
La svolta è finalmente arrivata? Tracciare bilanci definitivi dopo appena tre giornate di campionato risulterebbe quantomeno prematuro, ma gli ultimi sette giorni in casa Varese Femminile hanno riacceso con prepotenza quell’entusiasmo viscerale che non ha mai abbandonato lo spogliatoio biancorosso. Nemmeno quando i risultati stentavano ad arrivare. E così, dopo un avvio contratto scandito da un pareggio e una sconfitta, la formazione guidata da Christian Faccone ha rialzato la testa con autorevolezza: prima il perentorio 4-1 rifilato al Teamsport nel turno infrasettimanale di Coppa Italia, poi l’autentica impresa strappata con cuore e merito al 93′ sull’ostico terreno del Brugherio al culmine di una battaglia decisa dal carattere.
La strada ora è tutta in discesa? Tutt’altro. Il percorso di maturazione resta ripido e impegnativo, ma le biancorosse hanno tutta l’intenzione di scalarlo insieme, con il consueto sorriso contagioso ma con la determinazione ferrea di chi vuole stazionare stabilmente nei quartieri nobili della classifica. A incarnare alla perfezione questo spirito battagliero è una delle colonne storiche del gruppo, Laura Cappelletti, difensore centrale classe 2001 che fissa subito la rotta: “Queste due vittorie consecutive devono rappresentare la nostra base di partenza: il gioco c’è sempre stato, ma vincere al fotofinish su un campo difficile ci dà una consapevolezza enorme. Credo ciecamente in questo gruppo, vogliamo dimostrare il nostro valore domenica dopo domenica”.
Partiamo proprio dall’acuto di domenica a Brugherio: può essere considerata la scintilla che attendevate in questa prima parte di stagione?
“Assolutamente sì. Secondo me è stato un autentico punto di svolta, o meglio: deve essere il trampolino da cui costruire il nostro percorso. Centrare due successi in pochi giorni, soprattutto strappando tre punti d’oro su un terreno tradizionalmente ostico per noi, ci trasmette la carica giusta per continuare a crescere, consolidare la nostra identità di gioco e alzare l’asticella. Le prestazioni si sono viste sin dal precampionato, ma ora dobbiamo dare continuità dimostrando chi siamo partita dopo partita. Credo fortemente in questo progetto e nelle potenzialità della squadra”.
Cosa avevano lasciato le prime due uscite a secco di vittorie e cosa vi portate dietro, invece, dopo questo doppio squillo tra Coppa e campionato?
“Sul piano della prestazione avevamo fatto bene anche nelle prime due giornate: serviva solo registrare qualche automatismo e conoscerci meglio, visto che in estate sono arrivate molte compagne nuove ed è fisiologico aver bisogno di tempo per trovare le giuste distanze. Certo, non aver raccolto il bottino pieno ci aveva lasciato un po’ di amaro in bocca, specialmente a me che dalla panchina non potevo dare il mio contributo diretto. Ora però l’inerzia è cambiata: ho potuto giocare e aiutare la squadra sul campo, ci stiamo compattando e l’intesa cresce a vista d’occhio. Siamo una rosa competitiva e attrezzata per puntare in alto”.

Domenica arriva il Villa Valle: l’imperativo categorico è sbloccarsi anche tra le mura amiche?
“L’obiettivo quando scendiamo in campo è sempre e solo uno: vincere, a prescindere dal nome dell’avversario. In questo campionato non esistono sfide facili o scontate, guai ad abbassare la guardia. Contro il Villa Valle vogliamo conquistare i tre punti e sbloccarci finalmente anche davanti al nostro pubblico: regalare una bella gioia ai tifosi che ci seguono è fondamentale per farli appassionare sempre di più al nostro percorso”.
Se la passata stagione la società si era mossa per allungare numericamente la rosa, quest’estate si è lavorato per innalzare il tasso qualitativo. Dove collochi questo Varese in classifica?
