
In un impronosticabile Girone B di Promozione, il Gavirate si sta subito ritagliando un ruolo da potenziale rivelazione del campionato. Tra gioco ordinato, vivacità e tenacia, il gruppo di mister Francesco Di Bari è stato capace di raccogliere sette punti in tre giornate, collezionando due vittorie di spessore su Morazzone e Luino, intervallate da un ottimo pareggio contro una realtà consolidata come l’Universal Solaro. E nell’ultimo turno contro la formazione di Minniti, il club gaviratese ha dimostrato grande affiatamento e spirito inarrestabile, ribaltando clamorosamente il risultato dopo essere andato sotto di due gol e con un uomo in meno, portandosi a casa i tre punti nella sfida terminata 2-3.
Protagonista indiscusso del derby varesotto è stato senza dubbio Tommaso Mastromatteo, giovane centravanti classe 2006 autore di tutte e tre le reti del Gavirate, confezionando così una tripletta sbalordente e decisiva. Arrivato in rossoblù lo scorso anno, è stato subito colpito da un infortunio, complicandone inevitabilmente l’annata, ma ora tutto ciò sembra essere alle spalle, trovando un impressionante stato di forma che gli ha permesso di mettere a referto ben quattro centri in tre partite, contribuendo notevolmente ai successi della sua squadra. Prestazioni che lo stanno consolidando, valorizzato dal sistema di gioco dell’ex tecnico del vivaio Varesina, e che potrebbero portarlo sulla strada giusta per una potenziale stagione della consacrazione, dopo essere sbarcato nel calcio dei grandi nella stagione 2024/2025 con i colori della Solbiatese. Prima ancora, il completamento dell’intera trafila del settore giovanile del Como, dove nel suo ultimo anno con il club ha vissuto la straordinaria esperienza di venire allenato da Cesc Fàbregas (all’esordio da guida tecnica in Primavera, prima di venire promosso a dicembre in Prima Squadra), in un’annata che non dimenticherà mai.
Domenica hai disputato una gara da protagonista assoluto mettendo a referto una straordinaria tripletta per regalare i tre punti alla tua squadra contro il Luino: ci racconti le emozioni del match?
“Diciamo che è stata una partita bellissima, come apparso agli occhi di tutti. Abbiamo fatto una grande prova, nonostante fossimo andati sotto di due gol, che è stato strano perché stavamo giocando bene. Sono contentissimo della reazione che abbiamo avuto perché siamo una squadra che non molla mai, sin dal primo giorno in cui abbiamo iniziato a lavorare col nuovo mister. Abbiamo creato un gruppo bellissimo e abbiamo avuto un ottimo atteggiamento per rimontare una gara tutt’altro che facile, soprattutto quando siamo andati sotto di un uomo: forse da quel momento abbiamo iniziato a giocare ancora di più, ci siamo sacrificati tanto. Loro sono una bella squadra, ricordo tanti giocatori dello scorso anno e sono forti. E’ stato bellissimo fare tre gol, soprattutto il terzo essendo con l’uomo in meno, fuori casa… ribaltarla così è stato incredibile”.

Dopo le prime tre gare avete raccolto sette punti, in un avvio di stagione decisamente sorprendente e positivo: ti aspettavi una partenza simile? E quale pensi sia la vostra forza?
“Già dal primo giorno ho capito che fossimo un gruppo forte, nonostante prima della preparazione ci dessero già per spacciati. Poi chiaramente non abbiamo ancora fatto niente, son passate tre giornate, con 7 punti non puoi fare niente, però secondo me allenamento dopo allenamento ho capito la forza del gruppo. Tutti dicono che siamo giovani, ma come dice il nostro presidente, siamo dei giocatori del campionato come può esserne uno più adulto e secondo me lo stiamo dimostrando sul campo. Ripensando alla sfida con il Solaro, era la prima partita in casa e il campo era un po’ pesante, ma nonostante ciò abbiamo fatto una buona prova contro una squadra molto forte”.
Immagino anche che avere come guida un profilo giovane e promettente come mister Di Bari vi stia aiutando ad esprimere al meglio le vostre qualità
“Non conoscevo il mister, però quest’estate quando sono andato al campo ad allenarmi, ci avevo parlato un po’ e ho capito da subito che fosse un mister molto aperto, con il quale si può parlare, e soprattutto giovane, che ci conosce e capisce, il che è importantissimo per un gruppo giovane. Tanti dicono che è difficile gestire il giovane, ma secondo me siamo intelligenti e le cose le capiamo. Ho un bellissimo rapporto con lui. Sono arrivato lo scorso anno a Gavirate, ma ero rimasto un po’ fermo a causa di un infortunio e piano piano dopo aver recuperato ho iniziato a giocare e riprendere forma. Quest’anno ho iniziato bene e sono contentissimo”.

Tornando a te, prima di approdare nel “calcio dei grandi” tre stagioni fa, sei cresciuto nel settore giovanile del Como, completando tutta la trafila: durante il tuo trascorso, avevi già intravisto la mentalità e la programmazione che ha portato la squadra ad essere tra le migliori d’Italia e soprattutto quanto ti ha consolidato come esperienza?
“Sicuramente è stata un’ esperienza che mi ha aiutato tantissimo. Sono arrivato al Como quando ero ancora un bambino e ne sono uscito pronto. Ho imparato tantissime cose, soprattutto nell’ultimo anno in Primavera quando ho avuto come allenatore Fàbregas, alla prima esperienza da guida tecnica. Siamo stati il suo primo gruppo e questo me lo porterò sempre dentro, perché è agli occhi di tutti quello che sta facendo con il Como. Mi ha lasciato molto, soprattutto il suo modo di giocare palla a terra, i possessi, una cura maniacale del dettaglio. E adesso nel nostro piccolo, quando ho parlato con mister Di Bari, gli ho detto che la sua idea di gioco è in linea con quella che ho sperimentato con Fabregas. È stata sicuramente un’esperienza bellissima e formativa, ci portava a Londra a fare amichevoli con squadre di Premier League… Poi quando è stato promosso a dicembre in Prima Squadra, portava diversi ragazzi ad allenarsi con i grandi e si vedeva un livello e una mentalità impressionante”.
Ora sei partito subito forte con 4 gol in 3 partite, contribuendo all’ottima partenza della squadra: dove vorresti arrivare con il Gavirate e che obiettivi ti poni a livello personale per questa stagione?
“A livello di squadra, come ci diciamo in spogliatoio, dobbiamo pensare partita dopo partita, perché siamo una squadra che se rimane concentrata può vincere tutte le partite, però come magari domenica che abbiamo avuto un blackout, non tutte le volte la ribalti. Pensiamo partita dopo partita, poi vedremo più avanti. Dal punto di vista personale invece, cercherò di dare il massimo ogni partita e di aiutare la squadra nel miglior modo possibile, puntando a fare più gol possibili e arrivare in doppia cifra”.
Francesco Marcassa



























