Mai sconfitta fu più dolce. Al netto del rammarico per il ko casalingo contro la Jeraghese subito nell’ultima giornata del Girone Z di Seconda Categoria, la concomitanza di risultati favorevoli dagli altri campi ha permesso al CAS Sacconago di festeggiare la matematica salvezza evitando l’impiccio dei playout.

Permanenza in categoria sudata fin dal principio con la società che ha dovuto attuare delle correzioni in corsa ma, da settembre ad oggi, non è mai mancato il contributo di Dylan Sottoriva. L’attaccante classe ’95 ha rubato la scena con 14 reti (cui si aggiungono le due in Coppa Lombardia) dando un significativo apporto alla causa biancoblu, andando a bersaglio in partite poi risultate fondamentali per la salvezza.

“È stata una stagione di alti e bassi – conferma Sottoriva -, forse più bassi che alti, ma alla fine abbiamo portato a casa il nostro obiettivo, ed è questo l’importante. Sicuramente speravamo in qualcosa di più, ma la al tempo stesso sapevamo che le difficoltà ci sarebbero state: squadra quasi completamente nuova, rosa giovane e esperienza da costruire sul campo. Purtroppo abbiamo pagato questi aspetti, ma ne siamo venuti fuori”.

Il momento più delicato è senza dubbio stato l’avvicendamento in panchina da Castiglioni a Canestrale: come l’avete vissuto?
“Io sono arrivato al CAS in primis perché la società aveva dimostrato di volermi fortemente, ma soprattutto perché conoscevo bene mister Castiglioni. Poi, si sa, ogni stagione è a sé e la società ha optato per il cambio in panchina: personalmente mi sono trovato benissimo con mister Canestrale e, con il passare dei mesi, siamo riusciti a costruire la nostra salvezza. Sicuramente, mettendomi nei panni di un allenatore, chiunque avrebbe avuto queste difficoltà: in questa squadra ci sono tanti ragazzi giovani che vanno seguiti attentamente, per molti era il primo anno, ed è normale che alcuni ci mettano un pochino di più ad emergere. Noi più “esperti” abbiamo provato a dare il nostro contributo e alla fine siamo arrivati al traguardo tutti insieme”.

Si parlava di aspettative: lecito chiederti se vi aspettavate qualcosa di più.
“Premesso che, rispetto ad altri campionati di Seconda Categoria, il Girone Z di quest’anno aveva un livello molto più alto, l’obiettivo era quello di arrivare quanto prima ad una salvezza tranquilla. Personalmente non mi aspettavo di arrivare a farlo all’ultima giornata, anche se in cuor mio ho sempre saputo che questa squadra non sarebbe retrocessa. Cosa è mancato? Torno a parlare di esperienza: spesso siamo andati in vantaggio, ma sistematicamente venivamo ripresi e, nel momento in cui subivamo gol, si spegneva la luce. Giri a vuoto del genere ci stanno, fanno parte del processo di crescita, ma in parecchie occasioni li abbiamo pagati a caro prezzo. Anche negli scontri diretti ci è mancato qualcosa, il che è paradossale se consideriamo che abbiamo battuto sia Samarate che Cistellum: ovvio che sul lungo periodo i valori vengano fuori, e loro avevano elementi di esperienza e malizia che hanno fatto la differenza nel corso della stagione, ma quelle partite dimostrano il nostro valore. Purtroppo siamo mancati nelle partite contro le dirette contendenti”.

Nello specifico, tra i tanti gol fatti, hai segnato sia contro Samarate che Cistellum contribuendo alle due vittorie. Sei soddisfatto della tua stagione?
“Sono molto contento, inutile negarlo, perché ho comunque segnato 16 gol complessivi. Al tempo stesso, però, so che si può sempre migliorare e non bisogna mai adagiarsi: nelle ultime stagioni avevo perso un po’ di continuità a livello realizzativo, ma qui ho trovato l’ambiente giusto per rendere al meglio e il merito è di squadra e società che mi hanno dato fiducia fin dal principio”.

E adesso?
“È ancora presto per decidere. Posso dire che nelle ultime stagioni, magari non facendo benissimo, ho sempre ricevuto chiamate anche da categorie superiori, ragion per cui sono anche curioso di vedere cosa accadrà. Prima di tutto, però, precedenza al CAS. Parlerò con la società anche per capire quali potranno essere le intenzioni sulla prossima stagione perché la voglia di poter competere a certi livelli non manca: ho dimostrato di poter far bene e sono pronto a mettermi in gioco per obiettivi più ambiziosi”.

Matteo Carraro

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