
Dopo più di un mese di astinenza, il Varese torna a vincere e l’1-0 sul Derthona ha un valore doppio perché riapre le porte playoff ai biancorossi che, grazie ai tre punti di ieri, scavalcano al quinto posto un Chisola sempre più in crisi. “Peccato che poi, nel concreto, i playoff non servano assolutamente a nulla”: il commento di Pietro Monetti, però, restituisce subito il sentiment generale della tifoseria biancorossa. Tifoseria che, a differenza di una settimana fa, resta abbastanza tiepida.
È una situazione paradossale che trova comunque una spiegazione facilmente intuibile: l’assunto di partenza è che il Varese deve sempre vincere e quando ciò non accada è inevitabile che si generino a profusione ira e malcontento. Oltretutto se anche l’obiettivo minimo del quinto posto rischia di sfuggire. Di riflesso, però, una piazza come Varese non si accontenterà mai del “premio di consolazione” offerto dall’attuale post-season della Serie D, soprattutto perché la garanzia del salto di categoria è quanto di più lontano possa esistere dalla promozione.
Una situazione d’impasse che ruota tra la volontà di giocare i playoff anche solo per una questione d’orgoglio e l’auspicio di non giocarli per evitare illusioni. Nel mezzo, in ogni caso, non può mancare la soddisfazione nel vedere la propria squadra vincere. Poco importa come: è tornato l’uomo-gol Tentoni, si è rivisto un Bugli decisivo, ma soprattutto non è mancato l’atteggiamento giusto che piace ai tifosi ancor più del risultato.
Antonio Milano lo sottolinea: “Un bel primo tempo dei nostri, nel secondo caldo e stanchezza hanno penalizzato il bel gioco, ma non l’impegno che alla fine è tutto quello che il tifoso chiede”. Il successo sul Derthona acquisisce importanza anche alla luce delle tante defezioni e, ribadendo il concetto, Enrico Bellorini aggiunge: “Praticamente senza panchina, finalmente interrotta la serie senza vittorie. Bene così. In campo si va per vincere, se no che ci si va a fare?”.
A due giornate dal termine della stagione il Varese sarebbe ai playoff. Contentino? Assolutamente. E, come sempre in questi casi, a qualcuno va bene così, mentre qualcun altro non riuscirà mai ad accettarlo. Sta di fatto che la squadra, pur continuando a palesare i suoi limiti, ha dimostrato la voglia di proseguire un percorso di crescita che dovrà essere portato avanti con l’augurio, un domani (si spera presto), di arrivare a questo punto della stagione con ben altri obiettivi. Per oggi, però, focus su Saluzzo e Lavagnese. Perché il contentino aiuta a indorare una pillola che, viceversa, sarebbe ancor più amara.
Matteo Carraro
























