Inizia una settimana non banale. Una di quelle che definiscono una stagione, in un senso o nell’altro, una di quelle che ti fa crescere dentro un senso d’attesa tale da smuoverti le membra, tale da farti sentire vivo come non mai.

Inizia una settimana in cui la testa, il cuore, lo spirito e lo sguardo, sono occupati e volti in avanti, ad una domenica, ad un parquet, ad una città. Sarà Bologna, passerà tutto dalla Virtus Arena, si scriverà lì il destino della stagione 2025/2026 e probabilmente anche molto di più della Pallacanestro Varese che è chiamata a conquistarsi l’accesso ai playoff sul campo e non dal divano, tentando quella che, a tutti gli effetti guardando i valori sulla carta, diventa un’impresa.

Ed è una sensazione unica pensare di tornare a vivere sensazioni così, la bellezza di lottare per qualcosa di unico, che non sia la vita o la morte com’è stato nelle ultime stagioni, fino alla fine, sognando un finale che avrebbe già di per sé il senso del trionfo, per quel primo vero grande passo di sviluppo e di crescita di un intero progetto, quello targato Luis Scola, entrato per voce e conto dello stesso AD biancorosso, nella seconda fase della sua vita, quella dell’espansione, della crescita, dello sviluppo, più in campo che fuori visti i già ottimi risultati ottenuti in termini di crescita economica.

Quale miglior punto di arrivo e di partenza, allora, se non il ritorno tra le prime otto d’Italia, che vorrebbe dire finalmente l’uscita da quella spirale di mediocrità, in termini di risultati sportivi, che ha pervaso e circondato i biancorossi negli ultimi anni. Dipenderà tutto dai ragazzi di Kastritis, dalla capacità di Librizzi e compagni di fare proprio quel senso di urgenza, di valore, di responsabilità che una partita del genere deve portare all’interno di ogni giocatore che indossa la maglia della Pallacanestro Varese.

Passerà tutto da Bologna, in quello che potrebbe poi essere il trailer del primo turno playoff tornando a dare un senso amarcord ad una sfida negli ultimi anni fin troppo a senso unico e che richiama alle grandi partite del passato, quando biancorossi e V Nere si contendevano trofei ed anche da qui passa quel senso di crescita, di sviluppo, d’importanza, che Varese vuole tornare a respirare.

Passerà tutto da Bologna oppure no, dipenderà in contemporanea Trento cosa riuscirà a fare con Milano, ma fermarsi a pensare a quello che potrebbe essere sarebbe il più grand errore che la Openjobmetis potrebbe commettere, perché chi ha il destino nelle proprie mani deve andare a plasmarselo da solo, se poi il fato stesso ti dà una mano, ben venga.

Ed allora si capisce come questa non sarà una settimana normale, perché dalla partita di domenica può passare davvero tanto di un futuro che tra incognite e sogni di NBA Europe lontani, parla oggi di una concretezza che passa da questa partita, passa dal ritorno in Europa, passa da una sfida da vivere con quell’emozione che solo le grandi notti di basket sanno regalare, per un presente che la Pallacanestro Varese vuole e può rendere il regalo più bello che si sia mai fatta, perché solo da imprese così grandi possono poi nascere le più alte soddisfazioni.

Alessandro Burin

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