
Non era la finale che Pietro Arese aveva immaginato, ma esserci era già un primo passo importante. L’azzurro chiude all’undicesimo posto la finale dei 1500 metri agli Europei di Birmingham, pagando soprattutto nel momento decisivo una gara che, come spesso accade sul miglio metrico, si è trasformata in una sfida di nervi e velocità negli ultimi quattrocento metri. Il tempo finale è di 3’38″20.
Arese, dopo aver conquistato con carattere il pass per l’atto conclusivo nelle batterie, ha provato a giocarsi le proprie carte anche in una finale dal pronostico tutt’altro che scontato. A due giri dal termine l’azzurro ha provato a risalire, rimanendo agganciato al gruppo, ma nell’ultimo giro è progressivamente scivolato nelle retrovie e non è più riuscito a trovare lo spunto per rientrare nella lotta per le posizioni che contavano.
Davanti, intanto, succedeva praticamente di tutto. Il grande favorito Azeddine Habz non è riuscito a giocarsi il podio e la volata finale premia a sorpresa l’olandese Stefan Nillessen, autore di un ultimo rettilineo devastante: 3’35″70 e medaglia d’oro. Argento allo svedese Samuel Pihlstrom in 3’36″16, bronzo all’irlandese Andrew Coscoran in 3’36″24. Fuori dal podio anche tutti e tre i britannici, con Heyward quarto, Ludewick quinto e Wightman sesto.
Per Arese resta dunque un undicesimo posto, ma anche la consapevolezza di essere tornato a giocarsi una finale europea dei 1500 metri. Dopo una batteria superata con intelligenza e una qualificazione conquistata sul filo dei centesimi, l’avventura di Birmingham si chiude senza il risultato sperato, ma con un’altra esperienza internazionale da mettere nello zaino. Arese dovrà ripartire da qui, facendo tesoro di una finale che non ha premiato le sue qualità ma che gli ha comunque regalato un’altra occasione per confrontarsi con il meglio del continente.
Redazione

























