
Lo Yaka Volley Malnate esce dal campo del Volley 2001 Garlasco con una sconfitta per 3-2 (22-25, 25-23, 25-19, 28-30, 15-7) che, per peso e contenuti, racconta molto più di quanto dica il risultato finale. Nell’11^ giornata di campionato, contro una delle squadre più attrezzate del girone, i Ragazzacci conquistano un punto prezioso al termine di una gara lunga, intensa e combattuta.
Un risultato importante non tanto per il punteggio, quanto per il contesto: Malnate riesce a portare al tie-break una trasferta difficilissima, restando pienamente agganciata al gruppo di testa della classifica, in un campionato cortissimo nelle prime posizioni.
Dal confronto dei dati emerge una partita molto equilibrata, decisa da dettagli. In attacco Garlasco chiude lievemente meglio (54%) rispetto ai malnatesi (49%), mentre la battuta dei padroni di casa mettono a segno 9 ace contro i 7 dello Yaka. In ricezione lo Yaka tiene buone percentuali complessive (61% di positività, 48% di efficacia), ma fatica a trasformare con continuità la palla positiva in punto. A pesare sono anche alcune situazioni di free ball non sfruttate: diverse palle facili si trasformano in errori diretti in attacco, regalando punti importanti agli avversari. In una gara così tirata, questi episodi finiscono per incidere sull’economia del risultato.
Sul piano individuale, buone le prove offensive di Filippo Rodini (20 punti) e Lorenzo Gasparini (17), riferimenti costanti dell’attacco malnatese, mentre in seconda linea Tommaso Segalini regge una mole importante di ricezioni sotto pressione (chiudendo con il 69% in ricezione e 63% di perfetta). Per Garlasco spiccano Puliti (24 punti) e Starace (21), determinanti nei momenti decisivi.
Con questo 3-2 esterno, lo Yaka Malnate resta terzo in classifica a quota 25 punti, pienamente in corsa nel gruppo di testa insieme a Caronno, Ciriè e allo stesso Garlasco. La squadra di Taiana torna da Garlasco con un segnale chiaro: contro le big il livello c’è, e in una Serie B così equilibrata anche un punto conquistato può fare la differenza.
LA PARTITA
Il primo set, giocato quasi interamemnte punto a punto, racconta di uno Yaka subito dentro la partita. I nerofucsia tengono bene la battuta avversaria, gestiscono con ordine il cambio palla e trovano buone soluzioni in attacco, chiudendo ai vantaggi 22-25 grazie a una maggiore lucidità nei momenti chiave.
Nel secondo parziale cambia l’inerzia. Garlasco alza nettamente il livello al servizio, forzando la battuta per togliere velocità al gioco malnatese. Lo Yaka fatica maggiormente in cambio palla, subisce qualche ace diretto e concede break che permettono ai padroni di casa di rientrare nel match, chiudendo 25-23 un set molto equilibrato.
Il terzo set è quello più complicato per Malnate. La pressione al servizio di Garlasco continua a farsi sentire e la fase difensiva dello Yaka, solitamente molto efficace, perde un po’ di ordine. I padroni di casa trovano continuità in attacco e allungano progressivamente (8-4 prima e 16-11 poi), chiudendo il parziale sul risultato di 25-19.
Quando la gara sembra girare definitivamente, lo Yaka reagisce con carattere. Il quarto set è una battaglia punto a punto, con Malnate che ritrova ordine, pazienza e maggiore efficacia in attacco. Dopo una lunga serie di scambi e continui ribaltamenti di fronte, i nerofucsia la spuntano ai vantaggi 28-30 e allungano così la partita al tie-break.
Nel quinto set emerge la maggiore continuità di Garlasco nella fase break. I padroni di casa scappano subito (5-1) grazie al servizio e gestiscono il vantaggio (10-6) fino al 15-7 finale, chiudendo una gara durata oltre due ore.
I COMMENTI
Coach Taiana: “Sapevamo di affrontare una squadra costruita per vincere il campionato e Garlasco lo ha dimostrato soprattutto al servizio. Noi potevamo fare meglio in cambio palla e nella gestione delle free ball, dove abbiamo commesso qualche errore diretto di troppo. Nonostante questo, portare la partita al tie-break e uscire da qui con un punto è molto importante: è un punto assolutamente guadagnato e dobbiamo guardare il bicchiere mezzo pieno”.
Matteo Carcano
























