Caldaro e Aosta davanti, dietro tutte quante? In attesa del tanto atteso scontro diretto tra Lucci e Gladiators (fissato per il prossimo 14 novembre), l’Italian Hockey League 2026/27 sembra aver già delineato le proprie gerarchie di vertice. E non è certo un caso trovare le due battistrada appaiate a punteggio pieno dopo sei giornate a quota 15 punti (entrambe avendo già scontato il proprio turno di riposo), mantenendo cinque lunghezze di vantaggio sul Fassa e sei su Appiano e Varese, squadre che devono invece ancora osservare la sosta obbligata.

A proposito dei Mastini, la pausa da calendario cadrà nella serata di Halloween; tuttavia, da qui al 31 ottobre, la truppa giallonera sarà chiamata a disputare 120 minuti ad altissima intensità. Prima la delicata trasferta veneta di sabato sera sul ghiaccio del Feltre, poi il prestigioso infrasettimanale di giovedì 29 all’Acinque Ice Arena contro l’Aosta. Due banchi di prova cruciali per fornire risposte concrete a un gruppo che non ha certo smarrito la propria anima (il cuore e il carattere, a volte sopiti ma capaci di ruggire nei momenti caldi, appartengono al DNA storico di questa maglia), ma che ha l’inderogabile necessità di trovare una precisa quadratura tattica. A confermarlo è la costante altalena di risultati: nelle prime sei giornate Varese ha matematicamente alternato vittorie e battute d’arresto a prescindere dal fattore pista, mettendo in mostra luci abbaglianti e ombre marcate in egual misura.

Se da un lato la questione della cosiddetta “coperta corta” rischia di apparire stucchevole, nell’hockey la profondità delle rotazioni resta una variabile determinante. Le linee contate nel pacchetto difensivo possono passare sotto traccia contro formazioni ancora acerbe, ma quando il livello della contesa sale e i rivali alzano i giri puntando su pressione asfissiante e fisicità, il calo di lucidità negli ultimi 20 minuti diventa evidente. Sabato sera contro l’Alleghe il piano ha retto alla perfezione grazie a uno spirito di sacrificio collettivo encomiabile (sublimato da una grande prova di Filippo Matonti a protezione della gabbia), riuscendo a mascherare quel gap di freschezza atletica che a Brunico era invece costato carissimo.

Di contro, crescono i riscontri del reparto offensivo: con il rodaggio delle linee e il progressivo miglioramento dei sincronismi, la prima linea e i terminali d’attacco hanno dimostrato di saper scardinare qualsiasi difesa. Leader indiscusso è Raphael Bastille, autentico trascinatore che con estro e cinismo guarda tutti dall’alto nella classifica giocatori a quota 14 punti complessivi tra gol e assist, precedendo la “truppa di Caldaro” (Andergassen, Alanne, Rajamaki e Fink inseguono a ruota anche se, lo ribadiamo, con una gara in meno). In generale è l’intero collettivo a farsi trovare pronto sotto porta, come confermato dalla straordinaria serata da MVP vissuta da papà Pizzo.

Per onestà intellettuale va ribadito come l’Alleghe attuale (una sola vittoria a fronte di quattro stop) non costituisca un ostacolo insormontabile, esattamente come non avrebbe dovuto esserlo il Val Pusteria Junior (che nel frattempo ha confermato la propria verve superando 4-2 il Valpellice). Battere gli agordini, incamerare punti pesanti e ritrovare il sorriso era però un passaggio vitale prima del filotto alle porte.

Il Feltre si presenterà all’appuntamento galvanizzato dal successo all’overtime centrato ad Alba di Canazei contro il Fassa: una squadra in piena ascesa che, imperniata sui colpi letali dei soliti Korkiakoski e Foltin (e più in generale di un ottimo collettivo che fa dei Picchi una squadra da prendere con le pinze), sa essere micidiale nelle ripartenze. Per Varese sarà imperativo mantenere nervi saldi, pulizia di pattinata ed evitare falli ingenui che rischierebbero di sovraccaricare gli special teams e minare la tenuta atletica nell’arco dei tre periodi. Per guardare all’Aosta ci sarà tempo; oggi l’unica priorità è trovare quella continuità di risultati finora mancata. E la svolta stagionale passa inevitabilmente dal ghiaccio di Feltre: imparando a convivere con i propri limiti e valorizzando fino in fondo le proprie certezze.

Matteo Carraro

Articolo precedenteNuova GinFit Azzate, premiate a Palazzo Pirelli le campionesse della ginnastica artistica
Articolo successivoAndrea Longhi confermato presidente dell’HC Varese 1977: “Grazie a tutti per la fiducia, forza piccoli Mastini”

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui