
Il conto alla rovescia è agli sgoccioli e l’attesa lascerà finalmente spazio al verdetto insindacabile delle stecche: da sabato 19 settembre la parola passerà al ghiaccio, unico giudice supremo dell’Italian Hockey League 2026/27. Presentarsi ai nastri di partenza senza cedere alla tentazione di ipotizzare una griglia di partenza è però impossibile, fermo restando che delineare una gerarchia a bocce ferme è un esercizio tanto affascinante quanto inevitabilmente azzardato: si tratta di previsioni a scatola chiusa, scommesse ragionate (e non) che non hanno alcuna pretesa di verità assoluta né tantomeno di infallibilità.
In uno sport viscerale e frenetico come l’hockey su ghiaccio, le dinamiche possono ribaltarsi nell’arco di una frazione di secondo. Tra alchimie di spogliatoio ancora da oliare, stranieri da decifrare all’impatto con il contesto italiano, eventuali squalifiche e/o infortuni, la distanza tra trionfo e delusione è sottilissima: i livelli delle squadre (bene o male assimilabili l’un l’altro) possono salire o crollare con incredibile facilità.
Quella che segue è dunque una fotografia aperta al dibattito e al confronto, dove ciascun tifoso o addetto ai lavori è libero di dire la sua e ridisegnare i rapporti di forza. Se il Caldaro sembra correre quasi su un binario a parte, alle sue spalle il gruppo si annuncia cortissimo e i Mastini di Dave Rich sono pronti a lottare per confermarsi almeno nelle prime quattro posizioni.
Allacciate i pattini: ecco il nostro Power Rankings per l’IHL 2026/27.
#1 CALDARO
L’Asiago si è aggiudicato la Supercoppa solo ai rigori. Serve aggiungere altro? Il Caldaro resta indubbiamente la squadra da battere: ci sono stati degli avvicendamenti e, sulla carta, chi è entrato è più forte di chi è uscito. Il canadese MacGregor Sharp “spezza” la tradizione finlandese dei Virtala, ma la bandiera finnica resta con Alanne e l’intrigante Rajamaki Tuukka (e non è da escludere che, all’occorrenza, possa arrivare il terzo straniero); Rohregger, poi, è pronto a confermarsi il portiere più forte della lega. Per i Lucci sembrerebbe profilarsi un campionato a parte, ma a parlare sarà il ghiaccio.
#2 AOSTA
Ci sono state uscite importanti, ma l’ossatura dell’Aosta resta invidiabile per chiunque, senza dimenticare (tra gli altri) la presenza di Nimenko e Lysenko che (soprattutto in power play) sono due sentenze. La grande forza dei Gladiators lo scorso anno è stata la compattezza dello spogliatoio, rinforzato nei momenti giusti a stagione in corso. E un portiere del calibro di Rocco Perla a questi livelli non può che fare la differenza. Due finali consecutive non si raggiungono per caso e dalle parti di Aosta c’è voglia di sfidare ancora il Caldaro.
#3 APPIANO
A proposito di sfide al Caldaro, per i Pirati è un derby e quindi ancor più sentito (senza dimenticare che ora a guidare i Lucci c’è l’ex Sharp). Precampionato intensissimo per l’Appiano che si è confrontato con diverse squadre di Alps senza sfigurare: i gialloblù partono da un blocco costruito in casa sempre più performante e il nuovo coach finlandese Jarno Mensonen potrà contare sui connazionali Makela (che già conosce il campionato) e Mikkola (interessante profilo difensivo) e sul canadese Gagnon che può dare una bella verve in attacco. Forse sarà una scommessa, ma l’Appiano è una squadra da tenere d’occhio.
#4 VARESE
Levi Glasman è un profilo tutto da scoprire, ma è chiaro che la perdita di Joey Musa possa pesare non poco sull’economia giallonera. Per i Mastini va fatto chiaramente un discorso a parte, perché il valore del roster è indiscutibile, ma l’equazione non può tener conto di scommesse importanti. La società è stata chiara sul ruolo dei portieri: bene la fiducia nei giovani, ma un backup d’esperienza serve sempre per gestire i momenti difficili. La difesa sembra corta nelle rotazioni e troppo leggera, mentre l’attacco è sicuramente il reparto più intrigante (anche se uno dei compiti primari di Dave Rich sarà quello di correggere il power play). Le possibilità di stare fra le prime quattro, comunque, ci sono tutte.
#5 FASSA
Falcons in netta ascesa: il percorso di crescita del Fassa è sotto gli occhi di tutti e un allenatore come Andrea Ambrosi (oltre ad un roster confermato negli elementi giusti e rinforzato con innesti mirati) può fare la differenza in una lega come l’IHL. Il Fassa è apparso particolarmente pimpante nel precampionato e (come nel caso dei Mastini) se le scommesse effettuate dovessero pagare non sarebbe una sorpresa trovarlo anche più in alto rispetto alla quinta posizione.
#6 ALLEGHE
La scommessa Alleghe lo scorso anno non aveva pagato come preventivato. Naturale “retrocedere” le Civette di qualche posizione, fermo restando che il valore dei biancorossi è indiscutibile e il lavoro di coach Robin Adamsson è tutto da scoprire. Intrigante anche la scelta degli stranieri con la coppia Cruseman e DeNoble che promette scintille (in difesa l’italianizzato Gabri è una garanzia al fianco di un bel profilo come quello di Alexandrov); da non dimenticare un folto gruppo collaudato di senatori italiani, anche se qualche perplessità potrebbe arrivare dalla gabbia.
#7 FELTRE
La delusione più cocente dello scorso anno riparte con tanta voglia di riscatto e un ritrovato Korkiakoski che ha già dimostrato di poter essere devastante a questi livelli (da scoprire il valore dell’ultimo arrivato, il difensore canadese classe ’01 Brett Bamber). Il pacchetto italiani è di ottima fattura (Manfroi in gabbia, ad esempio, è sempre stato fra i migliori per rendimento) e la squadra ha tutte le possibilità di rifarsi dopo un’annata storta. Certo è che la concorrenza ha alzato il livello, per cui il Feltre dovrà accelerare di pari passo.
#8 PERGINE
Dopo un’annata chiusa in crescendo, l’estate biancorossa non è certo stata priva di cambiamenti e il roster affidato al canadese Santino Pellegrino è sicuramente interessante. Forse un po’ troppo giovane (al netto di qualche senatore rimasto) e anche la scelta di stranieri in uscita dai College (senza esperienze europee) potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio. Il gap dalla concorrenza, ammesso che esista, non è comunque così netto.
#9 FIEMME
Da qualche stagione ci si aspetta sempre un salto di qualità che puntualmente non arriva, almeno nei termini auspicati. Quest’anno si potrebbe ripetere il solito ritornello, anche se sicuramente i gialloneri hanno lavorato bene sul mercato riabbracciando un Moucka che può sempre fare la differenza e scommettendo su due attaccanti da misurare con il livello italiano come il finlandese Ojala e l’estone Vasjnkin. L’esperienza, poi, non manca: il nono posto di un power rankings estivo non è sicuramente una sentenza (anzi, tutt’altro) e il Fiemme ha le carte in regola per dimostrarsi la mina vagante della competizione.
#10 VALPELLICE
A proposito di mine vaganti: il Valpellice non sarà certo la squadra di primissimo piano che ruba la scena, ma i Bulldogs non hanno mai reso la vita facile a nessuno. Oltre a Majul (il messicano non ha bisogno di presentazioni) sono arrivatigli statunitensi Semrad e Smith (da scoprire il loro livello e il loro adattamento all’hockey italiano) per accompagnare il “solito” roster tignoso e combattivo che punterà a togliersi parecchie soddisfazioni.
#11 VAL PUSTERIA JUNIOR
Gli ultimi arrivati, che dovranno conquistarsi la pagnotta. Ovvio, l’obiettivo del club di Brunico è quello di far competere la propria selezione Junior ad un livello sempre più alto, ragion per cui l’IHL fungerà da palestra formativa per prospetti che, un domani, dovranno essere pronti al salto in ICE. “Scontato”, sulla carta, mettere i gialloneri in fondo allo schieramento, fermo restando che parliamo del settore giovanile di una delle squadre più forti d’Italia che, senza pressioni, potrà solo sorprendere in positivo. La scelta di stranieri che conoscono il campionato come Atamanchuk e Stupak (tutto da scoprire, invece, lo statunitense Ustaski) e di veterani d’esperienza ben si sposa per accompagnare la crescita dei giovani.
Matteo Carraro






















