L’ultimo appuntamento del circuito nazionale ha confermato il valore del Team Viva, ormai stabilmente tra le realtà di riferimento della vela italiana nella classe RS21. Il quarto posto conquistato a Malcesine, sfumato per appena un punto dal podio, ha permesso comunque all’equipaggio varesino di prendersi la vetta della classifica generale, presentandosi così da leader al Campionato Italiano di fine settembre.

Un risultato che certifica la crescita del progetto nato nel 2007 e guidato da Alessandro Molla, 48 anni, imprenditore di Caronno Varesino con una lunga esperienza nel mondo della vela agonistica. Alle porte ci sono due appuntamenti cruciali, il tricolore di Scarlino e il Mondiale di Cannes, ma il leader degli Orange guarda anche oltre il risultato immediato: l‘obiettivo è far crescere il movimento e creare nuove opportunità per i giovani velisti.

“La vela è spesso considerata uno sport d’élite o di nicchia – esordisce Alessandro Molla –, ma in realtà è una disciplina aperta a tutti. Si può iniziare già a cinque o sei anni nei circoli velici, salendo su un Optimist, la barca simbolo per chi si avvicina a questo mondo. Da lì il percorso può portare alle classi olimpiche, alle grandi regate internazionali fino alla Coppa America, che rappresenta un po’ la Formula 1 della vela. Oggi le barche più evolute addirittura ‘volano’ grazie ai foil, riducendo quasi completamente l’attrito con l’acqua e raggiungendo velocità incredibili”.

Come si è avvicinato al mondo della vela?
“La passione me l’ha trasmessa mio papà. Ho iniziato da bambino nell’Alto Lago Maggiore, tra Luino e Maccagno, con l’Optimist, poi ho regatato anche in Laser. Tra i 15 e i 18 anni mi sono allontanato da questo mondo, ma appena sono tornato non l’ho più lasciato. Ho sempre amato le classi monotipo, dove tutte le barche sono identiche e la differenza la fa esclusivamente l’equipaggio: è una filosofia che mi ha accompagnato in tutta la carriera”.

Come nasce, invece, Team Viva?
“Nel 2007 ho deciso di creare il mio team, dedicandoci sin da subito ai monotipi a bulbo come Ufo22, Melges24 e per 10 anni al J/70, il monotipo con il livello tecnico e la diffusione più competitive al mondo, raggiungendo risultati di prestigio tra cui un Campionato Italiano a Riva del Garda vinto davanti a 70 barche provenienti da 16 Nazioni. Da due stagioni siamo invece impegnati sull’RS21, una barca di sei metri molto performante e divertente. Anche qui il principio resta lo stesso: le imbarcazioni sono tutte uguali e vince chi riesce a fare meglio in acqua”.

Oggi, però, il progetto guarda anche ai giovani.
“Assolutamente sì. In RS21 regatiamo in quattro, ma stiamo investendo anche su altri fronti. Abbiamo sostenuto un equipaggio giovanile che ha appena partecipato al Mondiale Juniores Snipe in Spagna e che a fine agosto sarà impegnato ai Campionati Italiani Juniores di Riccione. L’idea è quella di ampliare ulteriormente questo percorso, cercando di supportare maggiormente i giovani nel loro percorso di crescita agonistica e non solo; lo faccio anche perché conosco bene le dinamiche in prima persona essendo padre di Riccardo, che va in barca da quando è nato e tuttora pratica lo sport della vela a livello agonistico”.

Arrivate al Campionato Italiano da primi nella classifica generale del circuito. Che valore ha questo risultato?
“È sicuramente un’iniezione di fiducia. L’anno scorso abbiamo chiuso secondi nel circuito nazionale, vincendo anche alcune tappe, mentre al Mondiale siamo stati primi e secondi praticamente per l’intera settimana prima di compromettere tutto nell’ultima giornata. Quest’anno ci presentiamo al Campionato Italiano di Scarlino da leader del circuito e questo inevitabilmente ci dà consapevolezza”.

Con quali ambizioni vi presenterete?
“L’obiettivo è provare a salire sul podio, sia all’Italiano sia al Mondiale di Cannes, in programma a fine ottobre. Nella vela, però, entrano in gioco moltissime variabili: il vento, l’onda, la marea, gli avversari. Bisogna essere preparati e cercare di sfruttare ogni occasione. Di sicuro ci arriviamo con belle ambizioni”.

La vela viene ancora percepita come uno sport di nicchia. Cosa servirebbe per far crescere il movimento?
“Secondo me bisogna partire dalle scuole. Sarebbe importante collaborare con gli insegnanti e proporre ai ragazzi giornate dedicate alla vela. Viviamo nella provincia dei laghi e spesso ci si dimentica che non serve il mare per praticare questo sport. Il Lago di Varese, in assenza di vento, è giustamente orientato al canottaggio, ma il Lago Maggiore è qui a due passi e offre tantissime opportunità. Far provare una barca a vela a un bambino può cambiare completamente la percezione di questa disciplina”.

E il suo sogno per Team Viva qual è?
“Mi piacerebbe riuscire a sostenere sempre di più i giovani. Quando si arriva a 17-18 anni iniziano le vere difficoltà economiche. Una stagione ad alto livello in una delle Classi olimpiche richiede tante decine di migliaia di euro: senza sponsor, una famiglia alle spalle o l’ingresso nei gruppi sportivi militari diventa complicatissimo. Il mio obiettivo è costruire un progetto che possa aiutare questi ragazzi a continuare il proprio percorso e, perché no, inseguire il sogno olimpico”.

Il timoniere dello Spring Sailing Team ha infine voluto ringraziare tutte le realtà che sostengono il progetto: Bioisotherm, Tecnica7, Serbaplast, Daikin Aerotech, M4 Impianti, Arredo Più, Edilnoma Building, Technobuilding, oltre ai supporter tecnici Vela Mania e Gottifredi Maffioli, partner che continuano ad accompagnare la crescita degli Orange. Crescita che si misura anche online a livello comunicativo: il Team Viva vanta infatti una pagina Instagram in costante crescita e un sito sempre aggiornato con gli ultimi risultati e i prossimi appuntamenti nazionali e internazionali.

Matteo Carraro

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