Si è conclusa questo weekend la prima serie di appuntamenti del progetto “Oltre il Muro – Arrampicata inclusiva in Lombardia“. Questo progetto è nato con l’intento di promuovere l‘arrampicata sportiva come strumento educativo, terapeutico e sociale rivolto a persone con disabilità visive e motorie, per migliorare le competenze motorie, la gestione emotiva e per aumentare le capacità collaborative. Al tempo stesso si è sviluppato con il desiderio di diffondere una nuova visione della disabilità, centrata sulle potenzialità e non sui limiti.

Il terzo e ultimo Open day si è svolto a Mozzate, presso la palestra Lezard, ed ha confermato il feedback ricevuto nei due appuntamenti precedenti, a Milano e Legnano. Questo tipo di attività non solo incuriosisce e avvicina le persone con diversabilità al mondo sportivo dell’arrampicata, ma si delinea come un evento quasi “necessario”. Nasce in seguito ad un’intuizione, ma va a rispondere concretamente ad esigenze mai troppo soddisfatte, generando un risultato di entusiasmo, desiderio di replicare l’esperienza e necessità di creare un circuito, una rete regionale che risponda a questa richiesta in modo sempre più frequente e diffuso.

Il progetto infatti non si esaurisce dopo i primi 3 appuntamenti, ma si ripromette di fungere da capofila di una serie di eventi sempre più inclusivi, fornendo un supporto umano, in termini di tecnici qualificati, e logistico, in termini di strutture adeguatamente attrezzate per far fronte alle esigenze di sicurezza e di adattabilità richieste.

“È stata la conclusione di un magnifico progetto – dice il referente Giovanni Piras -, che ha portato sul territorio importanti punti di riferimento per l’arrampicata adattativa. Il sostegno della Federazione Arrampicata Sportiva Italiana ci ha permesso di concretizzare questo primo passo verso lo sport per tutti. Un ringraziamento va ai tecnici che, con dedizione e impegno, hanno partecipato a questo progetto, e soprattutto alle strutture che hanno creduto in noi e hanno messo a disposizione i loro spazi. Questo non è un punto di arrivo, ma l’inizio di una serie di bellissimi progetti e iniziative che possono dare un reale valore inclusivo a questo sport.”

“Oltre il Muro – Arrampicata inclusiva in Lombardia” è nato con l’obiettivo di utilizzare lo sport come mezzo per potenziare l’autonomia, la fiducia in sé stessi e la piena partecipazione alla vita comunitaria. Prevedeva infatti la formazione di istruttori e operatori specializzati in arrampicata adattata, al fine di consolidare competenze sul territorio e rendere il modello replicabile in altre regioni italiane, contribuendo alla costruzione di una società più aperta, solidale e inclusiva.

L’idea di creare una rete stabile di partenariato tra enti pubblici, federazioni sportive, Università, associazioni e sponsor privati mira a costruire un modello organizzativo sostenibile, garantendo la continuità delle attività nel tempo, e facendo della Lombardia un punto di riferimento nazionale per l’arrampicata inclusiva e per la promozione di uno sport educativo, terapeutico e socialmente innovativo. Per il futuro si sta già pensando concretamente all’organizzazione di nuovi appuntamenti che coinvolgeranno altri impianti e altri territori, al fine di stimolare attivamente tutta la regione, creando un vero e proprio circuito virtuoso di inclusione e sano divertimento per adulti e bambini diversamente abili intenzionati a scoprire il mondo dell’arrampicata adattiva.

Redazione

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