Ci sono storie che sembrano non dover finire mai e che invece, per un motivo o per un altro, trovano il loro epilogo, lasciando un vuoto che pare davvero incolmabile. La notizia della separazione improvvisa tra la Pallamano Cassano Magnago e coach Matteo Bellotti è stata tutto questo: un fulmine a ciel sereno, a pochi giorni dall’inizio della nuova stagione che gli amaranto giocheranno con il tricolore, il primo della loro storia a livello seniores, stampato sul petto.

Un addio che fa i conti, come spiegato nel comunicato di ieri sera del club amaranto, con una situazione complicata in casa Cassano, dovuta principalmente alla mancata realizzazione dell’impianto federale che avrebbe dovuto rilanciare completamente il movimento della pallamano cittadino e che invece adesso rischia di far crollare un castello bellissimo, costruito con fatica e sudore in tanti anni e che perde una delle sue fondamenta più solide.

Coach, cosa c’è alla base di questo addio inatteso?
“Ci sono motivi temporali ed economici che, purtroppo, hanno portato me e la società a prendere la decisione consensuale di chiudere anticipatamente il nostro rapporto. Non abbiamo trovato una linea comune di risoluzione ad un problema importante, comunicato solo pochi giorni fa, che avrebbe complicato e non poco il lavoro stagionale. Io avevo un’idea per provare a risolvere la situazione, la società un’altra, perciò abbiamo deciso fosse meglio separarsi”.

Quanta amarezza c’è per questo epilogo?
“Tantissima. C’è anche tanta delusione, perché c’erano persone di cui mi fidavo e un progetto sul quale avevo grande fiducia e vederlo scivolare via, a due settimane dall’inizio della stagione, dopo che si era provato a fare il massimo per creare una squadra competitiva, lascia amarezza”.

Cosa si porta via da questa esperienza?
“Tante cose. Ero a Cassano da 10 anni, ho lavorato con tanti gruppi che mi hanno permesso di accumulare esperienza vivendo una bellissima avventura, fatta di tante persone speciali. Io ormai sono quasi cassanese da un certo punto di vista e mi dispiace molto dover andare via, però chiusa una porta si apre, spero, un portone. Ringrazio tutti: da Petazzi a Colombo, passando per tutte le persone che ci sono state vicine in questo periodo, fino alla società che ci ha permesso di chiudere al meglio l’ultimo anno con lo Scudetto”.

Da dove ripartirà?
“Essendo stata una decisione di pochi giorni fa non ho alternative al momento. Sono tornato a casa con la speranza e sicurezza di voler continuare ad allenare. Se ci sarà qualcosa d’interessante nel breve bene, se no si aspetterà un progetto stimolante”.

Alessandro Burin

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