Nella stagione 2025/26 continua a mancare l’en-plein, ma la seconda giornata del 2026 è senza dubbio coincisa con uno dei turni più proficui per quel che riguarda le varesotte impegnate in Serie D: i 7 punti totali raccolti da Varese, Varesina e Castellanzese raccontano come sempre storie diverse accomunate dalla costante voglia di spingersi oltre i propri limiti per continuare a inseguire i rispettivi diversi obiettivi.

Se a Vinovo tutti si aspettavano una prova di maturità da parte del Varese, ecco che i biancorossi hanno dato una gran risposta imponendosi al 90′ per 4-3 sul Chisola. Reazione di continuità che è arrivata anche dalla Varesina: l’1-0 maturato a Broni sul campo dell’Oltrepò assume un valore straordinario, ma la lotta per la salvezza è ancora lunghissima. Proseguono le difficoltà della Castellanzese legate alle assenze, ma i neroverdi non ci stanno e strappano l’1-1 sul campo del Caldiero Terme.

1° posto – Varese

La vittoria di Vinovo rappresenta, senza troppi giri di parole, la miglior prova di maturità del Varese dall’inizio della stagione. Non solo per il peso specifico dei tre punti o per il modo clamoroso in cui sono arrivati, ma per la capacità dei biancorossi di adattarsi a una partita che cambia pelle più volte senza mai perdere identità. Ciceri sceglie di osare qualcosa in più a livello tattico (a Gozzano l’esperimento non era andato bene) e soprattutto dimostra di fidarsi del gruppo: l’ingresso di un classe 2008 come Bianchi (al debutto in Serie D) in un contesto del genere non è solo una scelta tecnica, ma un messaggio chiaro sulla forza mentale dello spogliatoio.

Il Varese soffre, reagisce, cade e si rialza, trovando sempre una risposta agli schiaffi del Chisola. È una squadra che non si disunisce nemmeno quando il match sembra scivolarle di mano e che, anzi, nei momenti di massima difficoltà trova risorse inattese. La gestione dei diversi momenti della gara (dal primo tempo più controllato alla ripresa folle) racconta di una squadra finalmente capace di leggere le situazioni senza farsi travolgere. Il -10 dalla vetta resta un macigno, ma vittorie così servono a dimostrare che il Varese non ha alcuna intenzione di arrendersi. Ora il banco di prova del Franco Ossola contro il Sestri Levante: un altro esame di maturità, forse il più importante, per capire se questa prestazione è davvero un punto di svolta. I Corsari arriveranno lanciatissimi (4-0 sul Derthona) e a +2: i prossimi 90′ metteranno in palio il terzo posto.

2° posto – Varesina

Quella di Broni è una vittoria che pesa molto più dei tre punti conquistati. Perché (pur essendo alla portata) arriva su un campo insidioso, contro una squadra giovane ma sfrontata, e soprattutto perché arriva con le modalità giuste per una formazione che lotta per salvarsi. La Varesina vince una partita sporca, la vince di misura e la vince senza mai perdere il controllo emotivo del match: elementi che nel girone d’andata erano spesso mancati e che oggi rappresentano segnali incoraggianti.

Il gol di Sassi è una liberazione personale e collettiva, simbolo di una squadra che sta lentamente ricostruendo fiducia e convinzione. Ma il vero passo in avanti è nella gestione: le Fenici creano tanto nel primo tempo, peccano di cinismo, ma non vanno in panico quando il raddoppio non arriva. Nella ripresa soffrono, abbassano il baricentro e stringono i denti, affidandosi a un Maddalon decisivo nei momenti chiave. Non è una Varesina ancora brillante per novanta minuti, ma è una squadra che sta imparando a portare a casa partite che prima scivolavano via. La classifica resta severa (-7 dalla salvezza), ma il +4 sulla retrocessione diretta e la sfida imminente contro in fanalino di coda Nuova Sondrio (-6) rendono questo successo un passaggio fondamentale. Ora serve continuità, perché gli indizi iniziano ad accumularsi in attesa di provare il vero valore di questo gruppo.

3° posto – Castellanzese

Il pareggio di Caldiero è uno di quei risultati che lasciano sensazioni contrastanti: soddisfazione per la prestazione, ma anche tanto rammarico per un’occasione mancata. La Castellanzese, nonostante le assenze e le difficoltà strutturali del momento, dimostra ancora una volta di avere un’identità chiara e una solidità mentale che le permettono di competere ovunque. L’approccio alla gara è autoritario, il vantaggio arriva meritatamente e la squadra di Del Prato dà la sensazione di avere il controllo del match.

Il gol subito a ridosso dell’intervallo non scardina il piano gara, così come l’espulsione di Zazzi non cambia l’inerzia emotiva della sfida. In superiorità numerica, i neroverdi provano a spingere, costruiscono occasioni e mantengono equilibrio, senza mai scoprirsi in maniera sconsiderata. È forse mancato solo l’ultimo guizzo, la giocata decisiva per trasformare una buona prestazione in una vittoria che avrebbe avuto un peso enorme. Il 2026 non è iniziato come sperato, ma lo spirito della Castellanzese resta intatto: questa squadra non cerca alibi e continua a lavorare con coerenza. Il prossimo confronto con la capolista Folgore Caratese rappresenta una sfida stimolante, l’occasione ideale per trasformare il rammarico in energia positiva e provare un’impresa che darebbe nuovo slancio al percorso.

Matteo Carraro

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