
La continuità come passo di rottura con il passato. E’ in questo assunto che si sta costruendo il presente della Pallacanestro Varese che prova a ripartire da basi sempre più solide per approcciare alla nuova stagione.
Elemento fondante di questo processo è la continuità che il club biancorosso sta perseguendo in maniera forte ed oggettiva in queste prime settimane di mercato: partendo dalla conferma triennale di mesi fa di coach Kastritis che rappresenta poi il vertice della piramide tecnico-tattica biancorossa, il mercato italiani ha dato un ulteriore spinta all’operazione del club di Piazzale Gramsci.
Da che si sarebbe dovuto cambiare quasi tutto, con la partenze di Alviti e Librizzi che sembravano dover seguire quella di Assui costringendo il club ad una rivoluzione del parco italiano, si è arrivati invece al non veder cambiare praticamente nulla, tolto lo switch tra Elisée e Ikangi, con Alviti e Librizzi stabilmente al loro posto (sul capitano vi avevamo anticipato oltre una settimana fa la sua permanenza ai piedi del Sacro Monte) cui si è sommata quella di Ladurner.
Non solo però, perché l’operazione continuità di Varese passa anche dagli stranieri, con il club che conta ormai Renfro come secondo lungo nella prossima stagione e punta a mantenere a roster uno tra Iroegbu e Stewart per permettere così a Kastritis di avere una base solidissima sulla quale lavorare per partire fin da subito forte ed evitare i problemi che si sono palesati nell’inizio della passata stagione.
Poi è chiaro, il vero valore della squadra sarà definito dall’acquisto nei ruoli apicali del roster, in particolare l’asse play-pivot che i biancorossi andranno a ricostruire alla ricerca di un regista puro ed, a quanto pare, di un centro molto più stazzato e rimbalzista rispetto a quelli passati dall’Itelyum Arena nelle ultime stagioni ed anche qui, l’avere già una base solida a roster permetterebbe al management di lavorare con meno frenesia e maggiore meticolosità, cercando di evitare i soliti errori che in questi anni hanno caratterizzato le campagne acquisti biancorosse.
E’ evidente però come, per una squadra che vuole fin da subito aggredire, in senso positivo, la doppia competizione che andrà a giocare l’anno prossimo (il 19 giugno è la data da segnare sul calendario per scoprire se sarà preliminare di BCL o FIBA Europe Cup per la Openjobmetis), ripartire da un nucleo già rodato di giocatori non può essere altro che una nota positiva che è anche l’ennesimo punto di rottura con il passato e forse, chiave di volta per raggiungere risultati migliori rispetto a quanto fatto negli ultimi anni.
Alessandro Burin






















