Ogni fine rappresenta un nuovo inizio. Dogma senz’altro di natura filosofica che mal si sposa con l’amarezza per una retrocessione, ma che il Cittiglio ha subito fatto suo: se è vero che la sconfitta casalinga 1-3 contro la Malnatese ha messo la parola fine alle speranze di difendere la categoria, è altrettanto vero che lo sguardo della società grigioblù è già orientato al prossimo campionato con l’intenzione di tornare in fretta in Seconda. Con un background più solido e idee ben diverse.

Parola del presidente Alessio Gardoni che, da uomo di campo senza peli sulla linga, sa bene come prendere un verdetto del genere: “Dispiace per i ragazzi perché ci hanno creduto fino alla fine. E avrebbero meritato di salvarsi. Detto ciò, sono rimasto disgustato a livelli massimi da quello che è stato il discorso arbitrale in questa stagione: ho visto cose davvero assurde, siamo stati arbitrati quattro volte dallo stesso direttore di gara che è riuscito a fischiarci quattro rigori contro, e circostanze negative che, insieme ai nostri ovvi demeriti, hanno portato ad un esito davvero amaro. Ma noi siamo il Cittiglio e non ci faremo certo abbattere”.

Mi pare di capire che il focus sia già rivolto alla prossima stagione.
“Assolutamente sì: la maggior parte dei ragazzi più giovani rimarranno, mentre sarà da capire la scelta dei più esperti perché, legittimamente, potrebbero voler restare in categoria. Di certo, la nostra idea è già chiara: vogliamo impostare una squadra con l’idea di risalire subito in Seconda. Parlo al plurale perché io e Vincenzo Elia ci definiamo “i due presidenti”: nel nostro corso quadriennale siamo riusciti a ripotare il Cittiglio in una categoria che mancava da 43 anni e, ora più che mai, vogliamo fare le cose fatte bene. L’obiettivo è quello di ripartire alla grande”.

Resta, però, il rammarico di non aver corretto prima il tiro? Il Cittiglio delle ultime giornate è apparso ben diverso rispetto a quello visto in precedenza.
“Sì, diciamo che da un certo punto di vista abbiamo ricalcato la scorsa stagione quando raggiungemmo i playoff con una rimonta eccezionale nel girone di ritorno. Più che aver aggiustato il tiro, però, parlerei di coincidenze e situazioni negative che hanno condizionato la nostra andata: spesso e volentieri, tra infortuni e squalifiche, ci siamo trovati senza giocatori e, da neopromossi, non è mai facile gestire impatti del genere. Basti pensare al post-Lonate…”.

Per l’appunto, nel corso della stagione ci sono stati anche episodi extra-campo che vi hanno condizionato. Anche da questo punto di vista, però, vi siete impegnati nel dimostrare che il Cittiglio è ben altro.
“Assolutamente. Come già ribadito, fin dall’immediato post-partita contro il Lonate ci siamo mossi in prima persona per distendere la tensione che si era inutilmente creata; purtroppo, però, la Sezione AIA di Busto ha rifiutato il nostro invito di ospitare a cena l’arbitro e la famiglia. Fin da allora, però, abbiamo fortemente voluto dimostrare e far capire chi siamo, ovvero una società e un ambiente all’opposto di quelli descritti. Domenica, tra l’altro, affronteremo proprio il Lonate: andremo là a giocarcela in tranquillità, con un paio di assenze pesanti. Del resto, ci siamo abituati…”.

Percepisco un pizzico di sarcasmo.
“Non voglio riaprire il discorso precedente, ma il messaggio è quello. Non è che siccome il Cittiglio è una neopromossa allora deve accettare tutto. E se anche uno come Cammareri si è lasciato andare a dei commenti nella scorsa giornata un motivo c’è; a proposito di Gaspare, questa è stata la sua ultima stagione da giocatore, ma di certo non se ne andrà da Cittiglio perché avrà un ruolo dirigenziale. Diciamo che forse se avessimo fatto i chierichetti non saremmo retrocessi (sorride, ndr): vedere certe robe ti fa davvero passare la voglia di investire tempo e soldi, ma alla fine io sono un uomo di calcio. Questo sport continuerà a far parte della mia vita e io non me ne vado: resto qui”.

Al netto di tutto, in attesa di chiudere il campionato, possiamo dire che in casa Cittiglio c’è tanto ottimismo per il futuro?
“Direi proprio di sì. Domenica scorsa dopo la retrocessione matematica ci siamo trovati tutti insieme al chioschetto per una bevutina, due chiacchiere e quattro risate: vogliamo proseguire su questa squadra e rilanciare subito il progetto con ancora più ambizione. Torneremo in Seconda Categoria con la voglia di essere protagonisti”.

Matteo Carraro

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