
Il pareggio interno contro il Gozzano lascia al Varese la solita fastidiosa sensazione difficile (o forse fin troppo facile) da decifrare, sospesa tra la consapevolezza dei propri mezzi e il rammarico per un’occasione sprecata (l’ennesima). Un punto che muove la classifica, ma che non basta per compiere quel salto necessario ad agganciare con decisione la zona playoff. Ancora una volta, infatti, i biancorossi hanno mostrato il loro doppio volto: squadra viva, capace di reagire e costruire gioco, ma allo stesso tempo inspiegabilmente fragile in alcuni frangenti di gioco.
La partita del “Franco Ossola” è, in questo senso, emblematica. Il Varese va sotto a freddo, reagisce con personalità, ribalta il risultato nella ripresa e poi si fa riprendere quasi immediatamente. Una sequenza che racconta molto più di quanto dica il 2-2 finale: le difficoltà non stanno tanto nella produzione offensiva o nell’atteggiamento, quanto nella famosa gestione dei dettagli. E in un campionato equilibrato come questo, sono proprio i dettagli a fare la differenza.
Sul piano del gioco, la squadra di Ciceri continua a dare segnali incoraggianti. La manovra è fluida, le soluzioni non mancano e la capacità di creare occasioni resta uno dei punti di forza. Anche contro il Gozzano, soprattutto nella ripresa, il Varese ha alzato ritmo e pressione, costringendo gli avversari nella propria metà campo. Tuttavia, la quantità di occasioni prodotte non si traduce con la necessaria continuità in gol, confermando un limite che accompagna i biancorossi ormai da diverse settimane. Allo stesso modo, la fase difensiva continua a pagare errori che pesano più del dovuto. Non si tratta di un problema strutturale, ma di disattenzioni che si ripetono costantemente (con l’eccezione delle precedenti due partite) e che finiscono per compromettere quanto di buono costruito. Subire gol a difesa schierata, in momenti così delicati della gara, è un segnale che va oltre il singolo episodio e chiama in causa concentrazione e gestione emotiva.
La classifica, ad ogni modo, resta corta e tiene aperti tutti i discorsi. Il Varese è ancora pienamente in corsa per i playoff, a -2 dal tandem Chisola-Sestri Levante e a -3 dal terzo posto oggi occupato dalla Biellese, ma non può più permettersi passi falsi se vuole rientrare stabilmente tra le prime cinque. Per farlo ci sono ancora sei partite: Sanremese, Valenzana Mado, Celle Varazze, Derthona, Saluzzo e Lavagnese. Nel girone d’andata arrivarono 14 punti che servirono a riscattare un periodo nerissimo: ad oggi, il finale di stagione si profila anche come un banco di prova per la prossima stagione perché il potenziale c’è, ma va convertito in risultati e continuità (il Varese può bissare, e migliorare, il cammino d’andata). In altre parole, serve compiere quel passo in avanti che finora è sempre rimasto a metà nei momenti decisivi. A cominciare da Sanremo. Contrariamente a quanto preventivato (c’era al vaglio l’ipotesi di anticipare a sabato), il Varese scenderà regolarmente in campo al Comunale domenica 29 marzo alle ore 14.30; giovedì 2 aprile, invece, appuntamento al “Franco Ossola” per la sfida alla Valenzana Mado.
A referto
Guerini è stato l’unico ammonito contro il Gozzano (e sale a quota sei in stagione), ragion per cui il Varese a Sanremo non avrà pendenze giuridiche a suo carico. La Sanremese, invece, non potrà schierare Arensi Rota, squalificato due giornate “Per avere, a gioco in svolgimento, colpito un calciatore avversario con una gomitata al volto“.
NOTIFICHE BIANCOROSSE
– Sette ammonizioni: Malinverno
– Sei ammonizioni: Guerini, Palesi
– Cinque ammonizioni: Bruzzone
– SQUALIFICA (cinque ammonizioni): /
– In diffida (quattro ammonizioni): Bertoni, De Ponti, Tentoni
– Tre ammonizioni: Marangon, Romero
– Due ammonizioni: Agnelli, Sovogui, Qeros, Ciceri (allenatore)
– Una ammonizione: Barzotti, Berbenni, Bianchi, Bugli, Cogliati, Fabris
Matteo Carraro


























