Il 3-1 sul Casbeno, successo tutt’altro che scontato alla luce dei rispettivi momenti di forma, ha avuto un peso specifico enorme nell’economia di classifica del Lonate Ceppino: per i ragazzi di Pescosta la vittoria mancava da sette giornate (quattro pareggi e tre sconfitte), trend che aveva di fatto arenato la squadra (a lungo considerata l’unica possibile concorrente alla corazzata Valcuviana) facendola precipitare a -12 dalla vetta (ora -9).

I tre punti di domenica, pertanto, hanno rappresentato una bella boccata d’ossigeno, nonché un bottino ad oggi sufficiente per riprendersi un piazzamento playoff; la corsa alla post-season è però più spietata che mai e nelle ultime cinque giornate servirà mantenere a livelli massimi l’asticella dell’attenzione. E ripartire proprio dall’ultimo successo.

“Dopo due mesi senza vittorie – conferma infatti Lorenzo Molteni, difensore classe ’01 che ha di fatto sempre indossato la maglia del Lonate – è stato importante tornare al successo: morale e fiducia sono indispensabili per rimanere nei playoff. Sapevamo sarebbe stata una sfida difficile perché il Casbeno era obbligato a vincere per salvarsi e arrivava da un ottimo momento di forma realizzativa, per cui siamo stati doppiamente bravi a contenere il loro attacco e a portarci a casa i tre punti”.

Chiaramente il vostro campionato resta di altissimo livello: come ti spieghi, però, quel filotto di sette partite senza successi?
“Nemmeno noi siamo riusciti a darci una risposta. Quello che posso dire è che le prestazioni, anche senza vittorie, ci sono sempre state: abbiamo pagato caro le tante occasioni sprecate e qualche disattenzione difensiva dovuta a cali di concentrazione, soprattutto nelle ultime gare in cui ci siamo fatti rimontare. In altre situazioni siamo partiti male e poi rincorrere diventa sempre complicato. Ad esempio, contro la Valcuviana, posto che parliamo di una squadra davvero forte, avevamo approcciato bene la sfida, ma i due gol subiti in rapida successione ci hanno tagliato le gambe e non siamo più riusciti a rientrare”.

A lungo siete stati punto a punto con la Valcuviana: c’è qualche rimpianto per aver “ceduto il passo”?
“Un po’ di rimpianto c’è, soprattutto per i punti lasciati per strada. Guardando alle prestazioni avremmo meritato qualcosa in più, ma quando non concretizzi è normale pagare e poi restano i rimpianti. Tuttavia, parlare di “se” e di “ma” serve a poco: il nostro campionato non finisce qui e siamo concentrati sul nostro obiettivo”.

Finale di stagione intenso: tante squadre in lotta per i playoff e subito due scontri dirett contro Caravate e Eagles Caronno.
“Siamo tutti lì, è una bagarre continua. Saranno tutte partite difficili, sia contro chi lotta per i playoff come noi sia contro chi deve salvarsi. Ce la giochiamo con chiunque, ma sappiamo bene le insidie che nascondono certe gare: per esempio con la Malnatese abbiamo sempre fatto fatica. Affrontare squadre di media-bassa classifica in questo periodo sarà tutt’altro che semplice”.

Ti aspettavi un campionato del genere?
“Per come eravamo partiti, sinceramente no. Se a inizio stagione ci avessero detto che a cinque giornate dalla fine saremmo stati lì a giocarci i playoff, avremmo firmato subito. L’obiettivo era una salvezza tranquilla, poi partita dopo partita abbiamo dimostrato di potercela giocare con tutti. Un campionato così combattuto, soprattutto nel girone d’andata, non me l’aspettavo. La Valcuviana aveva fatto uno strappo importante, anche se la sconfitta col Bosto ha riaperto un po’ i giochi: resta comunque la favorita”.

A livello personale che stagione stai vivendo?
“Mi sento molto bene, soprattutto perché avverto grande fiducia da parte del mister e dei compagni, cosa che c’era sempre stata ma mai a livelli del genere. Quest’anno poi ho cambiato ruolo: prima facevo il terzino o l’esterno di centrocampo, mentre ora da mezzala mi trovo decisamente meglio. Anche i numeri lo dimostrano: tre gol e tre assist, non mi era mai capitato. Non è una posizione nuova in assoluto, ma abbiamo fatto questa scelta anche perché in squadra c’è una sovrabbondanza di terzini”.

Sei a Lonate da sempre: come hai vissuto i cambiamenti della scorsa estate?
“Ho sempre giocato qui, è la squadra del mio paese, a parte un anno di Juniores a Tradate perché a Lonate non c’era l’U19. Rispetto all’anno scorso sono cambiate tante cose: girone diverso e diversi volti nuovi. Nella passata stagione avevamo fatto più fatica a salvarci, mentre quest’anno siamo qui a giocarci i playoff. Credo che il rinnovamento del gruppo abbia portato entusiasmo e nuovi stimoli”.

Obiettivo per il finale di stagione?
“Ragioniamo partita per partita, come abbiamo sempre fatto. Le vittorie aiutano tanto e alzano il morale: essere stati a lungo a pari con la Valcuviana è stato qualcosa di importante. Poi abbiamo attraversato un momento negativo che ora vogliamo lasciarci alle spalle. Guardiamo avanti senza fare troppi voli pindarici, ma con tanta voglia di fare bene fino alla fine”.

Matteo Carraro

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