
Cinque vittorie di fila non sono mai un caso. Se la scorsa estate il Caravate veniva additato da tutti come la possibile mina vagante del Girone X di Seconda Categoria un motivo c’era e, pur dopo un avvio con il freno a mano tirato, i gialloverdi hanno ingranato la marcia e, con grande merito, stanno risalendo la china di un girone tosto e sempre più imprevedibile.
Il successo di misura sul Varano Borghi è valso l’attuale sesto posto a -6 dalla vetta; certo, l’appetito vien mangiando e, per quanto l’obiettivo di inizio stagione non fosse quello di competere per il vertice, essere saliti sul treno playoff rappresenta un importante riconoscimento per il lavoro svolto dal gruppo di mister Genovesi nonché uno stimolo per alzare sempre più l’asticella. Il difficile arriva adesso: confermarsi.
“Stiamo facendo bene – conferma il difensore classe ’01 Lorenzo Pinorini – e la volontà è quella di confermarci: nelle ultime partite abbiamo trovato la giusta quadra e sarà nostro compito proseguire il cammino senza metterci troppe pressioni, ma continuando semplicemente a fare ciò che è nelle nostre corde”.
In cinque partite avete scalato la classifica e, da -13, vi siete portati a -6 dalla vetta…
“La premessa è che, come chiunque, puntiamo sempre a vincere ogni partita o comunque a fare il massimo. Se ciò avviene è naturale che, di conseguenza, gli obiettivi possano diventare sempre più grandi e ambiziosi. Per come la vedo io, di sicuro non dobbiamo montarci la testa: la classifica è ancora cortissima, è un attimo salire o scendere, per cui bisogna solo stare concentrati. Ad oggi i playoff possono essere considerati un obiettivo ed è giusto crederci”.
Vi sentite in qualche modo di aver dato una risposta, forse in primis a voi stessi? In estate tante realtà avevano speso belle parole su di voi e, dopo un avvio difficile, state rispettando i pronostici.
“Ci sono stati tanti cambiamenti rispetto alla squadra che aveva finito la scorsa stagione e ciò ha comportato la necessità di costruire gruppo, solidità e alchimia, aspetti imprescindibili per fare bene. Ci aspettavamo di incontrare qualche difficoltà all’inizio, ma fin dal principio nessuno di noi ha mai avuto dubbi sul nostro valore: stando insieme, e affrontando di squadra qualsiasi problema, pian piano ne siamo venuti fuori. Credo che, a tal proposito, le ultime partite siano emblematiche”.
È cambiato qualcosa dopo la sconfitta contro la Valcuviana?
“Sicuramente dopo quel ko non eravamo nella posizione che sentivamo di meritare. Anche in quell’occasione avevamo fatto la nostra partita, cercando di essere sempre propositivi, ma la Valcuviana è una grande squadra e ci ha battuti. Da lì, comunque, ci siamo confrontati e c’è stata una scossa che ci ha permesso di rialzarci alla grande”.

Adesso ci sarà una lunga serie di big match in fila (Bosto, Cuassese, Buguggiate e Tre Valli). Come si affrontano? C’è più consapevolezza?
“Di certo presentarsi a questi appuntamenti con alle spalle un filotto di cinque vittorie consecutive ti porta ad avere la giusta fiducia per affrontare impegni di questo calibro. Ora ci conosciamo bene, in campo e fuori, e le prossime sfide saranno il giusto banco di prova per capire se abbiamo effettivamente trovato quella solidità di cui parlavamo prima. Approcceremo ogni match allo stesso modo, con la voglia di provare a vincere”.
Che idea ti sei fatto sul campionato? La scorsa giornata poteva essere un punto di svolta e, invece, le sconfitte di Valcuviana e Lonate hanno accorciato ulteriormente la classifica.
“Esatto, e ciò conferma quanto si è sempre detto: questo è un campionato estremamente equilibrato. Da metà classifica c’è una battaglia spietata per stare in alto e ogni passo falso rischia di essere pagato a caro prezzo. Non avendo mai fatto questa categoria, dico che è davvero complicata da gestire. Il nostro obiettivo? Facile dire che vogliamo vincere tutte le partite, ma i traguardi da raggiungere vanno modulati passo dopo passo: per adesso limitiamoci a fare bene ogni domenica mantenendoci sul nostro livello, poi capiremo dove possiamo arrivare”.
A livello personale, per l’appunto, è la prima volta che scendi in Seconda Categoria. Com’è maturata la scelta di lasciare Gavirate per sposare la causa del Caravate?
“Purtroppo lo scorso anno sono rimasto fermo tutta la stagione a causa della pubalgia e, inevitabilmente, avevo perso un po’ di fiducia anche in me stesso. Ho quindi deciso di venire a Caravate perché qui ho tanti amici, nonché un mister come Genovesi che ben conosco perché di fatto con lui sono cresciuto. Sicuramente è un campionato con ritmi più bassi, ma il divertimento non manca mai: mi sono reso conto che, in questa categoria più che mai, la vera differenza viene fatta dallo spogliatoio perché se il gruppo è forte si rischia anche di vincere (ride, ndr). Il mio obiettivo? Volevo tornare a giocare e l’ho fatto: ho ritrovato la fiducia di cui avevo bisogno e voglio solo continuare a dare il massimo”.
Posto che, come tu stesso hai detto in precedenza, questo è stato un anno di grandi cambiamenti per il Caravate, secondo te c’è la possibilità a lungo raggio di centrare il bersaglio grosso?
“Assolutamente sì, perché questa è una società seria e solida che crede fortemente in ciò che fa: tutti sono uniti e lavorano insieme con la stessa passione. Il gruppo c’è, la base costruita è solida e l’augurio condiviso è di fare qualcosa di importante; non è detto che sarà quest’anno, ma parlando di un progetto pluriennale si potrà arrivare in alto. Io ci credo”.
Per ora, però, immagino che il focus sia sul Bosto.
“Certamente. Stiamo preparando bene la partita perché sappiamo di affrontare una grande squadra cui piace giocare a calcio, soprattutto grazie al bel sintetico di Capolago; noi non siamo da meno e credo proprio che verrà fuori una bella partita”.
Matteo Carraro






























