Fin troppo facile stilare il podio della 25^ giornata di Serie D che, in netta antitesi con quello della scorsa settimana, frutta un bottino di sette punti per le varesotte impegnate tra il Girone A e il Girone B. Dalle stalle alle stelle per il Varese che in sette giorni passa dal dramma sportivo di Romentino al trionfo assoluto nei confronti della corazzata Vado: biancorossi bipolari, ma che quest’oggi si godono giustamente una prestazione di carattere che può e deve dare coraggio per il rush finale del campionato (oltre all’obiettivo playoff ci sono in ballo le riconferme per la prossima stagione).

La Castellanzese ha per lunghi tratti vissuto uno psicodramma con lo spauracchio di non battere il fanalino di coda Vogherese, ma ci ha pensato il Mago Chessa a togliere le castagne dal fuoco per un 1-0 che vale oro e ossigeno in classifica. Altro boccone amaro per la Varesina che può sì godersi il quinto risultato utile consecutivo, ma i quattro pareggi di fila non valgono una posizione che può far esultare: l’1-1 con il Pavia, ancora una volta, sa di occasione persa. Ora la Serie D si prenderà un turno di pausa in concomitanza dell’avvio della Viareggio Cup: il campionato tornerà protagonista domenica 15 marzo dopo due settimane di lavoro che saranno usate per riflettere su quanto costruito fin qui e come migliorare per raggiungere i rispettivi obiettivi.

1° posto – Varese

Dr. Jekyll e Mr. Hyde. Nel giro di sette giorni il Varese passa dall’abisso di Romentino alla vetta emotiva dell’Ossola, piegando 1-0 una corazzata costruita per vincere il campionato. Una squadra bipolare, sì, ma capace di prestazioni che alzano inevitabilmente il livello delle aspettative. Contro il Vado non ha vinto solo il risultato: ha vinto la mentalità. Primo tempo di personalità, ripresa di gestione e colpo al momento giusto con la punizione di Tentoni, dopo il palo di Palesi e una pressione costante. Nel finale assedio respinto con ordine, senza tremare. La reazione chiesta da Ciceri è arrivata: cambio di assetto, intensità, capacità di imbrigliare i punti di forza avversari. Il rammarico resta, perché se questo è il potenziale la classifica poteva raccontare altro. I social parlano di occasione sprecata, ma anche di miglior Varese stagionale. Ora serve continuità: l’Asti, squadra da prendere con le molle, dirà se questa è stata svolta o solo un lampo. Vietato tornare indietro.

2° posto – Castellanzese

Serviva vincere. Punto. La Castellanzese lo ha fatto, anche se nel modo più sofferto possibile. Per lunghi tratti padrona del campo contro la Vogherese ultima, tra occasioni create, un palo di Oleoni e due rigori reclamati. Poi il tempo che scorre, lo spettro del pareggio e la sensazione di un pomeriggio maledetto. A togliere le castagne dal fuoco ci ha pensato Chessa, nel recupero, trasformando una partita dominata in tre punti che valgono ossigeno puro. Non è stata una prova brillante sotto porta, ma è stata una prova di controllo e maturità. La strada verso la salvezza è ancora lunga, ma questo 1-0 pesa. E il derby con la Varesina alla ripresa può valere molto più di tre punti.

3° posto – Varesina

Altro pareggio, altra rimonta, altro rimpianto. L’1-1 di Pavia fotografa perfettamente la stagione della Varesina: squadra viva, orgogliosa, ma incapace di trasformare le reazioni in vittorie. Sotto alla prima vera occasione avversaria, le Fenici hanno avuto il merito di non scomporsi e di rientrare in partita con la sassata di Arcopinto, primo centro in rossoblù. Nella ripresa la squadra di Spilli cresce, concede poco, sfiora il sorpasso con Costantino e colpisce un palo clamoroso con Valisena. Segnali positivi, certo, ma la classifica resta scomoda: la Varesina resta drammaticamente al quartultimo posto in compagnia proprio del Pavia (seppur con una differenza reti nettamente a favore), a +5 sulla retrocessione diretta e dentro la forbice playout, almeno nei confronti del Breno (+5) visto che la Real Calepina (+9) ad oggi sarebbe salva. Non perdere è un passo avanti rispetto al passato, ma non basta. Il derby con la Castellanzese dovrà diventare slancio definitivo perché per salvarsi servono vittorie, non buone intenzioni.

Matteo Carraro

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