
Settimana decisiva? Beh, prima o poi… Comunque lo si dice (anche qui, eh, ci mancherebbe), da 2 mesi pieni. Pensando che negli ultimi 10 anni (2020 post Covid a parte), il raduno allo “Speroni” è stato fissato dal minimo del 15 luglio (2019) al massimo del 20 (2016). Qui si andrà ben oltre visto che ad oggi (19 luglio), manca una struttura societaria definita (e definitiva), ed un abbozzo di squadra. Inutile sottolineare quanto le aspettative siano (fossero?) ben altre (e più alte). Ma il tempo (poco), c’è ancora per mettere una pezza ed ingranare la marcia in una stagione attualmente in folle.
Torniamo però alle indiscrezioni di stampa di questi ultimi giorni che vorrebbero il mexican standoff in essere superato dalla cessione del 51% delle quote biancoblu controllate da Giancarlo Travagin in parte ad Estrella Football Group (49) ed in parte a Roberto Simonini (2). Con Finnat Fiduciaria (Luca Bassi) che resterebbe all’ormai proverbiale 49. Posto che (così, a naso, o forse no), sulla reale disponibilità del fondo olandese a rientrare in partita sarebbe forse opportuno mantenere prudenza, la curiosità dello scenario paventato è rappresentata dalla somma di 3 minoranze a formare l’assetto societario. Formula (alla tedesca per intendersi), non certo insolita ad alto livello. Meno ad altezza Serie D.
In ogni caso (si suppone), l’equilibrio sarebbe retto da un patto di sindacato tra 2 delle 3 parti per fare di 2 minoranze, una (o la) maggioranza. Diversamente, con il solo 2%, Simonini costituirebbe l’autentico ago della bilancia del club. Ma chissà che non sia proprio quella la direzione che la Pro Patria intende prendere…
Giovanni Castiglioni






























Estrella e Travagin per me pari son: carta da parati. Travagin se ne andrà ed Estrella entrerà in prima persona mettendoci la faccia per poi fare, magari, poco più avanti, il giro di valzer di Travagin. Tutto questo, ovviamente, implica un malloppo di carte da firmare davanti al notaio e non via mail, da qui le lungaggini. Non oso pensare al ritiro e all’allestimento della squadra anche se i lavori sarebbero in corso sotto l’ancora ipotetica benedizione dell’industriale “elettronico” bustocco. Resto del parere che salvarsi in questa annata sia già manna che cola.