Una serata nel segno dello sport, ma con lo sguardo ben puntato anche sulla politica e sul futuro della città. È quella andata in scena ieri sera nella sala di VareseVive, che ha ospitato il battesimo ufficiale dell’associazione “Varese Sei Tu”, guidata dall’avvocato Sergio Terzaghi. Un appuntamento partecipato, che ha messo attorno allo stesso tavolo istituzioni, mondo imprenditoriale e grandi protagonisti dello sport legati al territorio.
L’obiettivo dichiarato del gruppo è ambizioso ma chiaro: riportare idee, visione e progettualità al centro di Varese. «Siamo un gruppo di imprenditori e professionisti che vuole contribuire concretamente al futuro della città», è stato sottolineato in apertura da Sergio Terzaghi. E non a caso il tema scelto per la prima serata pubblica è stato proprio lo sport, inteso non solo come competizione, ma come leva sociale, culturale ed economica.

Ad aprire gli interventi è stato, come sempre con il suo stile diretto e appassionato, Marco Caccianiga, che ha subito messo l’accento sul valore educativo dello sport: «Lo sport è fondamentale ovunque, quindi anche a Varese che considero un vero centro sportivo a cielo aperto. Per i ragazzi può essere una gioia o una rovina, a seconda di come viene vissuto. È essenziale che siano seguiti nel modo giusto, perché è anche così che si formano i cittadini di domani».
Un concetto ripreso e rafforzato anche dal presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, che ha chiuso la parte istituzionale dei saluti: «Sostengo e approvo iniziative come questa, perché Varese ha tantissime potenzialità ma oggi poche idee strutturate. Lo sport, in una serata come questa, è un traino straordinario per tutto il movimento e per il territorio».

Il filo conduttore dell’incontro è stato il legame profondo tra sport e territorio, incarnato perfettamente dai protagonisti saliti sul palco: il ministro Giancarlo Giorgetti, il presidente dell’Inter Beppe Marotta e la coppia simbolo della Pallacanestro Varese, Toto Bulgheroni e Luis Scola, moderati dal Direttore di Rai 3 Lombardia il varesino Roberto Pacchetti.

Per Giorgetti lo sport è prima di tutto identità: «Viaggio spesso all’estero e mi rendo conto di quanto tutto ciò che accade a Varese in ambito sportivo sia un motore anche di immagine. Lo sport ha una dimensione sociale fortissima, fatta di volontariato, ma anche una dimensione professionistica che oggi si confronta su scala mondiale». L’appello alle istituzioni? «Lo Stato deve sostenere chi fa sport di base e sociale, senza creare ostacoli, e allo stesso tempo deve mettere le società professionistiche nelle condizioni di dotarsi di impianti adeguati. Lo sport insegna il rispetto delle regole e chi lo pratica cresce meglio: è, senza dubbio, un cittadino migliore».
Dal punto di vista manageriale, Beppe Marotta ha offerto una riflessione lucida e senza sconti sul calcio italiano: «Bilanci sani e risultati sono prima di tutto una questione culturale. In Italia fatichiamo ad accettare la sconfitta e questo porta a spendere oltre misura per inseguire risultati immediati, con il rischio di far collassare le società». Uno sguardo anche al calcio di provincia: «È in crisi ovunque. Dare consigli a realtà come Varese non è semplice, ma forse una polisportiva potrebbe creare maggiore coinvolgimento nella comunità e attrarre imprenditori locali pronti a sostenere il progetto».

A portare l’esperienza del campo e quella, più recente, della scrivania è stato Luis Scola, oggi dirigente dopo una carriera da campione: «La differenza tra fare squadra in spogliatoio e in un consiglio di amministrazione è soprattutto la velocità. In campo bastano due partite per cambiare tutto, mentre in una società i tempi sono molto più lunghi». Un percorso non semplice, ma stimolante: «All’inizio ho faticato, però è una sfida che mi piace. L’obiettivo è costruire una società sostenibile. I risultati sportivi dipendono da molti fattori imprevedibili, ma una crescita costante del progetto porterà inevitabilmente anche a migliorare sul campo».
A chiudere il cerchio, il richiamo alle radici e all’identità varesina con Toto Bulgheroni: «Il legame con il territorio è l’anima di una squadra ed è sempre stato il valore aggiunto della Pallacanestro Varese. Il rapporto con tifosi e imprenditori locali ha fatto la storia del club e, ai tempi dell’Ignis, ha portato un valore enorme anche alla città».

Intorno ai tavoli erano presenti numerose personalità del panorama politico e sportivo locale. Dai due ex candidati sindaco per Palazzo Estense Matteo Bianchi e Paolo Orrigoni, fino agli attuali rappresentanti istituzionali del territorio come l’europarlamentare Isabella Tovaglieri, l’onorevole Stefano Candiani e il consigliere regionale Emanuele Monti.
Ampia anche la partecipazione del mondo sportivo varesino, con figure di spicco come Renzo Oldani (SC Binda), Pierpaolo Frattini e Paolo Consonni (Canottieri Varese), Matteo Cesarini legato al mondo del ghiaccio, il referente CONI Valter Sinapi, oltre a molti altri addetti ai lavori.
Una serata che, partendo dallo sport, ha acceso un confronto più ampio sul futuro di Varese, tra identità, sostenibilità e visione. Il battesimo di “Varese Sei Tu” lascia così un messaggio chiaro: senza idee e senza gioco di squadra, dentro e fuori dal campo, nessuna città può davvero ambire a vincere la propria partita più importante.

M.M.

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