Meglio pochi ma buoni e possibilmente sani, aggiungiamo noi. Una frase che potremmo associare benissimo all’annata di Social Osa che, nonostante le tantissime difficoltà vissute a livello d’infortuni, ha saputo fare il meglio con i mezzi a disposizione, disputando un’annata di primo livello nel campionato di B Interregionale, chiusa con la serie semifinale persa 2-1 con la quotatissima Ozzano.

Una stagione che porta il marchio, indelebile, di coach Stefano Gambaro, che ha saputo centrare gli obiettivi posti dalla società (tra le prime quattro in stagione regolare e semifinale playoff raggiunta) insieme ai suoi ragazzi, dimostrando una volta di più il proprio valore come capo allenatore nella categoria.

Coach, partiamo dal bilancio stagionale…
“Il bilancio è positivo. La società ci aveva dato come obiettivo prima i playoff, poi ha alzato l’asticella puntando a entrare tra le prime quattro e ci siamo riusciti, nonostante non abbiamo mai avuto il gruppo al completo. Dall’infortunio di Toso a quello di Torgano, passando per i problemi fisici di Villa, Macchi e Conte: nonostante tutto siamo sempre rimasti davanti. La squadra era nuova e questo ci è costato un paio di partite, come quelle con Gazzada e Tortona a inizio stagione, che avremmo vincere. C’è stata qualche altra sconfitta evitabile, ma nel complesso è stata una gran bella stagione. Abbiamo superato bene il primo turno playoff e nel secondo siamo usciti contro la squadra più attrezzata di tutte, giocandocela fino alla bella e crollando solo nel finale di Gara3, anche a causa delle rotazioni corte.”

Dopo un’annata particolare come quella vissuta in quel di Saronno, ha dimostrato una volta di più il suo valore in questa categoria. E’ soddisfatto di quanto fatto?
“Sì. Tutti gli anni si parte da zero e bisogna sempre dimostrare sul campo il proprio valore. Secondo me, senza falsa modestia, io e il mio staff abbiamo svolto un grande lavoro. Siamo stati chiamati spesso a fare cose nuove a causa degli infortuni e ci siamo riusciti spesso bene, anche grazie soprattutto alla disponibilità dei giocatori. Abbiamo espresso una pallacanestro bella da vedere oltre che efficace. È sempre tutto, però, un lavoro di squadra: lo staff è stato fondamentale, come anche i ragazzi che si sono dimostrati disponibili e con la voglia di andare oltre i problemi.”

Quali le sliding doors della vostra stagione?
“A livello positivo, la vittoria di Gallarate è stata molto importante a inizio stagione. Avevo intuito che BBG potesse essere una realtà da playoff: siamo arrivati lì in sette e abbiamo vinto una gara importante, tirata e sempre punto a punto. Quel successo ci ha dato tranquillità e ci ha permesso davvero di entrare nel campionato. Poi, quando abbiamo battuto Oleggio e Pavia, abbiamo alzato ulteriormente il livello, iniziando a spaccare la classifica a dicembre. Nel girone di ritorno, invece, la vittoria contro Sangiorgio senza Conte ci ha fatto capire il nostro reale valore. La sliding door negativa, invece, è stata l’infortunio di Torgano nel finale, perché non ci ha permesso di arrivare ai playoff al meglio delle nostre potenzialità”.

Ora però è già tempo di guardare al futuro, che cos’ha in mente?
“Parlerò con la società, con cui mi sono trovato molto bene. L’anno scorso volevano fare un ulteriore passo avanti dopo il buon lavoro svolto da Marco Passera e questa volontà di crescere mi aveva stimolato molto ad accettare la loro offerta. Ora voglio capire se alla base della prossima stagione ci sia ancora questa ambizione. La mia volontà di proseguire c’è, ma a patto che ci sia davvero la volontà di puntare più in alto, sapendo anche dove poter crescere e andare a sistemare quelle situazioni in cui abbiamo faticato durante questa stagione. Se dovessi rimanere mi piacerebbe confermare gran parte della squadra, perché abbiamo creato un gruppo fondato su sani valori umani”.

E se invece alla fine la sua strada e quella di Social Osa dovessero separarsi?
“Spero comunque di trovare un progetto serio e ambizioso, perché il mio obiettivo, prima o poi, è tornare ad allenare in Serie B Nazionale, in una struttura che abbia tutti i presupposti per affrontare un campionato professionistico, come ormai è diventata quella categoria.”

Si è dato una deadline per prendere una decisione?
“No, il mercato di noi allenatori è particolare: a maggio è presto, a fine giugno è tardi. Sicuramente entro il prossimo mese spero di sapere quale sarà il mio incarico per la prossima stagione, spero bene entro la prima metà di giugno, così da poter pianificare l’annata perché poi c’è davvero tanto lavoro da fare.”

Chiudo con un gioco non semplice: mi dica i tre giocatori che più l’anno sorpresa e quelli dai quali si sarebbe invece atteso di più in questo campionato?
“Parto da quelli che più mi hanno sorpreso: escludendo i miei giocatori (ride, ndr), mi è piaciuto tantissimo Josovic, un giovane pronto che ha dato continuità al suo percorso di crescita e che può fare molto bene anche ad un livello più alto. Poi dico sicuramente Lynch-Daniels, un giocatore molto forte che nei momenti importanti ha dimostrato di saper fare canestro e ha portato tanti punti in classifica a Gallarate. Infine Doneda, un lungo emergente che arrivava da una categoria inferiore e che è cresciuto tantissimo, disputando un girone di ritorno clamoroso. Tre dai quali invece mi sarei atteso di più sono Restelli di Oleggio, che avevo ammirato moltissimo l’anno scorso a Fidenza in un contesto di squadra simile; Sakalas di Sangiorgio, perché pensavo fosse più impattante offensivamente e Ambrosin di Gazzada, tenuto conto che veniva dalla B Nazionale e che ad inizio campionato ci aveva segnato in faccia 20 punti pensavo potesse avere un impatto maggiore per la Coelsanus”.

Alessandro Burin

Articolo precedenteIl Trofeo Binda continua a promuovere sicurezza e formazione: a Cuveglio l’ultimo appuntamento di “Pedala, Pedala… in Sicurezza!”
Articolo successivoVarese Van Vlaanderen – Aperte le iscrizioni nei punti convenzionati

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui