Le “montagne russe” targate Varese Femminile di questi tempi stanno regalando tante emozioni positive alle ragazze di Christian Faccone: il 4-1 sul Teamsport in Coppa Italia (proprio le milanesi attenderanno le biancorosse domenica per il quinto turno di campionato) ha fatto scattare qualcosa nel gruppo che ha poi saputo andarsi a prendere due successi al cardiopalma prima al 93’ in quel di Brugherio e poi sul sintetico di casa alle Bustecche con il pazzo 5-4 sul Villa Valle.

Risultati che, inevitabilmente, certificano i passi in avanti del gruppo sotto tutti i punti di vista, anche se l’ultimo successo ha purtroppo lasciato in eredità il pesante infortunio a Matilde Zanoncini (in attesa del responso medico le sensazioni non sono positive e si prevede un lungo stop). Il momento, comunque, è sicuramente positivo e contribuisce a consolidare ancor di più quell’alchimia di spogliatoio che è sempre stato il punto di forza del Varese. Un aspetto che, non a caso, ritorna costantemente anche nelle parole di chi, proprio grazie al gruppo, ha scelto di continuare a indossare la maglia biancorossa dopo una stagione complicata. Arianna Spagna ha nel cuore il Varese e il Varese ricambia appieno il sentimento: l’alba della nuova annata sportiva le ha già riservato diverse soddisfazioni e l’augurio è ora quello di continuare con il sorriso stampato sulle labbra.

“Le ultime vittorie ci hanno dato grande fiducia – esordisce la centrocampista classe ’01 – soprattutto per come sono arrivate. In entrambe le occasioni non avremmo meritato di pareggiare, o peggio ancora perdere; sarebbe stato un duro colpo a livello morale. Certo, forse sarebbe più comodo chiudere prima le partite (sorride, ndr) ma va bene così”.

Qual è stata la chiave vincente contro il Villa Valle?
“Rispetto ad altre uscite siamo state capaci di costruire una mole impressionante di palle gol, arrivando con continuità alla conclusione. Ci abbiamo provato senza riserve: non che nelle precedenti gare avessimo timore, ma eravamo senz’altro più contratte e tese. Stiamo alzando notevolmente i ritmi e la qualità durante gli allenamenti settimanali, e la domenica sul campo i risultati si vedono chiaramente”.

Arrivi da una stagione complessa tra impegni lavorativi e poco spazio: cosa ti ha spinto a rimetterti in gioco?
“So quanto valgo: con questo non voglio sembrare presuntuosa, ma solo sottolineare quanta voglia avessi di dimostrare al mister, a me stessa e a tutti che potevo ritagliarmi le mie opportunità e sfruttarle a dovere. Essere partita titolare in due delle prime partite stagionali per me è un segnale importante: non lo considero affatto un contentino, ma la prova concreta che è scattato qualcosa in più. Smettere era l’alternativa concreta sul tavolo, ma non avrei mai accettato di chiudere la mia esperienza calcistica in quel modo. E poi, a fare la differenza, è stato questo spogliatoio: con un gruppo diverso sarebbe stato mille volte più facile mollare”.

Dalla società è emerso con orgoglio quanto tu ti sia presentata determinata fin dal primo giorno di ritiro…
“La determinazione è figlia di quanto ho vissuto: un anno fa, trovando poco spazio, il morale era inevitabilmente a terra e le motivazioni scarseggiavano. Quest’estate, invece, confrontandomi apertamente con il mister, ho sentito una rinnovata fiducia che ha riacceso la scintilla. Quando percepisci stima e ti senti parte integrante del progetto, la voglia di spingere raddoppia”.

L’organico è profondo e competitivo: come stai vivendo la concorrenza interna per una maglia?
“Guardando alla rosa, ritengo che la competizione interna sia una straordinaria opportunità di crescita per tutte. Due anni fa eravamo contatissime, a volte nemmeno dieci presenti agli allenamenti, e scendere in campo la domenica era quasi automatico. Oggi invece c’è uno stimolo costante a dare il massimo per guadagnarsi un ruolo da protagonista: se non sei al top c’è subito una compagna pronta a subentrare, così come se servono caratteristiche tattiche differenti puoi accomodarti in panchina senza drammi. Non vedo gerarchie fisse tra titolari e riserve, siamo tutte allo stesso livello”.

In campo si nota anche un’evoluzione tattica: ti stiamo vedendo più accentrata rispetto al passato.
“Sto giocando da mezzala. In realtà è un ruolo che conosco bene perché nelle giovanili sono cresciuta proprio lì; soltanto successivamente, per necessità di squadra e per sfruttare la corsa, ero stata dirottata sulla corsia esterna. Mi trovo a mio agio, l’unico aspetto su cui devo insistere maggiormente è cercare di più la conclusione verso la porta”.

In passato hai detto che il Varese ha il dovere di puntare al massimo: qual è questo massimo?
“Vincerle tutte. È un traguardo difficile, lo so, ma possibile. Se guardiamo alle scorse annate c’era sempre una lepre irraggiungibile: prima il Lesmo, poi Pro Palazzolo e Como, l’anno scorso l’Erbusco. Questa volta il campionato sembra molto più livellato ed equilibrato. È vero che siamo solo all’inizio e non abbiamo ancora affrontato tutte le rivali, ma basta guardare i risultati di ogni domenica per capire che non esistono formazioni materasso e le sorprese sono all’ordine del giorno”.

Come ti senti a livello umano e sportivo dopo il percorso a ostacoli tra viaggi, lavoro e infortuni?
“Oggi sto davvero molto bene. Gli infortuni del passato hanno inciso parecchio e l’anno scorso il poco impiego mi pesava molto, riflettendosi negativamente anche all’esterno. Adesso le giornate sono piene, ma il campo è diventato la mia valvola di sfogo ideale per staccare la spesa dagli impegni lavorativi. C’è serenità e si vede sia dentro che fuori”.

Domenica sarete ospiti del Teamsport, già battuto nettamente in Coppa: l’appagamento può essere una trappola?
“Non credo correremo il rischio di rilassarci. L’unica vera incognita è che loro adesso ci conoscono e avranno preparato contromisure specifiche. Di certo rispetto alla gara di Coppa troveremo condizioni diverse: abbiamo giocato su un terreno complicato, dove la palla rimbalzava male, i passaggi rasoterra erano praticamente impossibile e bisognava affidarsi spesso ai lanci lunghi. Questa volta giocheremo su un campo differente e sono convinta che potremo esprimere una manovra molto più pulita”.

Chiudiamo con il tuo traguardo personale per questa stagione…
“Trovare quanta più continuità possibile, dare il mio contributo alla squadra e magari togliermi lo sfizio di segnare qualche gol. Ma, soprattutto, per il momento ci tengo davvero a fare un grandissimo in bocca al lupo a Mati”.

Matteo Carraro

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