
Mattinata di matching tra i vari sponsor quella andata in scena stamane, giovedì 16 aprile, in casa Pallacanestro Varese. Un momento sempre utile per creare rete e dare la dimensione dello sviluppo che sta avendo il club biancorosso al di fuori dal campo, per una base della piramide, come piace chiamarla a Luis Scola, Amministratore Delegato dei biancorossi, sempre più ampia, solida e concreta anche dal punto di vista delle aziende al fianco della società di Piazzale Gramsci, che è fondamentale per dare continuità al progetto biancorosso.
Nell’incontro moderato dal nostro direttore, Michele Marocco, sono intervenuti tre relatori d’eccezione che hanno anticipato il consueto incontro B2B tra le varie aziende presenti: Emiliano Briante, Partner TEHA – The European House Ambrosetti e Responsabile dell’Osservatorio Valore Sport; Alessandro Fusco, Oltre Consulting – Strategic Advisor di Pallacanestro Varese e appunto Luis Scola, con l’AD della società di Piazzale Gramsci che, come ovvio fosse, ha rubato la scena.
“Sono contento e fiducioso per come si sta sviluppando il nostro progetto – ha esordito Scola -. Continuiamo a seguirlo rispettando i tempi che ci eravamo dati: siamo esattamente dove pensavamo di essere. Poi ci sono fattori che possono portarti più su o più giù. Crediamo molto in sostenibilità, sviluppo e innovazione: elementi che guardano a una visione di lungo periodo e che, nello sport in particolare, sono difficili da trovare. Spesso si pensa solo alla vittoria della domenica. La visione a lungo termine è ciò che differenzia il nostro progetto dagli altri. Tante volte i progetti di breve periodo ottengono risultati migliori nell’immediato: è questa la sfida che dobbiamo affrontare contro chi si focalizza sulla prossima partita, mentre noi guardiamo a quella tra tre o quattro anni. Pensiamo sia la strada migliore e continueremo su questa linea.”
Incalzato poi sul Settore Giovanile ha detto: “Parliamo di piani di sviluppo sui giocatori che vanno dai cinque ai dieci anni. È il progetto più a lungo termine che abbiamo, ma riteniamo sia fondamentale. Lo sviluppo dei giocatori è centrale a tutti i livelli: non si può avere successo senza investire in questo ambito. In NBA lo si fa da tempo, anche se spesso con un orizzonte più breve. In Europa alcune società hanno lavorato molto bene, come il Baskonia, che ho visto da vicino, con tanti giocatori poi arrivati in NBA. Anche Trento sta facendo molto bene, con la capacità di sviluppare giocatori come i fratelli Niang o Hassan. Il settore giovanile è uno degli asset più importanti di una società, ed è per questo che abbiamo deciso di internalizzarlo. Oggi contiamo circa 450 ragazzi, una foresteria e numerosi eventi collegati, come la School Cup. Tutto questo crea un forte senso di appartenenza con il territorio e la fan base.”
Fan base da attrarre anche con le experience collaterali alla partita: “Vogliamo crescere e migliorare la fan experience. Vincere e perdere fa parte del gioco, ma crediamo che la partita possa offrire molto di più. Vogliamo capire come portare più spettatori, soprattutto giovani: farli arrivare prima, trattenerli più a lungo e creare qualcosa che vada oltre la gara stessa. L’obiettivo è allargare la base della piramide e generare un effetto positivo sui ricavi complessivi, che permetta di investire in giocatori migliori, ottenere più vittorie e ampliare ulteriormente la fan base. È un circolo virtuoso.”
E sugli obiettivi sportivi del club: “Vogliamo continuare a crescere per arrivare al massimo livello possibile. Quando affrontiamo questi temi, spesso ci viene detto che siamo una squadra di pallacanestro e che dobbiamo semplicemente vincere. Secondo me non è così, o forse non siamo stati abbastanza bravi a trasmettere il messaggio: è chiaro che vogliamo vincere più partite possibile, ma ciò che stiamo costruendo è il percorso migliore per arrivare in alto, vincere tanto e farlo nel tempo. Vincere il campionato è ovviamente l’obiettivo massimo, ma il punto è capire come arrivarci. Dire “dobbiamo vincere” è un’ovvietà, ma anche un concetto vuoto: cosa significa vincere? Come lo facciamo? Questo è ciò che conta davvero. In NBA è irrilevante quanto sia ricco il proprietario, perché esiste il salary cap, che crea equilibrio competitivo. In Italia e in Europa non c’è ancora, ma probabilmente arriverà e questo potrà aiutare realtà come la nostra o Trento. Al di là di questo, noi stiamo cercando di costruire le risorse per vincere, e lo stiamo facendo in modo organico. La crescita sportiva in campo è evidente: oggi siamo in corsa per i playoff, ed è una conferma di ciò che stiamo dicendo.”
A chiusura dell’evento ha preso la parola il Direttore Commerciale dei biancorossi, Marco Zamberletti, che ha illustrato dati molto significativi della crescita fuori dal campo della Pallacanestro Varese e che vi riportiamo qui sotto.
PUBBLICO DIRETTO
Media spettatori a partita: 4425
Incassi nel girone d’andata: €613.500
Percentuale di riempimento del palazzetto: 87%
Abbonati: 2659 (+8% rispetto all’anno scorso)
Tifosi di Pallacanestro Varese in Italia: 403.000SOCIAL FAN BASE
Fan complessivi: 112.000 (+5,6% rispetto all’anno scorso)
Facebook: 44.050
Instagram: 37.500
Twitter 13.000
Threads: 7.500
YouTube: 3.800
Linkedin: 3.250
TikTok: 2.900SPONSOR
Complessivi: 130
Settori Merceologici: 106
Fatturato: 66% oltre il milione di euro
Affidabilità: 98.5% Medio/Alta
Alessandro Burin






















