
Quella di Giancarlo Travagin è evidentemente una pistola scarica. Perché non iscrivere la Pro Patria alla prossima Serie D dopo averla appena rilevata da Patrizia Testa sarebbe un nonsense tafazziano. Un Darwin Award del “Muoia Sansone…” davvero difficile da catalogare. Persino in un passaggio dominato dalla sciatteria calcistica come quello che stiamo vivendo in questi ultimi giorni. Ma il solo fatto che lo scenario venga promesso/minacciato dice tutto della avvilente mediocrità in cui si è infilato il derelitto club biancoblu. Se Travagin intende infatti passare alla storia come l’uomo che ha posto fine alla parabola sportiva della Aurora Pro Patria 1919 ne spieghi la ratio senza giustificare la reazione con la ruvida accoglienza (ok, censurabile, condannabile), ricevuta venerdì nel mezzogiorno di fuoco dello “Speroni”. Quale aria tirasse in via Cà Bianca era ormai chiaro da giorni. A quanto pare a tutti. Tranne che all’imprenditore verbanese.
Ma se la maggioranza soffre a Busto di un indice di popolarità prossimo alla virgola, la minoranza (se preferite, l’opposizione), gode di un alto gradimento legato più alle aspettative che a meriti fattuali. E dividere il mondo in buoni e cattivi è materia davvero poco stimolante. Già, perché dopo il mancato esercizio del diritto di prelazione sul 51% delle quote societarie (un match point che avrebbe chiuso gioco, partita ed incontro), Luca Bassi attraverso Finnat Fiduciaria pare orientato (impressione, eh, passibile di errore), ad attendere il plausibile passo indietro di Travagin. Facendo (forse), affidamento sulla moral suasion delle istituzioni locali. Ma qui siamo alle solite nell’incrocio tra ruolo pubblico e trattativa privata. Magari ci si attende sempre troppo da quel fronte. Sia come sia, anche il 49% tigrotto presenta degli innegabili vuoti di sceneggiatura. Come l’aver richiesto nelle trattative la disponibilità al ripescaggio salvo poi nominare (in vacatio legis) un DS (Giovanni Giovanditti) che non avrebbe i requisiti per farlo tra i pro. Quantomeno curioso. Ma (come sempre), ci sarà sicuramente qualcosa che ci sfugge.
L’unica certezza è che il tempo stringe (alle ore 14.00 di venerdì 10 la deadline per l’iscrizione). Perché comunque lo si voglia inquadrare, il mancato allineamento alla prossima Serie D sarebbe una sconfitta di tutti. Nessuno escluso. Pro quota, s’intende.
Giovanni Castiglioni































Carissimi,
dal profondo scoramento son passato ad intravedere la luce in fondo al tunnel e questa luce me l’ha fatta balenare, per assurdo, proprio il silenzio tombale autoimpostosi da tutti i partecipanti all’incontro Travagin-Sindaco, alla luce dei tempi brevissimi per almeno tamponare la situazione, delle possibilità economiche degli attori in campo, i costi di avvio e di gestione, l’inghippo da superare da parte di Bassi per il suo conflitto di interessi nel passare a due proprietà professionistiche fintantoché la maggioranza non fosse passata a terzi, ecco la luce! Patrizia Testa non può più essere corresponsabile delle violazioni NOIF della FIGC avendo ceduto a soggetto non in conflitto. Il nuovo soggetto diventa titolare della Società che una volta iscritta scende al rango dilettantistico e dopo qualche tempo, adducendo ragioni ambientali incompatibili, mollerà l’osso a chi non sarà più in contrasto con le regole federali. Seguirà un anno di purga ma ci sarà tempo e modo per ripartire.
Mauro Bottigelli