Rabbia, amarezza e una sensazione già conosciuta. Il ko interno contro il Sestri Levante lascia il Varese a fare i conti con una partita che racconta molto più del semplice 1-3 finale. Perché al Franco Ossola i biancorossi hanno prodotto gioco, ritmo e occasioni, soprattutto nei primi venti minuti, senza però riuscire a capitalizzare quanto costruito. E quando succede, contro squadre costruite per stare in alto, il conto da pagare è spesso salato. Una disattenzione basta per rimettere in partita il Sestri, un errore individuale cambia l’inerzia, il cinismo degli ospiti fa il resto. Il risultato è severo, sicuramente eccessivo per quanto visto in campo, ma coerente con una stagione fatta di prestazioni buone e rimpianti altrettanto costanti.

La risposta del pubblico (più numeroso e partecipe rispetto alle uscite precedenti) è uno dei segnali più significativi del momento: niente processi sommari, ma la serena consapevolezza che questo Varese non può far altro che oscillare tra il terzo e il quinto posto (perché questo è, oggi, il suo reale livello); e, indipendentemente da come andrà la prossima sfida, i biancorossi continueranno ad occupare queste posizioni. Una verità amara, ma necessaria per leggere con lucidità il percorso ed evitare di farsi illusioni laddove non servono.

Ora il focus si sposta sulla trasferta di domenica 25 gennaio a Cairo Montenotte, sul campo di una Cairese lanciatissima. I gialloblù dell’ex Roberto Floris arrivano all’appuntamento forti di sette risultati utili consecutivi (tre vittorie e quattro pareggi) con appena quattro reti subite (da sottolineare lo 0-0 con il Vado e la vittoria per 2-1 sul Chisola) e un entusiasmo ritrovato che li ha portati fuori dalla zona playout. Un banco di prova complicato per un Varese, chiamato invece a irrobustire un reparto difensivo in difficoltà (13 le reti subite dai biancorossi nelle ultime sette) e, allo stesso tempo, a ritrovare cattiveria sotto porta.

Sarà anche una settimana di riflessioni, a partire dalla questione portiere: la sostituzione/bocciatura di Bugli è un segnale chiaro da parte di mister Ciceri e non è da escludere l’esordio dal primo minuto del classe 2008 Ignazio Mandracchia, che gode della piena fiducia dell’ambiente. Anche l’undici titolare nel suo insieme dovrà essere studiato con attenzione, anche perché il giudizio delle scelte è sempre figlio del risultato (positivo a Vinovo, negativo a Varese). E di scelte delicati il tecnico biancorosso dovrà compierne parecchie, guidato dall’esigenza di cambiare qualcosa senza stravolgere tutto.

La classifica, in fondo, lascia il tempo che trova: l’unico obiettivo concreto restano i playoff (a meno di cataclismi difficilmente pronosticabili). Per garantirseli, la ricetta è semplice: meno rimpianti, più concretezza. A cominciare da Cairo Montenotte, contro una squadra più motivata che mai a giocare un brutto scherzo al Varese.

A referto

Il Giudice Sportivo ha notificato la terza ammonizione stagionale di capitan Bruzzone, che raggiunge così Romero; restano in diffida Bertoni, Guerini e Maliverno. Quota due per De Ponti, Sovogui, Marangon e Tentoni; un giallo Barzotti, Berbenni, Bianchi, Bugli, Qeros e mister Ciceri. Fronte Cairese, domenica mancherà Emanuele Boveri per squalifica.

Up&down: la fotografia del campionato

La classifica premia sempre più la supremazia ligure, mentre in coda gli animi si surriscaldano. Andiamo a inquadrare la graduatoria del Girone A dopo 20 giornate.
1. Ligorna (47) – Vuthaj talismano goleador: 6 timbri in tre partite per 9 punti e la conferma in vetta. Vincere a Saluzzo non è mai facile (=)
2. Vado (47) – Sono stati compagni di squadra: Vuthaj chiama, Alfiero risponde. Vittoria “alla Roselli” in quel di Tortona per la corazzata di mister Sesia (=)
3. Sestri Levante (39) – Il Sestri soffre, ma tiene botta da squadra vera. E ribalta il Varese confermandosi la terza forza del campionato e ribadendo la supremazia ligure (=)
4. Chisola (37) – Anche contro la NovaRomentin non manca una discreta dose di sofferenza, ma per i torinesi arriva finalmente la prima vittoria del 2026 (UP)
5. Varese (34) – Mea culpa biancorosso: la partita con il Sestri andava chiusa. E i Corsari hanno dimostrato perché (DOWN)
6. Biellese (30) – La Cairese di questi tempi è un osso durissimo; i bianconeri acciuffano nel finale un punto prezioso (UP)
7. Saluzzo (29) – Tre sconfitte di fila: crisi senza via d’uscita nel 2026? (DOWN)
8. Derthona (26) – Fuoco di paglia tortonese: vero che il Vado è lassù per un motivo, ma il “Fausto Coppi” torna ad essere terra di conquista (=)
9. Imperia (26) – Contro un Club Milano in crescita arriva un’ulteriore conferma nerazzurra, anche se forse ci si poteva aspettare più di un punto (=)
10. Valenzana Mado (24) – Era una partita da non perdere: pareggiare a Sanremo va bene (=)
11. Cairese (22) – I gialloblù impongono ritmo e personalità a Biella, salvo esser ripresi nel finale. Nel mirino il Varese, partita cui Roberto Floris terrà parecchio (UP)
12. Celle Varazze (21) – Vittoria d’importanza capitale nello scontro diretto con il Gozzano (UP)
13. Gozzano (21) – La stagione piemontese non si accende: urgono incroci con le big per ritrovare la giusta motivazione (DOWN)
14. Club Milano (20) – Pareggio importante a Imperia. Domani la Coppa Italia, poi un tour de force micidiale (UP)
15. Sanremese (20) – Se per la Valenzana il pari andava bene, i liguri dovevano giocoforza ambire a qualcosa di più (DOWN)
16. Lavagnese (20) – Manuel Scalise debutta con un pari ad Asti utile ad evitare la zona della retrocessione diretta, ma servirà ben altra scossa (DOWN)
17. Asti (18) – I segnali positivi non mancano, ma a fare la differenza sono sempre i punti. E l’Asti ne ha bisogno (=)
18. NovaRomentin (12)* – -8 dalla quota playout: i verde-granata sembrano spacciati. La cura Melosi basterà? (=)
*= -1 di penalizzazione

Matteo Carraro

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