La promozione a lungo inseguita, bramata, lottata e, con grande merito, conquistata ha portato il Casbeno a giocare un ruolo da protagonista in un quanto mai affascinante e impegnativo Girone X di Seconda Categoria. La matricola biancorossa si è presentata ai nastri di partenza con umiltà, ma anche qualche ambizione (tradotto, una salvezza tranquilla), in pieno spirito Casbenatt. L’entusiasmo di una piazza “rumorosa” (la tifoseria biancorossa è sicuramente una delle più apprezzate in categoria) ha però dovuto fare i conti con le difficoltà oggettive di un campionato che ha visto alzare non poco il proprio livello.

Se il campionato finisse oggi, i biancorossi sarebbero chiamati a giocarsi la permanenza in categoria nel playout sul campo dell’Uggiatese. Scongiurare quest’eventualità è comunque ampiamente possibile e la ricetta passa dalle prossime 15 partite di un girone di ritorno che si preannuncia ancor più scoppiettante del cammino d’andata. Il Casbeno ne è consapevole, i movimenti di mercato non sono mancati, e la volontà è proprio quella di alzare l’asticella per ricucire il gap nei confronti di chi sta sopra.

“Arrivati al giro di boa della stagione il bilancio non è sicuramente quello che sognavamo in estate – riconosce il presidente, nonché centrocampista e perno della squadra, Simone Crespi –. In ogni caso, sapevamo che sarebbe stato un campionato difficile e i 10 punti raccolti fin qui devono rappresentare un novo starting point per la seconda parte della stagione, a maggior ragione dopo i 5 punti raccolti nelle ultime cinque partite”.

Cosa non funzionato fin qui a livello pratico?
“Dal mio punto di vista abbiamo regalato troppe occasioni ai nostri avversari, soprattutto per alcuni errori imputabili solamente a noi stessi; parallelamente, non siamo stati bravi a finalizzare con cinismo quanto i nostri avversari hanno concesso a noi. Dobbiamo fare tesoro di questi errori per non ripeterli nel girone di ritorno: sappiamo che sarà un cammino altrettanto difficile e tosto, ma ora abbiamo sulle nostre spalle un piccolo zaino d’esperienza e dovremo mettere sul campo quanto imparato fino ad oggi, nel bene e nel male”.

Che idea vi siete fatti sul livello del campionato?
“Per una matricola come la nostra è difficile capire il reale livello di una competizione. Sicuramente abbiamo affrontato squadre costruite per arrivare fino in fondo che partono qualche gradino sopra, ma per quello che ho potuto vedere in parecchi campi non siamo così indietro rispetto alla concorrenza: a spostare la lancetta è soprattutto l’esperienza delle rose”.

Quanto è importante, per tutto l’ambiente, aver chiuso con una vittoria nello scontro diretto sul Cittiglio?
“Quel 3-0, oltre a farci passare le feste natalizie con molta più serenità, è stato un risultato importantissimo sia dal punto di vista morale che a livello di consapevolezza: abbiamo fatto vedere, in primis a noi stessi, che siamo capaci di giocare partite senza concedere nulla all’avversario e senza sprecare le occasioni a nostra disposizione”.

Al tempo stesso, quanto sarà importante iniziare bene contro la Concagnese?
“Il debutto nel girone di ritorno sarà un passo fondamentale per il nostro campionato, anche solo in virtù della classifica. Ne siamo pianamente consapevoli e, proprio per questo, abbiamo lavorato duramente durante la pausa per farci trovare pronti”.

Credete nella salvezza diretta?
“La salvezza diretta è difficile, ma mai dire mai: con un paio di buoni risultati in fila tutto può cambiare. Dobbiamo però essere razionali e pensare partita dopo partita, sapendo che ci aspettano 15 sfide in cui ogni errore conta; sarà importante adattarsi di conseguenza. Mercato? La rosa è cambiata poco. Siamo soprattutto felici per il rientro in gruppo di alcuni infortunati e per l’innesto di Mongelli che, nonostante sia fermo da qualche mese, ha tanta voglia di rimettersi in gioco e siamo certi possa fare bene al gruppo sia in partita che in allenamento”.

A livello personale, come gestisci il doppio ruolo presidente/giocatore?
“La gestione è sicuramente facilitata dal fatto che il Casbeno sia un gruppo estremamente affiatato e quindi, oltre a me, ci sono tante persone senza le quali questo ruolo non sarebbe possibile. Doveroso, a tal proposito, lasciarsi andare a ringraziamenti indispensabili: Matteo Simone, il nostro direttore sportivo tuttofare, Fabrizio D’Addante, vicepresidente e viceallenatore che non manca mai sia dentro che fuori dal campo, Luca Doria, che si occupa di tutto a livello logistico, Marcello Guglielmo, che oltre alle cicche prepartita ci aiuta dall’alto della sua esperienza accumulata nelle società della provincia, e tutto il gruppo dei consigliari che a loro volta, pur non facendo parte del gruppo, non mancano mai e sono sempre disponibili. Una cosa non scontata che restituisce il valore di ciò che realmente è il Casbeno”.

Guardando invece al lato “campo”, ti aspettavi un rendimento del genere anche e soprattutto a livello realizzativo?
“Considerando che questa è la mia prima stagione in Seconda Categoria non mi aspettavo di essere già a quota 4 gol e di avere così tante occasioni. Per questo devo ovviamente ringraziare mister Martino che, nei suoi tre anni di gestione, ha cambiato il mio modo di giocare trasformandomi da terzino di spinta a centrocampista incursore”.

Avete annunciato la nascita della Polisportiva: quali sono gli altri progetti in cantiere?
“Il Casbeno vuole diventare una realtà sportiva nel Comune di Varese e nel 2026 ci sarà qualche altro annuncio. Per il momento non posso dire troppo: invito tutti a seguire i nostri social (Instagram: @usd_casbeno) per restare aggiornati”.

Per chiudere, in tanti hanno elogiato la vostra tifoseria.
“A loro va il ringraziamento più grande: famiglie, fidanzate e amici non fanno mai mancare il loro supporto anche quando la nostra prestazione non è all’altezza. Questo, per noi, oltre ad un grande orgoglio, deve essere ulteriore motivo per impegnarci ancor di più e regalare la salvezza a tutto il popolo Casbenatt. Il primo appuntamento del 2026 è già lanciato per domenica alle 15.30 a Capolago: venite tutti a far parte della Curva biancorossa”.  

Matteo Carraro
Foto Asja Tassone

Articolo precedente11.600€ di multe in Serie D. Espulso contro il Varese: una giornata a Riolfo. C’è chi ne ha prese 12
Articolo successivoVarese, tra crescita e rimpianti: l’Imperia lascia riflessioni, Chisola banco di prova per dare risposte vere

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui