Una settimana fa il nostro racconto si è concentrato sull’affascinante caos del girone A di Prima Categoria, ma spostare lo sguardo altrove regala conferme secondo cui questa cosa del caos è probabilmente una moda, o – se non è una moda – un richiamo di grande tentazione.
Sì, perché anche il girone N, alla luce della 23ª giornata, vive una situazione simile. Quarantotto, quarantasette, quarantasei, quarantatré, quaranta: anche in questo caso non stiamo dando i numeri del lotto, ma raccontando le prime cinque posizioni.

Proviamo a mettere il solito ordine.
La scorsa estate, proprio mentre il girone A shakerava parte del varesotto con parte del comasco, altri club ben noti alla zona restavano fuori dal cocktail di agosto. Ed alcuni di questi avevano già occupato copertine patinate, prendendosi la scena in ottica mercato e aspettative, finché non sono stati indirizzati verso l’hinterland milanese. Il girone N, infatti, racconta di una serie di squadre abituate al gruppo milanese, con il basso varesotto a completarne il quadro.
Cosa è venuto fuori? Un altro bel caos. L’ho detto che va di moda.
Anche in questo caso nessuna delle formazioni top sembra destinata a prendere il largo e l’ultimo turno di campionato, con le cadute anche un po’ fragorose di Marnate Gorla e Pontevecchio, ha rimescolato le carte. Comandano proprio loro, gli Amendolara boys con 48 punti; segue la formazione biancazzurra a 47, tallona la fresca Accademia Bustese di Gilardengo a 46. Ma non troppo lontano (43) c’è quel Vela Mesero capace di una rimonta pazzesca, ed il Parabiago a quota 40, agganciato ai playoff anche grazie al roboante successo di domenica sul Marnate.

Essendo ancora nel tempo delle domande, cosa possiamo chiederci fino a questo punto? Quali quesiti permettono disamine tecniche e disamine più sentimentali?
Dal punto di vista del campo è un altro, l’ennesimo, girone combattuto. Nessuna corazzata, proprio come nel gruppo A, così costante da riuscire a prendere il largo; nessuna squadra “tanto più forte delle altre”, ma un bel mix di qualità che si sposano nel dar vita a una classifica avvincente e imprevedibile. Anche se, a differenza dell’altro gruppo, qui pare un po’ il gioco delle tre carte.

Sentimentalmente parlando, invece, ci si rende conto che questo benedetto/maledetto calcio è cambiato, ma nemmeno troppo. E no, non è una grande novità, ma una piacevole conferma: le emozioni restano; mutano gli schemi, le prospettive, le analisi, la tattica, non l’essenza. Brividi a fior di pelle per risultati inaspettati, vittorie ampiamente pronosticate, rincorse e cadute, e poi di nuovo in piedi, e via, in affanno, fino al traguardo. Con una postilla che, concedetemelo, abbraccia quel Marnate Gorla impegnato anche sul fronte Coppa Lombardia: mercoledì prossimo sarà dentro o fuori con l’Orione. Chi vince vola in semifinale. A proposito di emozioni.

Poi c’è il capitolo salvezza, dove il destino segnato del Real Vanzaghese Mantegazza lascia spazio alla bagarre playout. Soglia dell’attenzione altissima per Academy Uboldo, Valle Olona, Union Villa Cassano, lì sulla linea di galleggiamento. Bel colpo di coda della Folgore Legnano, capace di battere il Pontevecchio e di scalare qualche posizione, pur rimanendo in zona rossa. Daranno l’anima anche Nerviano, Ticinia e Mocchetti. Tra poco meno di due mesi valuteremo il disappunto, il rammarico e l’infinita speranza di chi si giocherà il tutto per tutto in un’ultima battaglia. Trovare la forza di crederci quando sulle spalle hai ancora il peso di una stagione andata a rotoli e sul cuore le ferite delle sconfitte è un altro tipo di amore verso questo sport: è andare a caccia della resilienza che non sapevi di avere, è continuare a crederci nonostante tutto.

E così, mentre i fili restano intersecati e i nodi ancora non si sciolgono, è tutto piacevolmente incerto. Chi vincerà? Chi, nel caos di un mare in tempesta, in piedi sulla propria barca, saprà muovere il timone per evitare gli scogli e scorgere l’orizzonte.

Mariella Lamonica

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