
C’è una Pallacanestro Varese che guarda e pensa al campo, con il match di questa sera, martedì 13 ottobre alle ore 20:00 sul parquet dell’Itelyum Arena di Masnago contro Peristeri che diventa crocevia già importante per il passaggio del Girone D di BCL ed una che butta l’occhio all’extra campo ed a quello che potrebbe essere il proprio futuro.
In entrambe i casi il comun denominatore, però, è l’attenzione a NBA Europe, raggiungibile sia attraverso proprio la Basketball Champions League, che concorrendo ad un posto quale franchigia fondatrice della nuova lega destinata a rivoluzione l’ordine del basket continentale. Una partecipazione alla prossima NBA Europe che passa però in entrambe i casi dalla collaborazione tra il club di Piazzale Gramsci e il fondo americano RedBird, già proprietario del Milan, con cui i biancorossi hanno presentato nelle scorse settimane un’offerta vincolante al board della nuova lega per poterne fare parte.
Una lega, NBA Europe, al momento però attorniata da più dubbi che certezze su modalità e tempi di sviluppo; così, nel mare magnum di indiscrezioni, notizie, ipotesi e dubbi che ruotano attorno a quello che è un progetto tutt’altro che definito, per orientarsi, diventano fondamentali le dichiarazioni dei protagonisti ed in tal senso risuonano in maniera roboante le parole rilasciate Gerry Cardinale, numero uno del Fondo RedBird, nel corso del Bloomberg Screentime 2026: “La sfida in Europa è che il pubblico non è particolarmente aperto all’intrattenimento: c’è una mentalità molto purista verso lo sport. Sto cercando di spiegare, però, che senza intrattenimento non si riesce a finanziare lo sport. Per questo abbiamo acquisito l’iconico San Siro e costruiremo uno stadio da 80mila posti nelle sue vicinanze. Poi speriamo di avere una franchigia NBA e di realizzare un’arena dedicata. Vogliamo fare di Milano una vera piattaforma sportiva e di intrattenimento, qualcosa che possa accelerare lo sviluppo del calcio italiano e riportarlo al livello della Premier League“.
Dichiarazioni chiare e dirette sulla visione che il fondo americano ha nell’ottica della partecipazione a NBA Europe, ed è indubbio e curioso notare come Cardinale, che per la seconda volta negli ultimi mesi ha parlato di questa nuova competizione, non abbia minimamente citato nemmeno in questa occasione il club di Piazzale Gramsci, parlando esclusivamente di valorizzazione ed espansione del brand Milan e di Milano come piattaforma sportiva d’intrattenimento.
Parole che quindi alimentano il tema su quale conformazione potrebbe avere la nuova franchigia, qualora mai venisse scelta tra le 12 fondatrici della nuova lega, figlia dell’unione tra la Pallacanestro Varese e RedBird, partendo dall’assunto base di casa biancorossa, relativo alla non cedibilità del titolo sportivo.
Probabilmente il fulcro di tutto non sta nemmeno qui ed è molto più legato ad un discorso di governance e d’immagine con le quali sviluppare questo nuovo progetto; temi questi, sì, delle interlocuzioni che sarebbero ancora in corso tra le parti (come testimoniato dalla presenza di Brandon Snow, Operating Partner CCO del fondo al Campus qualche settimana fa) per quello che sarebbe un accordo storico perché avvicinerebbe come non mai le piazze delle due città più rappresentative del basket lombardo e che proprio per questo richiede un lavoro molto importante al fine di trovare i giusti equilibri tra chi ci metterebbe il valore sportivo (Pallacanestro Varese) e chi quello economico (RedBird), entrambe indispensabili l’una per l’altra, in un rapporto di forze a confronto tutto ancora da decifrare.
Alessandro Burin
























