Prima o poi….sarà laconico. Forse anche consolatorio. Ma alla Pro Patria l’elaborazione del lutto della sconfitta con la Solbiatese attiene la fredda ineluttabilità. Prima o poi, doveva succedere. Appunto. La realtà è che quando si costruiscono una società e (soprattutto), una squadra in tempi strettissimi e bruciando le tappe, il conto (neanche a dirlo), prima o poi arriva. E a qualcuno tocca onorarlo. Alla vigilia della sfida con la Varesina (domani ore 15, Comunale di Venegono Superiore), il saldo è di stretta pertinenza di Mauro Zironelli: “Nel percorso ci sta. Bisogna saper cogliere le indicazioni. E mantenere lucidità. Quella che è mancata domenica. Anche da parte mia. C’è stata un po’ di precipitazione. Ma non nei cambi. Quanto nell’adattare il sistema di gioco”.

Nessun dramma. Ma anche nessuna sottostima dell’accaduto. Perché il ruota a ruota con la Pistoiese non ammette vantaggi concessi. E (quanto pare), neppure cambi di strategia. Sempre il thienese: “Ho detto che non riesco a vincere così? Lo ribadisco. Solo un paio di volte in carriera ho vinto partite con il blocco basso. Così, preferisco giocare alto. E aggiungo un dato: siamo la squadra che subisce meno tiri in porta. L’attacco è la nostra miglior difesa”. Va da sé, non con la Solbia, quando è mancata soprattutto l’efficacia offensiva. Zavorrata da un terreno di gioco davvero impresentabile. Tema su cui si sarebbe espresso anche Walter Sabatini da Roma. L’erba voglio non cresce certo più allo “Speroni” (facendo affidamento su un clima migliore). Quanto all’avversario, Zironelli si mantiene telegrafico: “Ho molto rispetto per la Varesina. Hanno avuto un calendario difficile e raccolto meno punti di quanti non ne meritassero”. Ma se qualcuno avvertisse già l’incombere della pressione, lo skipper tigrotto rimanda l’assunto al mittente: “Sento la pressione quando faccio l’esame del sangue…”. E’ sempre una questione di globuli.

Orange is the new black                 

Tra le spigolature di giornata la designazione di un arbitro, Marco Pascali, della sezione di Pistoia. Coincidenza che non scompone la flemma vicentina del tecnico biancoblu: “Sarà capitato anche a loro di avere direttori di gara di Milano. Ci tengo a dire che quest’anno il nuovo metro ha allungato le partite. Si gioca di più. Piace anche ai tifosi. Peccato non sia stato così con la Solbiatese. Troppe interruzioni e perdite di tempo”.          

La trama Fenicia

Nel 4-2 subito domenica dalla Casatese Merate (a segno gli ex biancoblu Giorgio Citterio e Stefano Banfi, poi Corno 2 volte, Maspero e Mungari entrambi su rigore), schierato 4-3-1-2 con Profeta tra i pali; Martinoia, Tomas, Ferrante e Bolis in difesa; l’altro ex Alex Pedone, Maspero e Polenghi in mediana; Tentoni enganche alle spalle di Banfi e del figlio d’arte Carlo Manicone in avanti. Per Daniele Angellotti un’evoluzione tattica rispetto al 4-2-3-1 visto allo “Speroni” il 23 agosto in Coppa Italia (1-0 by Forchignone). Tre sconfitte (in questo caso consecutive), una vittoria ed un pareggio nelle prime 5? Per le Fenici non propriamente una novità visto che era già occorso la stagione passata. Per la cronaca, alla 6^ arrivò poi un pari (2-2 interno con il Brusaporto). 

Giovanni Castiglioni
(foto Filippo Kultgeneration D’Angelo)

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