto quest’anno, ma la direzione è fin d’ora molto chiara”.

Silvia Alabardi

Articolo precedenteGallarate, riqualificata l’area dietro la Cittadella dello Sport: basket, pista ciclabile e non solo
Articolo successivoLBA, il mercato oltre la Pallacanestro Varese: a Udine si riforma la coppia Conti-Vertemati. De Raffaele lascia Cantù

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui