
Con il derby andato in scena ieri pomeriggio nel posticipo del 27° turno del Girone B si è chiusa una “giornata lunga” di Serie D che ha visto protagoniste perlopiù in positivo le varesotte. Bilancio chiaramente agevolato dall’incrocio proprio tra Varesina e Castellanzese: il 2-2 finale è un “risultato specchio” nel senso che lascia in eredità ad entrambe aspetti positivi e negativi.
Domenica, invece, è sceso regolarmente in campo il Varese che è riuscito a rompere il tabù di Asti, ottenendo una vittoria di misura (1-0), ma dal grande peso specifico, su un campo mai sbancato prima d’ora. In questo caso, per quanto non manchino elementi su cui lavorare, sono le note positive a prevalere.
Andiamo quindi a comporre il nostro tardivo podio varesotto della 27^ giornata.
1° posto – Varese
Come già ribadito, con buona pace della classifica e dei giudizi aprioristici, il Varese aveva più di qualche motivo per temere una trasferta del genere: non solo ad Asti non aveva mai vinto, ma giocava contro una squadra in lotta per la salvezza (e l’ultima volta, contro la NovaRomentin, non era andata benissimo). Invece, lo scacchiere tattico disegnato da Ciceri ha messo in croce fin dal principio la squadra di Buglio, costretto a correre ai ripari già nel primo tempo per evitare il collasso. Certo, un discorso del genere sembrerebbe un’iperbole considerando il gap minimo (gol pesantissimo quello firmato da Sovogui), ma l’equazione non tiene conto dell’infinita quantità di gol divorati dai biancorossi.
E qui sta l’inghippo. Perché da troppo tempo il Varese si trascina una preoccupante sterilità offensiva che vanifica la gran produzione; certo, avere tante chance di segnare è di gran lunga preferibile al non costruire, ma il pallone va buttato dentro. Anche perché è inevitabile, poi, andare in apprensione nel finale: l’Asti non ha mai realmente impensierito la retroguardia bosina, ma Taina ha comunque dovuto mettere le mani (e la faccia) su un successo mai in discussione. Dopo due 1-0 consecutivi (bene la fase difensiva, meno bene l’attacco) il Varese è ora pronto al test Gozzano: l’ammazza-grandi si presenterà con le premesse di sempre (Lunardon si esalta come non mai nei big match), ma i biancorossi non possono rallentare la propria corsa. Se è vero che il terzo posto dista solo tre punti, è altrettanto vero che l’attuale sesta piazza collocherebbeora il Varese fuori dalla zona playoff e continuare a vincere è l’unico modo per entrarci.
2° posto – Castellanzese
Il pareggio nel derby ha fruttato un punto ad entrambe, ma il peso specifico del 2-2 di Venegono ha valenza decisamente superiore per la Castellanzese, soprattutto per il modo in cui è arrivato: all’ultimo respiro. Il fatto di aver recuperato una partita del genere, contro un avversario costretto a vincere per salvarsi, dimostra la caparbietà dei neroverdi di Del Prato (che, al tempo stesso, non si è detto pienamente soddisfatto della prestazione). Il punto, però, ha una valenza enorme perché permette ai neroverdi di restare a +11 su Varesina e Pavia tenendosi così fuori dalla forbice playout; e la prossima trasferta proprio nel pavese contro i biancoblu avrà altrettanto valore (anche, di riflesso, per la Varesina).
La partita di ieri ha messo in luce gli aspetti positivi e negativi della squadra di Del Prato. Ad un inizio sprint (premiato dal gol di Guerrisi) la Castellanzese ha provato a continuare ad alimentare la pressione offensiva, ma proprio da errori banali in costruzione (e di lettura) sono emersi i presupposti che hanno portato la Varesina prima a sfiorare il gol, poi a pareggiare e, infine, a firmare la rete del sorpasso. Pur abbassando i ritmi e riducendo la propria pericolosità, però, la Castellanzese è rimasta in partita andandosi a prendere un pari prezioso allo scadere.
3° posto – Varesina
Di riflesso, in casa Varesina non può che esserci amarezza. Spilli parla di “paura di vincere” e considerando il numero delle occasioni in cui le Fenici si sono fatte rimontare (o hanno addirittura perso) dopo il 90’ è difficile dargli torto. Aver riconosciuto i sintomi non implica però l’aver trovato la cura alla malattia: e questa Varesina deve prendere al più presto la medicina giusta per evitare una retrocessione che sarebbe drammatica (ad oggi, a parità di classifica, bisognerebbe giocare uno spareggio salvezza contro il Pavia per conquistare un posto ai playout in casa del Breno).
A differenza di Del Prato, però, il tecnico rossoblù si gode la prestazione dei suoi giocatori (soprattutto considerando le assenze e gli acciacchi). Effettivamente la Varesina non si è sciolta all’immediato vantaggio ospite e, assorbiti i successivi tentativi neroverdi, ha alzato ritmo e baricentro forzando gli errori ospiti per rimettersi ampiamente in carreggiata. Sul 2-1, però, ecco i soliti fantasmi: partita da chiudere che non viene chiusa (e le occasioni ci sono state) ed ennesimo gol subito a tempo scaduto. Con sette giornate ancora da vivere, a -11 dalla quota salvezza, di per sé ci sarebbe ancora il margine per recuperare, ma procedendo a così piccoli passi (quinto pareggio consecutivo, se non altro il sesto risultato utile di fila) diventa difficile farlo. Domenica prossima trasferta sul campo della Casatese Merate, attualmente in lotta per i playoff: la Varesina ha dimostrato di trovarsi più a suo agio contro le big e la prossima sfida dovrà dimostrarlo.
Matteo Carraro

































