
Sofferenza, disillusione, soliti errori? Ciò che conta è il risultato. La vittoria per 91-90 della Pallacanestro Varese su Sassari lascia tanto, ma incredibilmente, più un senso di scampato pericolo che di gioia, come normale dovrebbe essere, per due punti che consegnano ai biancorossi l’ottavo posto in classifica che al momento, significa playoff.
Ripensare alle ultime stagioni, quando a questo punto si era fondamentalmente sempre in bilico tra il vivere o il morire, cestisticamente parlando, è già, chiaramente, un trionfo ed un salto di qualità importante ritrovarsi invece, finalmente, a lottare per qualcosa che sia ben più della sola permanenza in Serie A.
Però c’è poi l’attualità, che ti porta a credere nell’obiettivo playoff e che allora ti richiede di giocare come tale corsa richiede, senza sbavature, senza cali di tensione, senza ricadere nei soliti errori che hanno segnato tutta la stagione perché, in queste ultime gare, quando i punti pesano il doppio se non il triplo rispetto al resto dell’annata, stai giocando un altro campionato, che è fatto di momenti, di istanti, di dettagli, di episodi.
E’ stato così settimana scorsa a Trieste, è stato così ieri sera a Masnago, dove nel finale anche, ed è giusto dirlo ad onor di cronaca e di oggettività, un paio di decisioni discutibili hanno aiutato Varese a conquistare un successo fondamentale: nello sport è così, a volte le scelte arbitrali le paghi, altre vanno a tuo favore, è la normalità, non ci si stupisca.
Come una settimana fa, ancora una volta, Varese nel terzo quarto ha rischiato di buttare via tutto il lavoro il fatto nei primi due, dove ha dominato nel gioco e nel risultato senza nemmeno fare troppa fatica. Poi è calata la tensione, è bastato che Mrsic mettesse due lunghi veri in campo per scardinare il sistema di certezze di una Varese che si è riscoperta fragile e insicura in quelli che sono i suoi punti deboli così come ha saputo però ritrovarsi forse e vittoriosa in quelle qualità che la contraddistinguono e che ancora una volta portano il nome di Ike Iroegbu, mattatore di serata con 29 punti, uomo di ghiaccio nel momento in cui serviva esserlo.
Dettagli, momenti, istanti di un finale di campionato che passa inevitabilmente dal derby di settimana prossima a Cantù, quando lasciare 49 rimbalzi di cui 21 offensivi ai cugini potrebbe essere fatale, quando abbassare il livello dell’attenzione e della concentrazione non sarà concesso, quando anche lì gli episodi faranno la differenza e molto probabilmente definiranno se finalmente, dopo 8 anni, la Pallacanestro Varese tornerà a giocare una post-season, oppure sarà stata solo una bellissima illusione che questo campionato nel campionato ha regalato a tutto un popolo.
Alessandro Burin






















