Legnano Basket va incontro al turno di riposo con la testa piena di pensieri e di perplessità. Queste ultime, del resto, facilmente immaginabili. Perplessità che nascono dal rendimento decisamente altalenante che la formazione allenata da coach Paolo Piazza ha evidenziato nell’ultimo mese. Legnano Basket infatti accanto agli importanti successi conquistati in trasferta a Vicenza e Montecatini Gema, ha posizionato sconfitte sicuramente fuori pronostico a Piazza Armerina e in casa contro Lumezzane e Orzinuovi.

“Gli alti e bassi, in effetti clamorosi, che abbiamo evidenziato  nel mese di gennaio – dice Maurizio Basilico, general manager del team legnanese -, sono da mettere in relazione ad una sola causa: la condizioni fisiche critiche che stanno creando difficoltà a parecchi giocatori, alcuni dei quali, inutile girarci intorno, ricoprono un ruolo sicuramente determinante. In questo senso mi riferisco in particolare a Cizauskas, faro assoluto della nostra manovra offensiva, e a Scali, la pietra angolare sulla quale si sviluppa gran parte della nostra azione difensiva. I numeri di “Ciza”, alle prese con diversi acciacchi e una dolorosa fascite plantare che gli impedisce di allenarsi con apprezzabile continuità e spingere al 100%, nel mese di gennaio parlano chiaro: 4 gare giocate, solo 10 punti di media, ovvero il 50% della sua produzione abituale. Ma, oltre ai magri bottini, mancano alla squadra le sue giocate illuminanti, le azioni decisive nei possessi che contano e, nondimeno, gli assist di Vytenis dei quali fino al mese di dicembre avevano  abbondantemente beneficiato tutti i suoi compagni. Per quanto riguarda Scali giocatore che, lo sanno tutti, per la sua straordinaria capacità di difendere su quattro ruoli è giustamente considerato il nostro “Ministro della Difesa”, sta pagando una serie di problemi fisici che gli hanno tolto reattività fisica e il tremendo atletismo con cui incute soggezione a tutti gli avversari. A margine segnalo poi che anche altri ragazzi stanno vivendo un momento di appannamento che, ovviamente, si riverbera sul lavoro settimanale. Così, durante gli allenamenti, si continua a navigare a vista: quando il gruppo si allena bene e, per quanto possibile, al completo riesce a produrre risultati positivi. Diversamente, come successo in casa contro Lumezzane e Orzinuovi, non abbiamo nelle gambe e nella testa 40 minuti di intensità e, non a caso, in entrambe le gare abbiamo subito 27 punti nell’ultimo quarto perdendo al fotofinish”.

Analizzata la situazione, com’è il tuo “sguardo” sul campionato?
“Prima di tutto dico che stiamo assistendo ad un torneo che, se possibile, è di gran lunga più difficile, complicato e competitivo rispetto a quello dello scorso anno. A mio parere ci sono almeno 12 formazioni che possono legittimamente correre per entrare nei playoff. In un contesto del genere è davvero impossibile fare previsioni perchè, tanto per fare un esempio, finora ai primi due-tre posti della classifica si sono avvicendate almeno otto squadre. Tuttavia, seppur in una situazione del genere, il nostro obiettivo non è cambiato e il Legnano Basket ha tutte le carte in regola per puntare alla post-season. O per via diretta, ovvero chiudendo la stagione regolare tra le prime sei, oppure attraverso i play-in. Però, per tagliare questo traguardo che, ribadisco, è oggettivamente alla nostra portata avremo bisogno di un elemento indispensabile: la salute. La SAE Legnano infatti per sviluppare tutto il suo potenziale e per ritrovare il suo marchio di fabbrica, ossia la proverbiale difesa che ci caratterizza, deve stare bene ed essere al top della forma con tutti i suoi giocatori. Non uno di meno. Altrimenti – conclude in tono pragmatico il dirigente dei Knights -, sarà dura”.   

Massimo Turconi

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