
Nel mondo della mountain bike giovanile, il confine tra talento e opportunità è spesso sottile. E a volte passa da una trasferta, da un furgone carico di bici, da una maglia preparata a mano e soprattutto da una rete di famiglie che decide di non lasciare indietro nessuno. È da questa idea che nasce un progetto straordinario, costruito dal basso e guidato da un gruppo di mamme e famiglie che hanno scelto di fare squadra per portare otto giovani atleti italiani agli Europei Giovanili MTB 2026, in programma dal 22 al 26 luglio in Romania.
Un sogno sportivo importante, ma anche una sfida concreta. Perché il problema, questa volta, non è il livello degli atleti. Tutt’altro. Stiamo parlando infatti di un gruppo che si presenta all’appuntamento internazionale con numeri che parlano da soli: campioni italiani, titoli europei, convocazioni in azzurro e piazzamenti costanti ai vertici nazionali. Un vivaio d’élite che rappresenta il meglio del movimento giovanile MTB italiano.
Eppure, proprio l’Italia è uno dei pochi Paesi a non organizzare una spedizione federale strutturata per questa competizione, lasciando alle società (e in molti casi direttamente alle famiglie) il peso dell’intera trasferta. Un costo complessivo che, tra voli, logistica, trasporto bici, hotel e iscrizioni gara, raggiunge circa 9.500 euro. Una cifra che rischia di trasformare un’occasione sportiva in un ostacolo insormontabile.
Da qui l’idea: costruire una raccolta fondi condivisa per permettere a questi ragazzi di vivere un’esperienza che va oltre la gara (CLICCA QUI). Un progetto che non si limita a “mandare atleti a correre”, ma che vuole garantire loro un percorso completo, compreso anche il test del tracciato nei giorni precedenti alla competizione. Gli otto protagonisti di questa avventura arrivano da realtà diverse, ma condividono lo stesso livello di eccellenza: tra loro campioni italiani e un campione europeo, oltre a diversi atleti stabilmente nelle posizioni di vertice del ranking nazionale. Un gruppo che verrà suddiviso in tre team (al terzo si dovrà aggiungere un altro atleta), pronti a rappresentare l’Italia nella staffetta e nelle prove individuali.
TEAM 1
Davide Quattrone (Rostese)
Caterina Prataviera (Carbonhubo)
Michel Carreri (Orange Bike Team)
TEAM 2
Leonardo Prataviera (Carbonhubo)
Giorgia Vottero (Rostese)
Giovanni Dalben (Riverosse)
TEAM 3
Pietro Zanfardin (Carbonhubo)
Aurora Strippoli (Carbonhubo)
Alle spalle del progetto c’è un lavoro organizzativo importante che coinvolge più società, tra cui il Team Carbonhubo, e realtà sportive come Orange Bike Team e Rostese, in un intreccio di collaborazioni che racconta bene lo spirito di questa iniziativa: fare rete per non lasciare nessuno fermo al via. In tal senso, motore inesauribile è il presidente del team bresciano Paolo Novaglio, fondamentale con il suo supporto logistico visto che, esattamente come avvenuto lo scorso anno in Svezia, sarà lui a partire con il proprio furgone per accompagnare la spedizione e trasportare tutte le biciclette. Un gesto concreto che sottolinea ancora una volta quanto, in questo sport, la passione spesso colmi i vuoti lasciati dalle risorse.
Accanto agli atleti, anche le famiglie stanno facendo la loro parte con un impegno totale, tra organizzazione, raccolta fondi e gestione del progetto. L’obiettivo non è solo arrivare in Romania, ma farlo insieme, dando a questi ragazzi un’esperienza che resti nel tempo, dentro e fuori dalla gara. Perché nel ciclismo giovanile, dove i costi sono alti e le certezze poche, spesso la differenza la fanno proprio le persone che decidono di crederci.
Chi volesse contribuire a sostenere il progetto può farlo attraverso la raccolta fondi dedicata, accessibile al seguente link: CLICCA QUI
Un piccolo gesto per molti, ma un passaggio decisivo per otto ragazzi che inseguono un sogno chiamato Europa.
Matteo Carraro



























