
Parigi incorona un’Italia del nuoto: bella, solida e soprattutto profonda. Il primato nel medagliere degli Europei del nuoto in vasca sfugge agli azzurri, che devono lasciare spazio alla Gran Bretagna (prima anche includendo le acque libere con 14 ori), ma il bilancio resta straordinariamente positivo: 20 medaglie complessive, frutto di 6 ori, 8 argenti e 6 bronzi, che diventano 43 considerando l’Europeo anche fuori dalla vasca (13 ori, 15 argenti e 15 bronzi). Nessuna nazionale ha raccolto più podi (seconde Germania e Atleti Neutrali con 32).
E dentro questa festa azzurra c’è anche Varese. La copertina, inevitabilmente, è tutta per Nicolò Martinenghi. Il fuoriclasse di Azzate arrivava da una stagione complicata, ma ha risposto nel modo migliore possibile: da campione. Prima l’oro nei 100 rana in 58″58, al termine di una rimonta da applausi, poi il bis nei 50 rana in 26″57. Due gare, due titoli europei e la conferma che, quando il gioco si fa duro, Tete sa ancora alzare il livello. Non è finita qui: Martinenghi ha aggiunto anche l’argento nella 4×100 misti, nuotando la frazione a rana nel quartetto completato da Thomas Ceccon, Alberto Razzetti e Carlos D’Ambrosio. Tre medaglie, dunque, per un Europeo che vale molto più del semplice bottino. È il segnale di un campione che ha ritrovato fiducia, condizione e certezze proprio sul palcoscenico più importante.
Per Francesco Lazzari, invece, Parigi ha avuto un sapore differente. Il dorsista di Angera non è riuscito a esprimersi sui livelli mostrati durante la stagione: 22° nelle batterie dei 50 dorso e 32° nei 100 dorso. Un risultato al di sotto delle aspettative, ma che non cancella il percorso compiuto per arrivare alla convocazione azzurra. Per Lazzari sarà soprattutto esperienza da mettere nel bagaglio e dalla quale ripartire.
E intanto l’Italia può godersi una squadra che ha risposto presente praticamente ovunque. Oltre alla doppietta di Martinenghi, spicca la tripletta d’oro di Simona Quadarella nei 400, 800 e 1500 stile libero e il titolo di Sara Curtis nei 50 dorso, accompagnato da due record mondiali. Gli altri podi hanno portato le firme di Razzetti, Ceccon, Pilato, Cerasuolo, Gastaldi e delle staffette.
Il dato più incoraggiante, però, è forse quello che va oltre il medagliere: solo in vasca si parla di 38 finali raggiunte, 27 primati personali e 12 record italiani, numeri che fotografano un movimento competitivo e distribuito in tutti i settori. E il bilancio del medagliere complessivo racconta di un movimento in costante crescita e capace di essere competitivo in praticamente ogni settore. E, ancor più delle medaglie, in prospettiva, per l’Italia è questa la vittoria più importante.
Il Medagliere di Parigi
1. GRAN BRETAGNA
14 Ori – 4 Argenti – 8 Bronzi (TOTALE 26)
2. ITALIA
13 Ori – 15 Argenti – 15 Bronzi (TOTALE 43)
3. ATLETI NEUTRALI B
10 Ori – 9 Argenti – 13 Bronzi (TOTALE 32)
4. GERMANIA
9 Ori – 11 Argenti – 12 Bronzi (TOTALE 32)
5. UNGHERIA
5 Ori – 9 Argenti – 3 Bronzi (TOTALE 17)
6. FRANCIA
4 Ori – 6 Argenti – 5 Bronzi (TOTALE 15)
7. UCRAINA
3 Ori – 1 Argento – 3 Bronzi (TOTALE 7)
8. GRECIA
3 Ori – 1 Argento – 1 Bronzo (TOTALE 5)
9. ROMANIA
3 Ori (TOTALE 3)
10. PAESI BASSI
2 Ori – 7 Argenti – 1 Bronzo (TOTALE 10)
11. IRLANDA
2 Ori – 1 Argento – 2 Bronzi (TOTALE 5)
12. REPUBBLICA CECA
2 Ori (TOTALE 2)
13. SPAGNA
1 Oro – 6 Argenti – 4 Bronzi (TOTALE 11)
14. BELGIO
1 Oro – 1 Argento – 1 Bronzo (TOTALE 3)
15. ATLETI NEUTRALI A
1 Oro – 1 Argento – 1 Bronzo (TOTALE 3)
16. SVEZIA
1 Oro – 1 Argento – 1 Bronzo (TOTALE 3)
17. LITUANIA
1 Oro – 1 Argento (TOTALE 2)
18. POLONIA
1 Oro – 1 Bronzo (TOTALE 2)
19. SVIZZERA
1 Argento – 1 Bronzo (TOTALE 2)
20. DANIMARCA
1 Argento (TOTALE 1)
21. PORTOGALLO
1 Argento (TOTALE 1)
22. SERBIA
1 Argento (TOTALE 1)
23. AUSTRIA
1 Bronzo (TOTALE 1)
24. CROAZIA
1 Bronzo (TOTALE 1)
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