Com’è profondo il mare. Cantava così Lucio Dalla nel celebre brano del 1977, titolo che ovviamente noi riadattiamo in chiave cestistica alla realtà attuale della Pallacanestro Varese in “com’è profondo il roster“. Sì perché dalla vittoria di ieri contro BC Roma esce un concetto chiarissimo e tangibile della formazione biancorossa 2026/2027, ossia la profondità della squadra a disposizione di coach Kastritis. Una qualità inusuale per la Varese degli ultimi anni e che invece, benché si parli solo di preseason, è già divenuta caratteristica identitaria di questa squadra.

Profondità che per di più fa rima con qualità, perché questa Pallacanestro Varese non è soltanto lunga ma dimostra di essere anche forte in tanti suoi interpreti. E poi è coriacea, sportivamente cattiva, intensa, unita: ecco è un gran bel vedere. Così, in un match dove mancano i due tenori offensivi principali della squadra, Della Valle e Hale (gente che viaggia solitamente ad oltre 20 punti di media, mica bruscolini) ed orfani del direttore d’orchestra William McDowell-White da metà terzo quarto, i ragazzi di Kastritis sfoderano una prova di assoluto livello, vincendo la partita a 96 punti con la forza di andare a prendere un risultato che fino al 38′ l’aveva vista sotto.

Per carità, parliamo solo di preseason e di una squadra che ha ancora tanto da migliorare per le potenzialità che in ha in sé stessa, soprattutto a livello difensivo, però è in dubbio constatare come nonostante da inizio preparazione questa squadra non si sia mai (e non è un modo di dire, è proprio mai) allenata al completo, il livello del gruppo sia già altissimo e prova dopo prova contro dirette avversarie del prossimo campionato lo mette in chiaro in maniera sempre più netta.

La vittoria dei gregari si potrebbe definire quella di ieri: di Nikolic, di Ikangi, di Librizzi ma anche di Duke Jr e di Alviti (gente dalle mani buonissime che in altre annate sarebbe stata eletta a primi violini di questo gruppo e Dado effettivamente ancora lo è), di Kangur, di Ladurner e di Kamagate, ancora a caccia della forma migliore. Così come di Roby che alla seconda partita in prestagione cresce sempre più e fa ingolosire i tifosi per la qualità che potrà esprimere una volta al 100%.

La potremmo chiamare la vittoria dei gregari, dicevamo, ma sarebbe improprio, perché uno dei punti di forza della Varese di quest’anno è proprio la possibilità di pescare tanti attori differenti e tutti di ottimo livello anche sopperendo all’assenza di chi pare insostituibile: novità di un’annata completamente diversa dalle altre ed a cui forse ci dobbiamo ancora abituare, ma non sarà certo esercizio difficile.

Com’è profondo il roster.

Alessandro Burin

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