“La società ha operato benissimo sul mercato: abbiamo aumentato i numeri e contestualmente alzato la qualità complessiva. Con le compagne che abbiamo possiamo davvero ambire a posizioni importanti, a patto di credere maggiormente nei nostri mezzi e di restare unite soprattutto nei momenti di sofferenza. Per scaramanzia preferisco non pronosticare una posizione esatta, ma abbiamo tutte le carte in regola per migliorare il piazzamento degli anni scorsi e toglierci soddisfazioni straordinarie”.
Non hai mai nascosto il sogno di portare il Varese in Serie C: quanto manca per compiere il definitivo salto di categoria?
“(ride, ndr) Dare una tempistica precisa è impossibile, ma dentro di me spero davvero manchi pochissimo! Io ci sto mettendo l’anima e mi auguro che tutte le mie compagne condividano la stessa bruciante ambizione. Questo è il mio quarto anno con la maglia del Varese ed è una realtà a cui sono legatissima: sono una persona estremamente competitiva, detesto perdere e durante l’estate ho lavorato intensamente per presentarmi al top. Voglio che tutti i sacrifici che stiamo facendo portino i loro frutti: non mollo l’obiettivo di vincere il campionato e salire in Serie C”.
Finora sembra mancare la classica squadra “ammazza-campionato” degli anni passati. Che torneo ti aspetti?
“Mi auguro con tutto il cuore che non spunti fuori la solita corazzata ingiocabile che negli ultimi anni sembrava quasi impossibile da battere. Mi aspetto una stagione molto tirata ed equilibrata fino all’ultimo respiro: molte squadre si sono rinforzate, comprese noi, alzando il livello medio della competizione. Ma è proprio questo il fascino del calcio: ogni singola domenica mette in palio punti pesanti e non puoi mai permetterti cali di tensione”.
E in Coppa Italia? La sfida alla Rhodense nel girone è già lanciata?
“La Coppa è un traguardo a cui teniamo moltissimo, specie dopo la finale raggiunta lo scorso anno: brucia ancora non averla alzata, ma adesso abbiamo l’opportunità di riscattarci. La sfida alla Rhodense è aperta, ma riguarda tutte le avversarie: se vogliamo superare il turno e andare avanti fino in fondo dobbiamo battere chiunque ci capiti davanti. Vogliamo provarci con tutte le nostre forze”.
A livello personale, il processo di adattamento alla difesa a quattro e ai dettami tattici di mister Faccone è ormai completato?
“Per forza di cose sì, tanto so che il mister non tornerà mai più a tre neanche sotto tortura (ride, ndr)! Battute a parte, mi trovo molto bene: ho imparato tanto e sento di essere cresciuta molto nell’interpretazione del ruolo, anche se c’è sempre margine per migliorare. Ci tengo a dimostrare al mister la mia totale disponibilità: voglio diventare un punto di riferimento solido e affidabile per questa retroguardia”.
Che impatto hanno avuto i nuovi innesti all’interno dello spogliatoio?
“L’impatto è stato splendido. Molte le conoscevo già, anche se non avevamo mai giocato nella stessa squadra: sono ragazze eccezionali per serietà ed entusiasmo e si sono inserite subito a meraviglia. Fin dall’inizio del ritiro ci troviamo spesso a uscire insieme a cena o a fare gruppo nel post-allenamento, e questa alchimia fuori dal campo si riflette puntualmente in partita. Qui a Varese è facile stringere amicizie vere”.
Chiudiamo con il tuo obiettivo individuale per questa annata.
“Crescere costantemente sia nel carattere che nella lettura delle partite. Poi, a livello personale, mi piacerebbe arrotondare il bottino di reti rispetto alla scorsa stagione, quando avevo chiuso con un solo gol all’attivo: incrociando le dita sono partita con il piede giusto, visto che mercoledì scorso in Coppa ho già timbrato il cartellino. Oltre a questo, la mia priorità assoluta è mantenere la massima concentrazione in ogni singolo allenamento e in ogni gara: l’anno scorso ho attraversato un periodo in cui non sono riuscita a esprimere tutto il mio potenziale, e non voglio che accada di nuovo. Scendo in campo per dare sempre il 100%”.
Matteo Carraro





























