
Grande partecipazione delle società di Serie D alla riunione svoltasi a Roma, dove il Consiglio del Dipartimento Interregionale, coordinato da Luigi Barbiero, ha fatto il punto sulla stagione passata e illustrato le linee guida dell’attività in corso, alla presenza del presidente LND Giancarlo Abete e dei vertici arbitrali.
Tra i temi centrali, dopo il confronto con i club, la conferma dell’impiego obbligatorio dei tre under per le prossime due stagioni sportive, oltre al rinnovo della partnership con Sportradar nella lotta al match fixing e alla presentazione di nuovi strumenti digitali per la gestione delle liberatorie. “Dobbiamo avere l’orgoglio di appartenere a una categoria qualificata e di alto livello, destinata a crescere ulteriormente a fronte di una fisiologica futura riduzione del mondo professionistico in linea con i principali tornei europei – ha esordito nel suo intervento il presidente LND Abete – Da questo punto di vista rimaniamo disponibili a dialogare con le altre componenti, allorché la federazione riterrà opportuno attivare momenti di confronto volti a rivedere i format dei campionati. La Serie D rivendica un ruolo centrale e intende mantenerlo, così come abbiamo fatto tutelando la categoria anche sul delicato tema delle ripartenze. La nostra priorità è chiara: dobbiamo evitare un aumento dei livelli che si tradurrebbe in una crescita dei costi fuori controllo“.
Abete ha poi ampliato la riflessione su partecipazione, equilibrio economico e tutela degli arbitri: “Facciamo della partecipazione un valore fondante. Il nostro primo compito è il rispetto degli associati, l’ascolto dei loro problemi e l’assunzione di responsabilità nelle decisioni. In un mercato globale dove i diritti televisivi del calcio di vertice finiscono per depauperare i mercati nazionali, noi puntiamo sul senso di appartenenza, sull’equilibrio finanziario e sui giovani. Anche sul fronte della violenza contro gli arbitri manteniamo la massima vigilanza. Il calcio deve rimanere un fenomeno sociale, ricordando che, specialmente ai nostri livelli, non si fa per profitto economico, ma per passione“.

Nel corso dell’incontro sono stati presentati anche i dati sulla visibilità del campionato, che certificano una crescita significativa del pubblico sugli spalti e sulle piattaforme digitali, confermando la Serie D come il Campionato d’Italia. “Voglio ringraziare tutti per questa presenza numerosa e qualificata che dà lustro al nostro Dipartimento – ha commentato Barbiero – Con le società c’è un percorso condiviso, tutte le scelte sono frutto di un dialogo continuo nell’intento di poter sempre migliorare in quello che facciamo. La Serie D è la frontiera del professionismo, un campionato che nelle difficoltà ha mostrato grande maturità creando i presupposti per una realtà ancora più sana, attenta alla gestione economica e alla valorizzazione dei giovani. Proprio su quest’ultimo tema voglio ricordare che, nonostante l’abolizione del vincolo, siamo il campionato che fa giocare più giovani in Italia. Merito anche di Giovani D Valore, iniziativa che ha raccolto tanti consensi e i cui contributi sono raddoppiati grazie al sostegno del Presidente Abete. Senza dimenticare il lavoro svolto dalla Rappresentativa che continua a lanciare tanti ragazzi sui grandi palcoscenici. Invito inoltre le società alla massima attenzione sul tema del Safeguarding: è un obbligo di legge e un dovere morale per la tutela dei minori e dei tesserati. È un ambito in cui bisogna avere il massimo rigore così come quello della salute degli atleti“.
Spazio infine anche agli arbitri, con l’intervento del responsabile CAN D Braschi: “È un’esperienza totalmente nuova per me. Qui ho trovato il calcio vero, in un ambiente affascinante che non mi aspettavo. Il nostro obiettivo è duplice: da un lato dobbiamo garantire la tutela dei campionati selezionando gli arbitri giusti, dall’altro assicurarci di far crescere la squadra di direttori di gara. Dopo questi primi tre mesi ho riscontrato che i nostri arbitri sono molto bravi, disposti a sacrificare tempo prezioso al lavoro e alle loro famiglie per la passione che li muove. Sono sempre disponibile al dialogo con le società, perché sono convinto che anche gli errori facciano parte di un percorso di crescita comune“.
Redazione





























