Il Varese è tornato quest’oggi al lavoro dopo la vittoriosa trasferta di Tortona: il 2-1 sul Derthona ha fruttato tre punti che valgono ossigeno, fiducia e un sorriso soddisfatto che mancava da troppo tempo. La vittoria firmata Barzotti in pieno recupero (volente o nolente il pubblico s’infiamma quando un successo arriva così) è la fotografia di una squadra che, pur tra mille imperfezioni, ha il grande pregio di crederci fino in fondo.

Eppure, il successo non può mascherare le solite luci e ombre: l’espulsione di Benedetti sembrava aver spianato la strada ai biancorossi dopo un buon primo tempo, ma è stato il Derthona (in dieci) a prendere in mano l’inerzia per almeno venti minuti, imponendo ritmo e coraggio. Il Varese ha sofferto, si è abbassato troppo, ha concesso campo e iniziativa, ma è rimasto lucido quel tanto che bastava per colpire nel finale. È qui che sta il segnale più prezioso: la resilienza. La capacità di stringere i denti quando la gara si (auto)complica è un valore che, in classifica e nello spogliatoio, può pesare più di qualsiasi analisi tattica. Resta però il nodo dei problemi strutturali: le situazioni inattive continuano a costare caro e la manovra offensiva, spesso prevedibile, fatica a trovare soluzioni rapide e pulite.

Ora arriva il passaggio che separa l’entusiasmo dal consolidamento: la trasferta di Saluzzo. Campo storicamente ostile, avversario diretto, contesto psicologico particolare. Se è vero che nelle scorse settimane si è parlato di continuità e discontinuità, la risposta dovrà arrivare proprio lì: trasformare la vittoria di Tortona in un passo nuovo, non nell’ennesima parentesi isolata. Capitan Bruzzone e compagni sono al lavoro proprio su questo.

La fatal Saluzzo: dietro o davanti la Lavagna?

Natale in vista, restano 180′ da vivere prima di congedarsi per la mini pausa invernale (a conti fatti la Serie D salterà solo una domenica). Mister Ciceri ha sempre professato di voler ragionare partita per partita, concetto assolutamente legittimo, ma in vista del giro di boa della stagione è inevitabile includere nel discorso entrambe le prossime partite: trasferta a Saluzzo e sfida casalinga alla Lavagnese. E, guardando il primo impegno, il Varese deve subito drizzare le antenne: in sei precedenti solo una volta i biancorossi hanno vinto (all’Ossola), mentre in Piemonte sono arrivati due pareggi anonimi e una dolorosissima sconfitta che ha portato all’implosione dello scorso anno. I granata, oltretutto, quest’anno hanno alzato notevolmente qualità e ambizioni (non a caso sono a -1 dai biancorossi in classifica) e rappresentano un avversario diretto da battere ad ogni costo. E poi la Lavagnese. I liguri stanno navigando senza dubbio al di sotto delle aspettative, ma la squadra ha tutte le carte in regola per risalire e si confermerà senz’altro il solito ostacolo difficile da superare. Chiaro che chiudere con sei punti avrebbe un peso specifico enorme sulla stagione del Varese (magari con l’aiuto anche di altri campi), mentre un bottino negativo (da quantificare) potrebbe avere importanti ripercussioni negative. La squadra fisicamente sta bene: serviranno risposte dal campo.

L’Imperia e gli spettri dell’Albenga

Nell’equazione di fine anno c’è un’altra variabile da considerare: l’Imperia. Il nuovo corso nerazzurro affidato a mister Riolfo era partito (in ritardo) la scorsa estate tra mille perplessità. Il tecnico e il gruppo, attraverso il duro lavoro quotidiano, hanno fatto cambiare idea a tutti: basti pensare che l’Imperia si trova appena a sei punti di distanza dal Varese e nelle ultime quattro sfide sono arrivate altrettante vittorie con sei gol fatti e zero subiti. Ma, inevitabilmente, le perplessità riguardanti la società non si sono spente. La scorsa settimana si è alzato il grido d’aiuto dei diretti interessati: i giocatori hanno percepito fin qui solo una mensilità (da elogiare, a maggior ragione, lo spirito di squadra) e il futuro dirigenziale è sempre più nebuloso (ciò non ha comunque impedito alla squadra di presentarsi a Sanremo per vincere il derby 0-1). La paura di assistere ad un Albenga 2.0 è più viva che mai è il rischio di un altro “campionato falsato” è dietro l’angolo; ragionamenti che, nella settimana che porterà il Varese a Saluzzo, fanno correre qualche brividino sulla schiena dei tifosi biancorossi (alla debacle cuneese dello scorso anno seguì proprio l’estromissione dell’Albenga dal campionato).

Up&down: la fotografia del campionato

Per come si stanno mettendo le cose è indubbio indicare nel Ligorna la squadra più in forma del campionato. Intendiamoci, le qualità del Vado sono sotto gli occhi di tutti, ma sarebbe interessante valutare la reazione dei rossoblù qualora dovessero essere superati a maggior ragione dopo il terremoto che ha portato all’esonero di Giorgio Roselli. Nel frattempo si stabilizza la lotta playoff, mentre la bagarre per non retrocedere è più infiammata che mai.
1. Vado (35) – Inciampo a Cairo Montenotte che permette al Ligorna di rosicchiare terreno riaprendo un campionato che sembrava già chiuso (=)
2. Ligorna (34) – Magic moment per l’anti-Vado: il 4-1 a Biella è un’ulteriore affermazione da big (=)
3. Chisola (28) – Vedere un Chisola che non vince da quattro giornate (due sconfitte e due pareggi) è un’anomalia che i torinesi devono correggere quanto prima (=)
4. Varese (26) – Non brilla, ma vince: e tante volte va bene così, a maggior ragione perché la classifica sorride (UP)
5. Saluzzo (25) – Continua l’alternanza granata. Testa al Varese, incrocio che ha spesso riservato gioie ai piemontesi (DOWN)
6. Sestri Levante (24) – Secondo pareggio consecutivo (0-0 ad Asti) che, però, questa volta sa di bocciatura (DOWN)
7. Derthona (20) – Maledizione casalingha che non riesce ad essere spezzata: il Varese ringrazia al 95′ (=)
8. Biellese (20) – Il Ligorna di questi tempi è una corazzata inarrestabile: perdere 1-4 in casa è però una bocciatura pesante (=)
9. Imperia (20) – Incognite all’orizzonte, ma questa squadra vola e il successo nel derby sa di consacrazione del lavoro di un gruppo che non vuole arrendersi al suo destino (UP)
10. Lavagnese (19) – I liguri tornano a vincere e compiono un bel balzo in classifica, ma la stagione è ben lontana dall’essere raddrizzata (UP)
11. Valenzana Mado (19) – Fuoco di paglia contro il Gozzano? A Lavagna vincere non è mai facile per nessuno (DOWN)
12. Celle Varazze (17) – Secondo pareggio consecutivo: risultato tutto sommato positivo, ma la classifica non aspetta (DOWN)
13. Gozzano (16) – Pareggiare con il Chisola è comunque tanta roba. Il Gozzano si conferma squadra grande con le grandi; il rendimento generale va però migliorato (=)
14. Asti (16) – Il punto con il Sestri Levante nuova svolta stagionale? L’augurio biancorosso è chiaro (UP)
15. Sanremese (15) – Perdere il derby fa male ancor più della discesa in classifica (DOWN)
16. Cairese (13) – Dopo il successo sul Club Milano, il punto strappato alla capolista ha un peso specifico ancor superiore (UP)
17. Club Milano (12) – Il curioso caso del Club Milano: da una parte in semifinale in Coppa Italia, dall’altra in penultima posizione. Con la NovaRomentin era una sfida da vincere (DOWN)
18. NovaRomentin (11)* – I piemontesi non sono ancora morti: guizzo d’orgoglio che non cambia la posizione in classifica ma accorcia il gap infiammando la lotta per non retrocedere (=)
*= -1 di penalizzazione

Matteo Carraro

Articolo precedenteFutura-Imola: duello per il quarto posto. Taraborelli e Tettamanti: “Tranquillità e voglia imporre il nostro ritmo”
Articolo successivoSolbiatese e Caronnese in semifinale di Coppa – Grieco: “Freddezza e lucidità”, Ferri: “Battagliare fino alla fine”

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui