Il settimo turno del Girone D regala una domenica ricca di sorrisi e indicazioni pesanti per le compagini varesotte. Se la capolista Pistoiese continua la propria marcia solitaria superando anche la Correggese, alle sue spalle non perde terreno la Pro Patria: i Tigrotti superano di misura il Sant’Angelo (1-0) rompendo un lungo digiuno da gol in campionato e tenendosi a -5 dalla vetta. Vola a vele spiegate la Castellanzese di Bolzoni, autentica mina vagante del torneo, che piega l’Arconatese (1-0) centrando il quarto successo consecutivo.

Boccata d’ossigeno a Masnago: il Varese liquida l’Oltrepò per 2-0 con ordine e ritrova morale. Prova di grande carattere e maturità per la Solbiatese di Aletti, capace di strappare un prezioso 1-1 al “Breda” contro la quotata Pro Sesto. L’unico boccone amaro arriva da Pavia, dove il rigore concesso nel finale (giudicato “generoso” dai rossoblù) farà discutere e strozza in gola il successo alla Varesina (2-2).
Taccuino alla mano, ecco il settimo capitolo della nostra rubrica “Appunti D campo”.

Varese

IL MOOD – Ossigeno e disciplina.
IL FATTO – Il 2-0 all’Oltrepò spazza via le scorie della settimana horribilis. A Masnago i biancorossi interpretano la sfida con ordine e cinismo: Cogliati timbra da rapace d’area, Beretta raddoppia di petto su imbeccata del 2009 Zaffanelli e la retroguardia chiude senza sbavature dopo gli otto gol incassati tra Crema e Coppa.
IL NODO DA SCIOGLIERE – Mantenere l’equilibrio con la coperta corta. Risolto l’allarme dietro, la manovra offensiva resta da registrare complici le assenze. Domenica a Caronno Pertusella contro l’Arconatese (ancora a secco di vittorie) servirà identica ferocia: vietato concedersi distrazioni.

Pro Patria

IL MOOD – Pragmatismo machiavellico.
IL FATTO – I Tigrotti scelgono la via della concretezza: l’incornata vincente di Arpino al 24′ della ripresa piega un ostico Sant’Angelo interrompendo un’astinenza dal gol durata ben 313 minuti in campionato. Difesa blindata (un solo centro incassato nelle ultime quattro) e classifica che resta a meno cinque dalla vetta.
IL NODO DA SCIOGLIERE – Trovare fluidità negli ultimi sedici metri. Zironelli rivendica la svolta operaia con il “Piano B” a quattro punte, ma contro le formazioni che si chiudono serve maggiore pulizia tecnica. Il test esterno sul campo della Casatese Merate dirà se la cura dell’efficacia potrà diventare costante.

Varesina

IL MOOD – Rabbia e beffa.
IL FATTO – Il 2-2 al “Fortunati” di Pavia lascia un carico pesante di veleni. Le prodezze balistiche di Bianchetti e l’incursione di Tentoni su assist di Banfi avevano accarezzato il colpaccio esterno; poi un rigore molto generoso concesso ai locali a 6′ dalla fine vanifica l’ottima tenuta difensiva rossoblù.
IL NODO DA SCIOGLIERE – Blindare i calci piazzati e gestire i finali nervosi. Le Fenici pagano ancora l’ennesima amnesia su palla inattiva e troppi episodi contrari. Con l’infermeria ancora piena, domenica a Venegono contro la Pro Sesto servirà azzerare le polemiche e ritrovare la posta piena.

Solbiatese

IL MOOD – Consapevolezza e grinta.
IL FATTO – Un punto d’oro che certifica la solidità del nuovo corso targato Aletti. Al “Breda” contro la Pro Sesto, i nerazzurri incassano lo svantaggio su rigore ma reagiscono da grande squadra: il neoentrato classe 2003 Pietra vola di testa al 77′ e fissa un meritato 1-1, blindato dai guantoni di Chironi.
IL NODO DA SCIOGLIERE – Dare continuità contro le corazzate. Il secondo risultato utile della gestione Aletti conferma compattezza e spirito di gruppo. Il banco di prova per alzare ulteriormente l’asticella è fissato per domenica al “Chinetti”, dove scenderà un Lentigione in piena corsa vertice.

Castellanzese

IL MOOD – Stato di grazia.
IL FATTO – Quarta vittoria di fila e “Provasi” in visibilio. Contro un’Arconatese accorta, i neroverdi attendono il momento propizio senza scomporsi e passano al 40′ della ripresa con il rientrante Colombo. Una prova di maturità, cinismo e tenuta difensiva da applausi.
IL NODO DA SCIOGLIERE – Non soffrire di vertigini. La formazione di Bolzoni è la realtà più in forma della provincia, forte di una rosa profonda e ricca di alternative offensive. L’insidiosa trasferta sul campo della Correggese misurerà la capacità del gruppo di gestire la pressione dell’alta quota.

Matteo Carraro

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