
Dalla prestigiosa premiazione ricevuta al Pirellone fino ai successi internazionali conquistati sui tatami europei, passando per l’esperienza delle Special Olympics e l’attenzione riservata dalla RAI al movimento paralimpico. È un momento particolarmente significativo per la Ckoss Polihandy di Oggiona con Santo Stefano, realtà da anni impegnata nella promozione del karate e del parakarate inclusivo.
A raccontarlo è il Maestro e presidente Rolando Gaido, che ripercorre le recenti soddisfazioni ottenute dai suoi atleti, tra cui gli ottimi risultati agli Europei di Francoforte, soffermandosi anche sul valore educativo e sociale dello sport. Un percorso che ha trovato ulteriore visibilità grazie alla visita delle telecamere di Rai Sport, occasione per raccontare una realtà che continua a distinguersi per risultati, inclusione e attenzione alla crescita umana degli atleti.
Maestro Gaido, per quale ragione vi hanno premiato al Pirellone?
“Si tratta della premiazione per un lavoro ventennale di preparazione atletica. Al Pirellone, il Palazzo della Regione Lombardia a Milano, abbiamo ricevuto delle medaglie. Oltre a noi della Ckoss Polihandy di Oggiona, c’era anche un dojo di Castano Primo, nel Milanese, guidato dal maestro Maurizio Croci, oltre al rappresentante FIJLKAM Lombardia Michele Angelo Austoni e alla rappresentante CSEN Delia Pirali”.
Quali traguardi avete raggiunto agli Europei di Francoforte?
“In Germania Mattia Allesina ha vinto l’oro, presentando il kata ‘Gankaku’, mentre Patrick Buwalda ha eseguito il kata ‘Unsu’, entrambi dello stile Shotokan”.
Quali prove avete svolto e quali risultati conseguito alle Special Olympics?
“Alle Special Olympics di Lignano Sabbiadoro siamo arrivati secondi come società. Si tratta di giochi olimpici nei quali abbiamo eseguito i kata individuali, la prova Palloncino e i kata a squadre”.
Avete portato anche degli atleti per il kumite?
“No, da noi le gare di kumite, ovvero combattimento regolamentato, le svolgono solo i karateka normodotati, mentre le Special Olympics sono riservate esclusivamente ai karateka con disabilità intellettive. A Lignano Sabbiadoro, in provincia di Udine, erano presenti circa 3000 atleti”.
A Oggiona, com’è andata la sua intervista con la RAI?
“Nel complesso molto bene. Abbiamo parlato del fatto che sia nello sport sia nella vita quotidiana gli atleti disabili siano coesi, cordiali e molto amici fra loro, sempre all’insegna delle relazioni positive e del principio di sportività. L’intervista che ho rilasciato alla RAI può essere rivista sull’applicazione RaiPlay”.
Quali sensazioni ha provato davanti ai microfoni di Rai Sport?
“In generale ho provato la soddisfazione di poter diffondere, attraverso un’emittente televisiva, il fondamentale principio dell’inclusione, dell’integrazione e dell’attenzione verso gli atleti disabili, oltre che verso quelli normodotati”.
Nei vostri allenamenti di kata, cosa rappresenta il ‘kiai’?
“Il ‘kiai’ è un grido che, durante l’esecuzione dei kata, indica il momento in cui, attraverso la tecnica, si esprimono sia la propria forza fisica sia quella interiore. È quindi anche un gesto liberatorio sul piano psicofisico”.
Obiettivi futuri?
“Partecipare all’IKU International Cup dell’ottobre 2026 in Slovenia, ai Mondiali di Karate in Italia nel 2027 e anche ai Virtus Global Games, che si terranno al Cairo, in Egitto, tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre 2027”.
Nabil Morcos















































