Domenica 18 gennaio le porte del ComunaleC. De Giovanangeloresteranno chiuse in occasione di Cittiglio-Eagles Caronno: amara eredità di quanto avvenuto lo scorso 14 dicembre contro il Lonate Ceppino, quando il direttore di gara sospese la sfida al 62’ sul punteggio di 1-5 in virtù degli insulti ricevuti dai sostenitori grigioblu. Al ricorso cittigliese ha fatto seguito il contro-ricorso del Lonate e il Giudice Sportivo, basandosi anche su quanto riportato nel referto arbitrale, ha omologato il risultato di campo infliggendo al Cittiglio una partita a porte chiuse. Che, per l’appunto, sarà scontata proprio domenica.

Il presidente Alessio Gardoni aveva già avuto modo di raccontare la sua versione dei fatti, ma a dar man forte ci pensa l’Assessore del Comune di Cittiglio Giovanni D’Angelo che alza la voce non tanto per i fatti di campo, quanto per le conseguenze mediatiche delle ultime settimane: “Dopo quella partita sembra che Cittiglio sia il Far West. Io da Assessore mi occupo della struttura, ma sono soprattutto un tifoso di questa squadra e sinceramente non mi ha fatto piacere constatare ciò che viene detto sul nostro conto: comunicati, social e pensieri di altre squadre ci stanno facendo passare per ciò che non siamo”.

D’Angelo rivive in particolar modo i giorni seguenti al match: “Il ricorso del Cittiglio, più che con l’intento di rigiocare la partita, è stato un atto dovuto per mettere in chiaro determinate cose e, a tal proposito, sono rimasto scottato dal contro-ricorso del Lonate nel quale sono state scritte parecchie inesattezze. In primis, è assolutamente falso che la panchina del Cittiglio abbia creato fin dal principio un clima di nervosismo ma, soprattutto, è indecoroso sostenere che la società di casa non abbia fatto nulla per calmare gli animi. Io stesso, in qualità di Assessore, ho cercato il papà dell’arbitro portandolo nello spogliatoio per aiutarlo a calmarsi e insieme ad Alessio ed Elia Vincenzo abbiamo fatto il possibile affinché si riprendesse il match. Oltretutto, sia tra di noi che tra le file del Lonate si respirava parecchia tranquillità: abbiamo parlato anche con i tifosi e la situazione era assolutamente nella norma. Tutti noi eravamo favorevoli alla ripresa della partita”.

Il giovanissimo arbitro (forse non ancora pronto per un palcoscenico come la Seconda Categoria, per di più in una piazza vivace come quella di Cittiglio) dopo aver sospeso la sfida non se l’è sentita di riprendere. “Le giornate storte capitano agli arbitri così come ai giocatorisentenzia D’Angeloe per mia natura mai mi scaglierò contro un direttore di gara; anzi, stimo tantissimo la loro professione. Sicuramente ha commesso degli errori, è andato in tilt e, evitiamo di fare i moralisti, qualche parola grossa dalla tribuna è volata: non giustifico gli insulti ma, dopo un rigore inesistente giudicato dubbio anche dagli avversari e un gol palesemente irregolare nato da una rimessa a nostro favore – peraltro con un giocatore a terra – battuta improvvisamente dal Lonate, è comprensibile che qualche tifoso si sia lasciato andare. Da qui alla sospensione, però, ce ne passa. Spiace vedere ragazzini gettati allo sbaraglio senza esperienza: è deleterio in primis per loro stessi. Ovviamente questa è una mia considerazione, non certo una giustificazione per quella sconfitta o, più in generale, per un anno in cui tutto sta andando storto”.

L’Assessore sottolinea poi un altro aspetto: “Un paio di giorni dopo la partita ho deciso di contattare l’AIA di Gallarate per invitare a cena il ragazzo e suo padre insieme anche al presidente Gardoni. Nessun secondo fine: il referto era già stato scritto, il ricorso anche, e l’unico intento era quello di stemperare la situazione e testimoniare la nostra vicinanza al giovane arbitro. La possibilità ci è stata negata: il rifiuto ci ha ferito, non so neanche se l’invito sia arrivato al ragazzo”.

Gesto nato dall’intento di ribadire la bontà e la buona fede dell’ambiente cittigliese, forte di una tifoseria senz’altro focosa e passionale (ben venga, a maggior ragione per categorie come la Seconda) ma, come ribadito proprio da D’Angelo, mai oltre le righe: “La nostra è una tifoseria storica che, consapevole delle proprie radici, si è premurata di allontanare in fretta un gruppo di “monelli” più giovani. Tifo e passione sono valori intrinseci di questi colori e meritano rispetto: quella partita non era da sospendere, non accuso certo il ragazzo, ma serve più attenzione”.

Ultimo, ma non meno importante, l’Assessore Giovanni D’Angelo rivolge un pensiero alla squadra: “Nonostante stia andando tutto male in quella che si sta rivelando una stagione maledetta, voglio ringraziare con forza società e ragazzi: sarebbe stato facile mollare tutto e andarsene; invece, sono rimasti impegnandosi al massimo e sudando la maglia ogni domenica. Questo, per noi cittigliesi, vale più di tutto”.

Matteo Carraro
Foto d’archivio

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