
Il pareggio per 1-1 contro la Vergiatese chiude la terza uscita stagionale del Varese, ma soprattutto offre ad Andrea Ciceri nuovi spunti su cui lavorare. Un’amichevole utile proprio per mettere minuti nelle gambe e testare i ragazzi più giovani, anche in un contesto ben partecipato dalle tribune. Il tecnico biancorosso promuove l’atteggiamento mostrato dai suoi, soprattutto dai tanti giovani chiamati in causa: “Siamo a uno step importante della preparazione iniziale. Vedo un gruppo motivato, desideroso di lavorare e di cercare di crescere. Con 300-400 persone a vedere una gara amichevole, per questi ragazzi è un buon viatico. Li butta dentro una competizione agonistica e permette loro di iniziare a capire cosa significa giocare con questa maglia“.
Nel primo tempo il Varese ha mostrato una buona solidità, tenendo alto il baricentro e concedendo poco alla Vergiatese: “Siamo mancati un po’ di velocità nel fraseggio e di qualità nelle ultime giocate, ma è chiaramente figlio dei carichi e del momento della stagione“. Nella ripresa, con una formazione ancora più giovane, la squadra si è allungata alla ricerca del pareggio, arrivato con Gallotti. Una reazione che Ciceri considera significativa: “È importante vedere che anche nelle difficoltà si continua a crederci e non si molla. Con un gruppo così giovane mi aspetto coraggio, corsa e volontà di valorizzare ogni occasione“.
Il tecnico non nasconde poi la necessità di completare la rosa: “Appena manca qualche elemento esperto, la squadra diventa ancora più giovane e su questo dobbiamo sicuramente puntellare la rosa con gli ultimi movimenti“. Nessun allarme, però, sul piano fisico: “Abbiamo qualche elemento fuori che è fisicamente più prestante, quindi mi sento di dire che questo aspetto lo abbiamo dentro la rosa. Più che altro, servirà crescere in struttura, in temperamento e nell’abitudine a reggere l’urto nelle partite che contano“.
E proprio il prossimo test contro la Pro Palazzolo sarà un’altra occasione per accelerare il percorso: “Abbiamo bisogno di dare spazio ai ragazzi giovani che per la prima volta affrontano un undici adulto contro avversari di questo calibro. Siamo in una fase in cui bisogna provarli, studiarli, capire quanto margine c’è e con che velocità possono crescere. Perché da settembre ci sarà bisogno di tanti di loro“.
Soddisfatto Matteo Frontini, tecnico della Vergiatese: “È stata una buona partita, con sensazioni sicuramente positive. Nel primo tempo abbiamo palleggiato meno di quanto vorrei e di quanto rientra nella mia idea di calcio, ma è anche normale considerando che si tratta della prima amichevole dopo otto giorni di lavoro intenso. Nella ripresa abbiamo gestito meglio il pallone e, sullo 0-1, abbiamo avuto anche l’opportunità di trovare il raddoppio. Al di là del risultato, però, la cosa più importante è stato l’atteggiamento dei ragazzi per tutti i 90 minuti e il fatto di aver dato spazio a tutti. Ho ricevuto risposte davvero positive, sia a livello individuale sia come gruppo“.
Matteo Carraro




























